AREZZO – Tra degrado e insicurezza, la situazione di Saione non è mai stata tanto critica. I Popolari per Arezzo richiedono all’amministrazione un urgente intervento per provare a rendere dignità e vivibilità ad uno dei quartieri più popolosi e più importanti della città. Nelle ultime settimane si sono susseguite le denuncie di episodi di spaccio, tossicodipendenza, microcriminalità e scarsa manutenzione (fino ad arrivare alla prostituzione nelle zone limitrofe) che hanno generato nei cittadini di Saione e Campo di Marte un sentimento di paura e un senso di sicurezza sempre più scarso. La richiesta dei Popolari per Arezzo, dunque, è di attuare una strategia di prevenzione volta ad arginare queste problematiche incrementando la presenza delle forze dell’ordine nel quartiere, per garantire controlli costanti soprattutto nel periodo invernale in cui il buio cala presto. Per un presidio diretto del territorio potrebbe essere riportata a Saione o nelle zone limitrofe una sede della Polizia Municipale per decentrare il servizio di vigilanza e per una maggior prossimità al territorio. «Questa è una proposta che portiamo avanti da tempo – commenta Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – dal momento che il problema della sicurezza di Saione non è attuale e che, nel corso degli anni, abbiamo registrato decine di episodi di criminalità che hanno riguardato e preoccupato cittadini e commercianti. Ora questa situazione è stata aggravata da altre problematiche come quelle dello spaccio e della tossicodipendenza che, dal parco del Pionta, si stanno espandendo anche nelle vie limitrofe».
Il presidio della Polizia Municipale dovrebbe essere accompagnato da un incremento della videosorveglianza che rappresenti un ulteriore deterrente ad azioni di microcriminalità. Una parallela forma di prevenzione è insita nella lotta al degrado, rivolgendo una maggior attenzione verso la cura di luoghi pubblici, piazze e parchi. Un capitolo importante del bilancio dovrebbe essere destinato al potenziamento dell’illuminazione, alla cura della vegetazione, al ripristino dei marciapiedi e a tante altre opere di manutenzione ordinaria e straordinaria che permettano di arrivare ad una piena rivalorizzazione e vivibilità di Saione e Campo di Marte. «Questi quartieri dovrebbero avere un’importanza cruciale per la città – aggiunge Massimo Soletti dei Popolari per Arezzo. – Vi è l’accesso alla stazione, vi è un polmone verde come il Pionta, vi sono tante scuole e attività per persone di tutte le età. Purtroppo sembrano giacere abbandonati. In periodo elettorale e post-elettorale, l’attuale amministrazione si è fatta paladina della sicurezza e del decoro urbano: cosa aspetta a dare risposte concrete ai cittadini?».
Archivio dell'autore: Anonimo
Arezzo rilegge Aldo Moro a cent’anni dalla nascita
AREZZO – Il pensiero e l’insegnamento di Aldo Moro rivivono ad Arezzo a cent’anni dalla nascita. La vita di uno dei più grandi statisti della storia italiana sarà ripercorsa venerdì 2 dicembre, alle 17.30, nella Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo, in occasione della presentazione del libro “Aldo Moro. Lo statista e il suo dramma”, un evento aperto all’intera cittadinanza e organizzato dalla Provincia in collaborazione con i Popolari per Arezzo e con le Acli di Arezzo. L’incontro si svilupperà attraverso un dialogo tra l’autore dell’opera, il professor Guido Formigoni, e la presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, l’onorevole Rosy Bindi, che si alterneranno per mettere in evidenza come il messaggio di Moro, nonostante siano passati quasi quarant’anni dalla tragica morte del 1978, sia ancora fortemente attuale e possa tuttora essere fonte di ispirazione per chi è impegnato in politica.
Il libro di Formigoni, docente di storia contemporanea all’università Iulm di Milano, è una corposa biografia nata da un profondo lavoro di ricerca che tratteggia un profilo di Moro come intellettuale, giurista, dirigente di associazioni cattoliche, costituente, politico e statista. Il libro ne esplora la vita partendo dall’intimità delle relazioni, valorizzando la grandezza del pensiero e accompagnando i lettori fino al rapimento e all’assassino per mano delle Brigate Rosse. L’esperienza del principale stratega del centro-sinistra e della solidarietà nazionale, a lungo guida del governo e della politica estera italiana, è rappresentata con contorni drammatici non solo per il violento epilogo ma anche per la crescente difficoltà nel tenere assieme stato e società, innovazione e tradizione, cambiamento e coesione, in un sistema sociale e politico duro come quello degli anni settanta. Il suo modello di stato sociale, le sue idee riformiste e progressiste, la sua ispirazione cristiana e la coerenza delle sue scelte rappresentano l’eredità che ha animato l’organizzazione della presentazione di “Aldo Moro. Lo statista e il suo dramma”, permettendo anche ad Arezzo di celebrarne la figura in occasione del secolo dalla nascita. Ad arricchire la discussione sarà la presenza di Rosy Bindi che ha accolto con entusiasmo la possibilità di portare la propria testimonianza e l’insegnamento tratto dalla conoscenza di Moro e del suo pensiero sociale, mentre l’incontro prevede anche i saluti del presidente della Provincia Roberto Vasai, l’introduzione del presidente delle Acli Stefano Mannelli e le conclusioni del presidente dei Popolari per Arezzo Andrea Gallorini.
Parcheggi in centro storico, un problema mai risolto
AREZZO – Il villaggio tirolese in piazza Grande ha fatto riemergere un problema che ormai da molto tempo assilla il centro storico: la carenza di parcheggi per le auto dei residenti. La scelta di tagliare momentaneamente alcuni posti in piazza del Praticino risponde certamente alla necessità di pulizia e di supporto all’evento natalizio, ma non tiene in considerazione le esigenze di chi vi abita e, soprattutto, non offre loro un’adeguata alternativa. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che, ormai da due anni, evidenziano le difficoltà dell’amministrazione a trovare soluzioni concrete, efficaci e lungimiranti per la sosta nel centro storico. Una possibilità potrebbe essere la conversione di alcuni degli attuali posti a pagamento in piazzole destinate alla sosta dei residenti, ad esempio lungo via dei Palagi o in altre zone come piazza Landucci e piazza Madonna del Conforto. Per non penalizzare la sosta e la mobilità extraresidenziale, questo cambiamento dovrebbe accompagnarsi al definitivo rilancio del parcheggio Pietri, studiandovi tariffe adeguate per renderlo realmente un’area di sosta funzionale al centro storico. Al contrario, i Popolari per Arezzo lamentano come alcune decisioni dell’amministrazione relative a questo problema siano state finora provvisorie e improvvisate, come la possibilità offerta nei mesi scorsi ai residenti della Ztl di posteggiare l’auto dalle 20.00 alle 8.30 sul sagrato della cattedrale. «Si tratta dell’ennesima leggerezza – spiega Massimo Soletti, – dal momento che sono stati tolti alcuni parcheggi e non sono state fornite soluzioni, anche provvisorie, che facilitino gli spostamenti quotidiani dei residenti. È giusto fornire un doveroso supporto al villaggio di piazza Grande, ma è giusto anche pensare a chi il centro storico lo vive quotidianamente: il problema dei parcheggi è stato più volte lamentato e finora le amministrazioni hanno dimostrato scarsa vivacità nel fornire risposte adeguate».