Nuovi punti d’accesso per l’ospedale San Donato

AREZZO – Nuovi punti di accesso per ambulanze e pazienti per raggiungere i diversi reparti dell’ospedale San Donato. A richiederli sono i Popolari per Arezzo che, dopo aver raccolto i disagi vissuti da cittadini e associazioni di volontariato per accedere ai vari ambulatori, avanzano l’esigenza di ristudiare la viabilità e le aree di sosta circostanti alla struttura per facilitarne la fruizione soprattutto a chi è barellato o in carrozzina. L’anello esterno dell’ospedale è infatti spesso rallentato o occupato dalle auto parcheggiate che limitano i movimenti delle ambulanze per l’ingresso agli stessi settori, allungando così ulteriormente i tempi degli spostamenti. Il polo è architettonicamente sviluppato in orizzontale con una caratteristica che determina percorsi prolungati per chi deve essere visitato e per chi deve passare dall’esterno all’interno o da un reparto all’altro, dunque si rende necessario studiare soluzioni per facilitarne la reale fruibilità.
I Popolari per Arezzo propongono di dotare l’ospedale di ulteriori punti di accesso dotati di “camere calde” che permetterebbero ai mezzi di soccorso di godere di nuove zone predisposte per la sosta e per il raggiungimento dei vari settori. Tali ingressi permetterebbero di sostare in aree riparate dalle condizioni meteorologiche e, successivamente, di accompagnare in rapidità e sicurezza il paziente nei luoghi di destinazione senza essere rallentato dal traffico delle auto e senza dover percorrere lunghi e tortuosi tragitti. «Da tempo – commentano i Popolari per Arezzo, – sosteniamo la necessità di una riorganizzazione dell’ospedale San Donato per migliorarne l’efficienza e per facilitare i servizi al cittadino. Nei mesi scorsi abbiamo ribadito la necessità di trovare una soluzione per le lunghe liste di attesa e di aumentare i posti letto per le patologie più frequenti, mentre ora presentiamo una problematica che può essere risolta investendo per rendere le strade e gli accessi alla struttura maggiormente funzionali e moderni».

Gli immobili in disuso siano posti a disposizione delle scuole

AREZZO – Gli immobili in disuso del centro cittadino possono essere posti al servizio di alcune scuole superiori. La proposta arriva dai Popolari per Arezzo e fa seguito ad un intervento dei giorni scorsi in cui l’amministrazione ha comunicato che per l’anno scolastico 2017-2018 saranno concessi alcuni locali della Cadorna al Liceo Scientifico “Redi” e al Liceo “Colonna”, sottolineando però come questa sia una sistemazione temporanea che decadrà dal 2018-2019. Alcune scuole superiori negli ultimi anni hanno fatto emergere la problematica della carenza di aule per alcuni indirizzi di studio, dunque si rende necessario un impegno congiunto tra Provincia, Comune e Provveditorato per trovare soluzioni durature e lungimiranti per permettere ai vari istituti di crescere e di progettare serenamente il loro futuro potendo fare affidamento su strutture e spazi sicuri. «In vista del 2017-2018 – commenta Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, – si è verificato un positivo confronto istituzionale che ha permesso di concedere i locali presso la Cadorna ad alcuni istituti, ma in passato la penuria di aule ha causato disagi alla programmazione didattica. Puntualmente emerge il problema degli spazi, dunque è doveroso che le istituzioni intervengano con coerenza e in collaborazione con i privati per rendere la scuola efficiente e per investire sul futuro dei nostri ragazzi, con un impegno congiunto per trovare rimedi duraturi in grado di sopperire a tale mancanza e di evitare sacrifici ai professori, alle famiglie e agli studenti».
I Popolari per Arezzo auspicano dunque una sempre più forte sinergia tra pubblico e privato, richiedendo di destinare alle esigenze scolastiche alcuni edifici in disuso del centro storico, come Palazzo Barbolani in via San Lorentino o l’ex sede della Banca d’Italia in via Cesalpino. La sistemazione di questi immobili permetterebbe di prevedere anche nuovi poli multidisciplinari che potrebbero andare ad ospitare istituti attualmente decentrati nelle periferie, riportando il centro storico al cuore dell’istruzione e facendo tornare a vivere queste zone cittadine. «Su questo tema – commenta Gallorini, – chiamiamo in causa la Provincia che ha competenze dirette e il Comune che, insieme al Provveditorato, dovrebbe continuare ad impegnarsi per trovare soluzioni. La scuola va considerata come una grande risorsa per la nostra città: intorno al sistema scolastico non ruotano solo la formazione e l’educazione dei giovani, ma anche le nuove prospettive di sviluppo economico di un territorio».

Integrazione e sicurezza per rendere Arezzo più vivibile

AREZZO – L’amministrazione si impegni a superare le problematiche di integrazione sociale percepite in alcuni quartieri aretini. La forte concentrazione di stranieri in determinate zone cittadine rappresenta un dato di fatto, dunque i Popolari per Arezzo sostengono l’esigenza di una rinnovata sensibilità politica per alimentare un clima di comunità e di condivisione, scongiurando episodi gravi come la distribuzione di volantini discriminatori e razzisti dei giorni scorsi. L’incremento delle forze dell’ordine e il maggior pattugliamento dei quartieri sono necessari dove è più forte il senso di insicurezza come Saione e Campo di Marte, ma non possono rappresentare le uniche operazioni per affrontare il problema e devono essere accompagnati da strategie volte all’integrazione e alla valorizzazione delle zone maggiormente critiche. Una prima proposta può dunque essere legata ad una collaborazione tra pubblico e privato per far vivere questi quartieri e per creare occasioni di aggregazione, con il coinvolgimento anche di associazioni, commercianti e parrocchie: luoghi come piazza Zucchi o i giardini dietro alla stazione possono diventare sedi di iniziative, feste e mercatini in grado di favorire l’incontro e lo scambio culturale.
In questa fase, i Popolari per Arezzo invitano anche le varie forze politiche ad una distensione dei toni utilizzati nel parlare di sociale e ad una maggiore sensibilità nell’affrontare le varie tematiche sociali. Disagio, degrado, casi di assistenza alla persona e scarsa percezione di sicurezza sono infatti problematiche diverse e necessitano di risposte eterogenee, così come è necessaria una maggior attenzione nel non confondere stranieri, extracomunitari, migranti, profughi o senza dimora. Si rende necessario dunque stimolare un clima di sensibilizzazione e di conoscenza per evitare facili generalizzazioni che alimentano il clima di divisione. «In alcune zone, la concentrazione di residenti stranieri e di attività commerciali gestite da stranieri è molto forte – commentano i Popolari per Arezzo, – dunque l’unica strada percorribile è quella dell’integrazione, dal momento che la conoscenza allontana la paura che fomenta il razzismo. Se la gente si sente sicura avrà meno motivi di preoccuparsi o di temere l’altro, dunque parallelamente è importante investire anche per aumentare i controlli delle forze dell’ordine e per trasferire a Saione una sede della Polizia Municipale, una proposta che noi portiamo avanti ormai da molto tempo».