AREZZO – La proposta politica di centro-sinistra deve essere rinnovata per tornare a rispondere alle reali esigenze dei cittadini. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che, dopo le elezioni politiche e a due anni dalle elezioni amministrative del Comune di Arezzo, segnalano l’esigenza di riprendere una seria analisi delle prospettive di sviluppo e di solidarietà del territorio locale. Per raggiungere questo obiettivo, l’associazione attiverà un percorso di contatti e di incontri con le realtà economiche, sociali e associative per ascoltare e puntualizzare i loro bisogni e le loro proposte amministrative, con l’obiettivo di definire un nuovo programma teso a fornire risposte ai cittadini sulla base di solidarietà, equità e sussidiarietà. Questo impegno, al via dalle prossime settimane, sarà orientato a portare un contributo alla futura azione dell’area culturale di centro-sinistra per favorirne un rilancio e per avviare una più marcata fase di opposizione nei confronti dell’attuale amministrazione.
Il percorso avviato dai Popolari per Arezzo si pone in scia ai recenti risultati elettorali che hanno evidenziato l’urgenza del centro-sinistra di ritrovare la propria identità e di rimodulare una proposta politica adeguata alle sofferenze e alle difficoltà del territorio locale e nazionale. Questa area politica ha infatti pagato la scarsa concretezza su molti temi economici e sociali del Paese che, unita all’eccessiva attenzione per fini elettorali alla difesa di alcuni diritti civili, ha provocato uno slittamento dell’elettorato verso altri partiti, verso movimenti di “protesta” e verso proposte più affini al sentire dei cittadini. «Il centro-sinistra – spiegano i Popolari per Arezzo, – ha necessità di un processo di assestamento e di rilancio che comprenda tutti i soggetti accomunati dalla stessa matrice culturale. Nel frattempo, la nostra intenzione è di attivare una serie di incontri per confrontarci e per ascoltare le realtà del territorio per capire quelle strategie necessarie per ricostruire una comunità vivibile, solidale e dove gli squilibri siano sanati».
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Un piano quinquennale di interventi per evitare il dissesto delle strade
AREZZO – Gli interventi previsti dall’amministrazione per la manutenzione del manto stradale sono positivi, ma nei prossimi anni deve essere coperta con cadenza regolare tutta la viabilità comunale. I Popolari per Arezzo prendono atto dell’impegno della giunta a sistemare alcune strade, ma ribadiscono l’esigenza di un’opera maggiormente preventiva per scongiurare in futuro il riemergere delle tante buche affiorate nelle ultime settimane. L’associazione afferma la necessità di prevedere un piano quinquennale di riasfaltatura che interessi l’intero territorio comunale e che, partendo dalle strade più dissestate, possa affrontare il problema in modo serio, permettendo di garantire la costante qualità della viabilità e scongiurando così l’eventualità di nuovi danni del maltempo. «Girare per le strade aretine è diventato pericoloso per pedoni e per automobilisti – commentano i Popolari per Arezzo. – Riconosciamo all’amministrazione il tempestivo impegno nel porre rimedio all’attuale situazione, ma il problema è a monte dal momento che non sono stati attuati piani preventivi per scongiurare il dissesto».
La manutenzione deve rappresentare un punto cardine della politica amministrativa, essendo anche alla base del decoro e della vivibilità della città. La sistemazione delle strade deve essere una priorità a cui dedicare risorse ed interventi di qualità, evitando i semplici “rattoppi” operati negli scorsi anni o nelle ultime settimane che si sono dimostrati effimeri e che, anzi, hanno poi aggravato i problemi con un’evitabile dispersione economica. «Una volta effettuati gli interventi di sistemazione – continuano i Popolari per Arezzo, – va verificata la qualità del lavoro per ottimizzare i costi sostenuti ed evitare sprechi inutili. Si tratta di una doverosa attenzione nei confronti dei cittadini e delle loro risorse in quanto, nel lungo termine, i mezzi pubblici e privati subiscono comunque danni che ne riducono la vita: la mancata manutenzione trasferisce costi sugli aretini che devono ricorrere sempre più frequentemente alla manutenzione dei propri veicoli».
Marciapiedi e dissuasori per mettere in sicurezza via Tarlati
AREZZO – Interventi per la viabilità nell’area a nord del centro storico. A richiederli sono i Popolari per Arezzo che, raccogliendo le segnalazioni di alcuni residenti della Catona, lamentano una scarsa attenzione da parte dell’amministrazione comunale per quanto riguarda, soprattutto, la realizzazione e la messa in sicurezza dei marciapiedi. La prima problematica riguarda i collegamenti pedonali tra via Tarlati e via Gamurrini: i lavori di manutenzione e recupero dell’acquedotto vasariano svolti dalla Fraternina dei Laici avrebbero dovuto essere accompagnati da un parallelo investimento della giunta per realizzare i marciapiedi che, per lunghi tratti, sono completamente assenti e dunque non rendono possibile il transito a piedi.
Questo problema riguarda tutta via Tarlati dove i marciapiedi risultano insufficienti perché stretti e spesso senza continuità di soluzione. In questo senso è emblematico l’incrocio con via Buonconte da Montefeltro dove la via dedicata ai pedoni è così ristretta che una persona in carrozzina per girare si troverebbe costretta ad entrare in carreggiata, ma i disagi vi sono anche per chi deve raggiungere le proprie abitazioni e le varie attività commerciali poste lungo la strada. Sempre in via Tarlati, infine, oltre al rifacimento di alcune zone del manto stradale, i Popolari per Arezzo sostengono l’esigenza di posizionarvi dei dissuasori perché troppo spesso il suo rettilineo viene percorso a velocità sostenuta dai veicoli in transito: considerando la presenza di case e di scuole, occorre trovare soluzioni per arginare questo pericolo. «La zona a nord della città – spiega Massimo Soletti dei Popolari per Arezzo, – necessita di alcuni piccoli ma significativi interventi per garantire la sicurezza dei pedoni e dei residenti. Via Tarlati e le vie limitrofe hanno tante abitazioni, attività commerciali e scuole, dunque l’amministrazione deve programmare alcuni investimenti per favorire il transito a piedi e per ridurre la velocità delle auto».