AREZZO – Gli interventi previsti dall’amministrazione per la manutenzione del manto stradale sono positivi, ma nei prossimi anni deve essere coperta con cadenza regolare tutta la viabilità comunale. I Popolari per Arezzo prendono atto dell’impegno della giunta a sistemare alcune strade, ma ribadiscono l’esigenza di un’opera maggiormente preventiva per scongiurare in futuro il riemergere delle tante buche affiorate nelle ultime settimane. L’associazione afferma la necessità di prevedere un piano quinquennale di riasfaltatura che interessi l’intero territorio comunale e che, partendo dalle strade più dissestate, possa affrontare il problema in modo serio, permettendo di garantire la costante qualità della viabilità e scongiurando così l’eventualità di nuovi danni del maltempo. «Girare per le strade aretine è diventato pericoloso per pedoni e per automobilisti – commentano i Popolari per Arezzo. – Riconosciamo all’amministrazione il tempestivo impegno nel porre rimedio all’attuale situazione, ma il problema è a monte dal momento che non sono stati attuati piani preventivi per scongiurare il dissesto».
La manutenzione deve rappresentare un punto cardine della politica amministrativa, essendo anche alla base del decoro e della vivibilità della città. La sistemazione delle strade deve essere una priorità a cui dedicare risorse ed interventi di qualità, evitando i semplici “rattoppi” operati negli scorsi anni o nelle ultime settimane che si sono dimostrati effimeri e che, anzi, hanno poi aggravato i problemi con un’evitabile dispersione economica. «Una volta effettuati gli interventi di sistemazione – continuano i Popolari per Arezzo, – va verificata la qualità del lavoro per ottimizzare i costi sostenuti ed evitare sprechi inutili. Si tratta di una doverosa attenzione nei confronti dei cittadini e delle loro risorse in quanto, nel lungo termine, i mezzi pubblici e privati subiscono comunque danni che ne riducono la vita: la mancata manutenzione trasferisce costi sugli aretini che devono ricorrere sempre più frequentemente alla manutenzione dei propri veicoli».
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Marciapiedi e dissuasori per mettere in sicurezza via Tarlati
AREZZO – Interventi per la viabilità nell’area a nord del centro storico. A richiederli sono i Popolari per Arezzo che, raccogliendo le segnalazioni di alcuni residenti della Catona, lamentano una scarsa attenzione da parte dell’amministrazione comunale per quanto riguarda, soprattutto, la realizzazione e la messa in sicurezza dei marciapiedi. La prima problematica riguarda i collegamenti pedonali tra via Tarlati e via Gamurrini: i lavori di manutenzione e recupero dell’acquedotto vasariano svolti dalla Fraternina dei Laici avrebbero dovuto essere accompagnati da un parallelo investimento della giunta per realizzare i marciapiedi che, per lunghi tratti, sono completamente assenti e dunque non rendono possibile il transito a piedi.
Questo problema riguarda tutta via Tarlati dove i marciapiedi risultano insufficienti perché stretti e spesso senza continuità di soluzione. In questo senso è emblematico l’incrocio con via Buonconte da Montefeltro dove la via dedicata ai pedoni è così ristretta che una persona in carrozzina per girare si troverebbe costretta ad entrare in carreggiata, ma i disagi vi sono anche per chi deve raggiungere le proprie abitazioni e le varie attività commerciali poste lungo la strada. Sempre in via Tarlati, infine, oltre al rifacimento di alcune zone del manto stradale, i Popolari per Arezzo sostengono l’esigenza di posizionarvi dei dissuasori perché troppo spesso il suo rettilineo viene percorso a velocità sostenuta dai veicoli in transito: considerando la presenza di case e di scuole, occorre trovare soluzioni per arginare questo pericolo. «La zona a nord della città – spiega Massimo Soletti dei Popolari per Arezzo, – necessita di alcuni piccoli ma significativi interventi per garantire la sicurezza dei pedoni e dei residenti. Via Tarlati e le vie limitrofe hanno tante abitazioni, attività commerciali e scuole, dunque l’amministrazione deve programmare alcuni investimenti per favorire il transito a piedi e per ridurre la velocità delle auto».
Gli immobili abbandonati del Pionta diventino sede di un museo
AREZZO – Il colle del Pionta è ben lontano da vedere risolti i problemi che da anni lo tormentano. Alcuni investimenti sono stati effettuati, ma nel parco cittadino continua a regnare un’atmosfera di insicurezza e di degrado che impedisce di farne un reale luogo di aggregazione e di socializzazione. I Popolari per Arezzo chiedono dunque di ideare nuove strategie per far vivere questo importante polmone verde cittadino, procedendo anche ad una definitiva scoperta e valorizzazione del suo patrimonio storico, artistico e culturale. Il completamento degli scavi del Duomo Vecchio, il recupero degli immobili in degrado, l’organizzazione di percorsi turistici e la promozione di eventi per la cittadinanza: queste sono le azioni proposte dai Popolari per Arezzo in seguito ad un confronto con Enrico Gasperini, laureato in “Conservazione dei beni culturali” e impegnato in passato in alcune campagne di scavi sul colle e nelle varie iniziative di riqualificazione dell’area.
Il Pionta è un sito storico di epoca antica e medievale che ha bisogno di essere riscoperto come un patrimonio per l’intera città, dunque il bisogno primario è di individuare risorse per compiere un’indagine esaustiva su questo luogo e per far affiorare nuovi reperti. Le strutture abbandonate, da villa Chianini alle ex palazzine che ospitavano i pazienti psichiatrici, nel frattempo potrebbero essere riqualificate e diventare un museo in grado di riunire i vari tesori emersi dagli scavi archeologici e una serie di pannelli in cui spiegare e illustrare la storia del parco. In questi nuovi spazi dovrebbe essere prevista anche una sezione e un centro di musica dedicato a Guido Monaco, che iniziò a studiare e inventò il pentagramma in una scuola situata proprio vicino al Duomo Vecchio. Questi investimenti, infine, necessiterebbero di una promozione anche in chiave turistica con un’adeguata cartellonistica e con l’attivazione di servizi che favoriscano la visita, la fruizione e la scoperta di un parco ricco di tesori a poche centinaia di metri dalla stazione e dal centro storico. In questo senso, i Popolari per Arezzo rilanciano la necessità di coinvolgere e integrare il Pionta in un calendario di eventi e di iniziative che possano aggregare anche gli stessi cittadini: l’amministrazione deve sfruttare le peculiarità del colle per farne un luogo dove organizzare manifestazioni per lo sport e per la famiglia, oltre che valorizzare la presenza degli scavi e dell’università per promuovere percorsi culturali, dibattiti e incontri. «L’interesse comune – spiegano i Popolari per Arezzo, – è di rendere il Pionta una risorsa culturale, turistica ed economica per la città: far vivere il parco e portarvi gente, infatti, permetterebbe di risolvere anche i problemi legati alla sicurezza e alla microcriminalità. Oltre alle doverose operazioni di manutenzione e sorveglianza, chiediamo dunque all’amministrazione di investire per la riqualificazione e la rinascita anche turistica di quest’area».