Il Comune attivi un sistema di messaggistica per le emergenze

Grasso3AREZZO – L’amministrazione comunale attivi un servizio di messaggistica per avvisare i cittadini in tempo reale in casi di emergenza o di disagio. A richiederlo sono i Popolari per Arezzo che evidenziano la possibilità di strutturare un sistema di allerta precoce in grado di inviare comunicazioni tempestive ed efficienti su dispositivi mobili per prevenire e rendere note situazioni di rischio, fornire consigli su come procedere o, più semplicemente, informare su quanto avviene in città. Il servizio, già attivo in numerosi comuni italiani e stranieri, dovrebbe partire con la creazione di una lista con i numeri di cellulare di tutti i cittadini interessati che, in caso di urgenza, possono così essere rapidamente raggiunti con un semplice sms.
Per la città di Arezzo, l’utilizzo sarebbe legato prevalentemente ai bruschi cambiamenti metereologici che, come successo spesso negli ultimi mesi, comportano l’impossibilità di transitare su strade e sottopassaggi a causa di allagamenti o frane; un sms permetterebbe di provvedere all’invio delle varie segnalazioni, di consigli su come agire in caso di emergenza, di indicazioni sulla viabilità alternativa o di informazioni di pubblica utilità (come, ad esempio, la chiusura di una o più scuole). Una volta attivato, questo sistema di messaggistica potrebbe svolgersi in stretta collaborazione con la Protezione Civile e con altri soggetti competenti in materia. «Un progetto simile – ricorda Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – è stato attuato in passato anche dalla Provincia. Il servizio di messaggistica, attivabile con costi irrisori, permetterebbe di mettere la tecnologia al servizio dei cittadini, creando una comunicazione diretta e efficace da parte del Comune. Per gli aretini significherebbe essere informati in diretta su ciò che accade in città e sapere come muoversi, mentre per l’amministrazione significherebbe prevenire eventuali situazioni di disagio dovute a fattori metereologici o a calamità naturali».

Scandalo dei rifiuti, un pretesto per riprendere controllo dei servizi

Raccolta DifferenziataAREZZO – La vicenda giudiziaria legata ad Ato Toscana Sud del ciclo dei rifiuti, con l’arresto del direttore per corruzione e turbativa d’asta, deve generare nella politica una più amplia riflessione sull’utilità e sulla gestione dei servizi ai cittadini. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che evidenziano come negli ultimi anni si sia registrato un processo contraddittorio che, da un lato, ha portato all’eliminazione e al ridimensionamento di enti elettivi e prossimi ai territori come Circoscrizioni e Provincie, mentre dall’altro alla nascita di nuove entità come gli stessi Ambiti Territoriali Ottimali che sono molteplici, composti in modo differente e lontani dai cittadini.
In questo senso, i Popolari per Arezzo evidenziano come le amministrazioni comunali non riescano a controllare efficacemente i servizi offerti, e a verificarne spesso la trasparenza, gli affari e gli interessi economici. La politica deve dunque attivarsi per porre un limite agli aumenti ingiustificati delle tariffe che non possono crescere oltre il livello dell’incremento dell’inflazione: i costi dei servizi essenziali e dei beni di prima necessità devono essere posti sotto controllo e devono essere bloccati i loro rialzi esagerati. In questo senso, i Popolari per Arezzo ricordano come la tassa sui rifiuti nel 2014 subì un forte balzello, ma numerosi rincari si sono recentemente verificati anche per altri servizi ai cittadini come quelli di fornitura idrica. «Gli Ato devono essere capaci di tutelare e di garantire i diritti dei cittadini – commentano i Popolari per Arezzo. – Le famiglie devono essere informate e chiamate a partecipare alle scelte, soprattutto a quelle che implicano una tassazione: va rivalorizzato il sacro principio della democrazia “no taxation without representation”. Ci sentiamo in dovere di chiedere regole e vincoli severi per questi “carrozzoni” sorti ufficialmente per fini lodevoli come l’ottimizzazione e la razionalizzazione dei costi, ma che hanno bisogno di meccanismi maggiormente trasparenti e di maggiori ritorni in termini di qualità e di efficienza».

Un clima nuovo per rilanciare Arezzo e la sua economia

Popolari Elezioni 2015AREZZO – Un forum per riunire le istituzioni politiche e tutte le associazioni di categoria aretine con l’obiettivo di trovare strategie comuni per rilanciare il tessuto sociale ed imprenditoriale. A richiederlo sono i Popolari per Arezzo che, alla luce degli ultimi dati negativi relativi al commercio estero e al settore manifatturiero, invitano l’amministrazione comunale e la politica a farsi promotrici di un clima di collaborazione tra tutti i soggetti sociali ed economici per ottenere una lettura complessiva della realtà locale e per individuarne problematiche ed opportunità. La città di Arezzo, in qualità di capoluogo di provincia, ha il dovere di assumere un ruolo di esempio e di stimolo per la crescita di tutto il territorio, dunque la politica deve avviare un lavoro che permetta di superare gli interessi di settore e che sia orientato verso uno sviluppo complessivo ed integrato. «L’attuale situazione economica della città – commenta Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, – richiede uno sforzo in più: la politica e le istituzioni devono iniziare ad unire. Le iniziative organizzate dalle singole associazioni di categoria non sono sufficienti per promuovere un reale sviluppo del territorio, dunque occorre che la politica interrompa l’attuale fase di stallo, le frizioni e i corporativismi, avviando una concertazione che permetta di individuare ciò di cui Arezzo ha maggior bisogno e di trovare strategie comuni».
Questo forum permetterebbe all’amministrazione di ottenere una visione economica completa e di progettare il futuro, calibrandolo alle reali esigenze della città e basandosi sulla presenza di uno dei poli fieristici più importanti del centro Italia. Nell’ultimo anno, infatti, Arezzo è stata soprattutto la città del food con eventi ed iniziative dedicate al settore gastronomico, mentre è stato fatto ben poco per valorizzare le reali eccellenze del territorio e per sostenerne le imprese. Un esempio emblematico di tale immobilismo riguarda l’allestimento del nuovo Museo dell’Oro, un progetto verso cui l’amministrazione ha sempre indugiato nonostante i finanziamenti della Regione Toscana e della Camera di Commercio che avrebbero permesso di realizzare un’esposizione attrattiva e all’avanguardia. «La programmazione economica e turistica – aggiunge Massimo Soletti dei Popolari per Arezzo, – non può fondarsi esclusivamente sul food, un settore che ha fatto da padrone alla maggior parte degli ultimi eventi cittadini. Arezzo ha tante eccellenze imprenditoriali che meritano di essere valorizzate e che possono fornire nuovo ossigeno all’economia del territorio, ma ha anche importanti personaggi artistici e culturali su cui creare attrazione a livello mondiale per attirare turismo internazionale. L’epoca delle divisioni deve finire: l’amministrazione deve mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità e far capire che insieme si è più forti».