AREZZO – Via Fiorentina è una via di importanza strategica per la città di Arezzo, ma è anche una via che presenta tanti problemi ancora irrisolti. Dalla realizzazione della rotatoria sulla tangenziale alla riqualificazione dell’area dell’ex campo scuola, i Popolari per Arezzo invitano l’amministrazione comunale a fornire progetti e tempi certi relativamente alla riqualificazione di questo importante snodo della viabilità, del turismo e dell’economia cittadina. La priorità riguarda la concretizzazione della rotatoria, un’infrastruttura da realizzare con la massima urgenza per provare a dare nuova linfa alle attività commerciali di via Fiorentina, per snellire il traffico in determinate ore della giornata e per rendere più efficienti i collegamenti tra Arezzo e le vallate. L’attuale semaforo, infatti, rende artificioso e complesso il raggiungimento di alcune zone da parte degli automobilisti. Interventi più ampli per la viabilità riguardano la predisposizione di zone di sosta e posteggi per rendere più agevole la fruizione delle tante attività commerciali lungo la via, ed un parallelo piano di interventi per rendere la strada più sicura e vivibile anche per i pedoni attraverso un generale ripristino dei marciapiedi, dell’illuminazione e della segnaletica stradale. «Un’area tanto densamente abitata e con strutture come Arezzo Fiere e Congressi e il palasport “Mario D’Agata” – spiegano i Popolari per Arezzo, – deve essere trattata con la massima priorità perché conta il passaggio quotidiano di migliaia di persone e rappresenta un importante biglietto da visita per l’intera città, anche da un punto di vista turistico. La rotatoria è un’opera pubblica attesa da anni e da pianificare con urgenza, affiancandola ad un’integrale progetto di riqualificazione che riesca a dare nuovo ossigeno alle attività commerciali e a rendere più sicuro il transito dei pedoni».
La seconda questione riguarda l’ex campo scuola, un’area in totale abbandono con strutture in avanzato grado di degrado, erba alta, attrezzi abbandonati e cancelli rugginosi. Anche in questo caso, è nota da tempo la destinazione futura al servizio di Arezzo Fiere e Congressi, ma rimane incertezza sui tempi di realizzazione. «La zona è già gravata da tante strutture industriali abbandonate – aggiungono i Popolari per Arezzo, – a cui recentemente si è aggiunto l’ex campo scuola: l’amministrazione deve combattere il degrado di via Fiorentina e impedire che questa zona diventi il cimitero dell’urbanistica di Arezzo».
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La politica si è dimenticata della pesca e dei pescatori
AREZZO – La politica si è dimenticata della pesca e dei pescatori. L’allarme è lanciato dai Popolari per Arezzo che si rivolgono alle istituzioni per portare l’attenzione su una problematica che sta colpendo una disciplina sportiva che, sul territorio provinciale e regionale, coinvolge e appassiona migliaia di persone. Il tema, già sollevato nei mesi scorsi da alcune associazioni aretine, riguarda il vuoto di competenze e di risorse legate alle politiche per la pesca che precedentemente erano di competenza delle vecchie Provincie e che, in seguito alla riforma istituzionale di questi enti, la Regione non ha ancora riassegnato e gravano dunque nell’incertezza. Le varie associazioni, di conseguenza, sono senza alcun riferimento istituzionale e senza le risorse economiche pubbliche derivate dall’impegno al servizio del territorio e degli appassionati. «Ci rivolgiamo ai rappresentati politici del territorio aretino all’interno della Regione Toscana – spiegano i Popolari per Arezzo, – perché si interessino alle problematiche di un’attività che merita una risposta sul suo futuro e sulle risorse di cui potrà disporre. Ogni pescatore versa annualmente una tassa regionale, dunque è doveroso garantirgli certezze e superare l’attuale situazione di stallo».
Il territorio di Arezzo ha una lunga e gloriosa tradizione legata a questo sport che ogni anno annovera la vittoria di titoli italiani e internazionali, ma a preoccupare i Popolari per Arezzo sono soprattutto le conseguenze ambientali legate allo stop delle attività delle associazioni di pesca. Alcune di queste, infatti, sono attive in servizi volontari di vigilanza ittica, nel monitoraggio della qualità dei corsi d’acqua, nell’individuazione di problematiche ambientali e nella più generale tutela della legalità dell’attività di pesca. «Senza risorse economiche e senza riferimenti istituzionali – aggiungono i Popolari per Arezzo, – queste attività sono a forte rischio. Rivolgere attenzione alla pesca significa rivolgere attenzione alla cura del territorio e dei suoi corsi d’acqua».
I Popolari per Arezzo in assemblea per il referendum sulle trivelle
AREZZO – Un’assemblea pubblica per capire il referendum del 17 aprile e per recarsi alle urne con consapevolezza. A promuoverlo sono i Popolari per Arezzo che mercoledì 13 aprile, alle 21.15, presso la sede in via Pizzuto 36, ospiteranno una serata di confronto e di dibattito in cui il loro responsabile alle politiche ambientali, Ciro Amato, spiegherà le motivazioni alla base del voto sulle trivelle e risponderà alle domande dei presenti. L’associazione politico-culturale aretina ha organizzato questo appuntamento con l’obiettivo di invitare la cittadinanza a non sottovalutare il referendum dal momento che, pur non essendo una tematica che riguarda da vicino Arezzo, rappresenta un’occasione per decidere il futuro sviluppo economico del Paese, prendendo posizione tra il privilegiare le fonti fossili o le energie pulite. Il voto rappresenta dunque una scelta tra un vecchio modello di sviluppo e un nuovo che avanza. «L’astensione dal referendum è un errore politico – spiega Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, raccogliendo le parole di ieri del presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi. – L’occasione è preziosa per assumere in modo diretto alcune scelte di politica economica nazionale, mentre l’astensione ha il sapore della non-partecipazione al voto che rappresenta il contrario di ciò di cui oggi il Paese ha bisogno. L’Italia necessita di un surplus di partecipazione civica, soprattutto quando ci sono in gioco i diritti delle future generazioni».
L’incontro con Ciro Amato verterà sull’importanza di mutare la sensibilità verso le questioni ecologiche perché il referendum configura una scelta innovativa e di progresso che rappresenta un’esplicita richiesta di cambiare gli orientamenti della politica economica attualmente praticata dal governo e i suoi rapporti con i grandi interessi di settore. Il referendum prevede infatti di abrogare la norma che dà la possibilità alle grandi compagnie petrolifere di continuare a sfruttare un giacimento fino al suo esaurimento; votare a favore, infatti, comporterà l’impossibilità di costruire nuovi pozzi entro le dodici miglia dalla costa. Le attuali concessioni di estrazione avranno la loro scadenza naturale, attualmente fissata ad oltre il 2022, quindi i lavoratori saranno impiegati nelle stesse attività ancora per molto tempo e non verrà prodotto nessun vero danno all’attuale economia. «Votare è importante – aggiunge Amato. – Tutti siamo chiamati a decidere se vogliamo un futuro più sano e pulito per le future generazioni».