AREZZO – Il panorama rugbystico aretino sta vivendo uno dei suoi momenti più tristi. Ormai dallo scorso agosto si sta portando avanti un clima di tensione tra le due società cittadine, il nuovo Vasari Arezzo Rugby e lo storico Vasari Rugby, che sembra ben lontano dal trovare una soluzione. I Popolari per Arezzo muovono dunque un invito all’amministrazione comunale perché prenda una ferma posizione capace di metter fine a questa buia vicenda e di spiegare alla cittadinanza quanto realmente sta succedendo. Negli ultimi mesi le due società hanno presentato versioni parziali relative agli accordi in essere per la convivenza nell’impianto di via dell’Acropoli e hanno avanzato diritti l’una nei confronti dell’altra, con l’unica conseguenza di allontanare sempre più una possibile collaborazione e di generare confusione e imbarazzo nella cittadinanza. Questa controversia ha generato tanti punti interrogativi rispetto al rapporto tra i due poli della vicenda, che lo scorso autunno avevano addirittura palesato la possibilità di diventare una sola società. Di chi sono le responsabilità se questo accordo non è stato raggiunto? Quali sono i diritti e i doveri delle due società nell’utilizzo degli spazi di via dell’Acropoli? Come intende agire l’amministrazione per risolvere la situazione? Dal momento che l’impianto è di proprietà comunale, i Popolari per Arezzo chiedono alla giunta di mostrare autorevolezza e credibilità per porre termine ad una vicenda che potrebbe compromettere il futuro del rugby cittadino e, allo stesso tempo, per permettere a chi è virtuoso ed agisce correttamente di lavorare con serenità e di sviluppare il proprio progetto sportivo. «Al momento dell’assegnazione dell’impianto – spiegano i Popolari per Arezzo, – l’amministrazione ha dimostrato un’ammirevole fermezza e una volontà di rispettare le regole: ora è necessaria una nuova presa di posizione che ponga definitivamente termine a questa vicenda».
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Non repressione ma prevenzione: le strategie Popolari per la sicurezza
AREZZO – La recente ondata di criminalità e microcriminalità ha incrinato il senso di sicurezza avvertito dai cittadini di Arezzo. Le iniziative intraprese finora dalla giunta comunale sembrano molto appariscenti ma di scarsa efficacia, dunque dai Popolari per Arezzo parte l’invito a cambiare prospettiva per iniziare a trattare la sicurezza da un punto di vista più amplio che contempli anche politiche sociali e urbanistiche. La sicurezza, infatti, non può basarsi sulla sola repressione dei crimini ma necessita anche di una forte componente di prevenzione. Il pattugliamento del territorio e l’utilizzo delle telecamere, di conseguenza, devono essere accompagnati da azioni più incisive volte a fare di Arezzo un luogo maggiormente vivibile attraverso la riduzione del degrado in cui versano alcune zone del centro e della periferia, la partecipazione dei cittadini e lo sviluppo della socializzazione. «L’incremento degli atti di microcriminalità degli ultimi mesi – spiega Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – evidenza come per garantire la sicurezza non sia sufficiente aumentare il numero delle pattuglie o lanciare periodicamente delle retate nei punti più critici della città. Lo sforzo ad una maggior collaborazione e ad un coordinamento tra le istituzioni e le forze di polizia è sicuramente apprezzabile, ma è necessario accompagnarlo ad altri interventi di rapida attuazione e di più prolungata azione nel tempo».
Combattere il degrado rappresenta la prima forma di prevenzione, dunque è necessario rinnovare l’attenzione verso la cura di luoghi pubblici, piazze e parchi. Il potenziamento dell’illuminazione, la cura della vegetazione, il ripristino dei marciapiedi e tante altre opere di manutenzione ordinaria e straordinaria dovranno richiedere un importante capitolo del bilancio e un coinvolgimento degli stessi cittadini, per arrivare ad una piena rivalorizzazione della città e delle frazioni. Da un punto di vista sociale, invece, l’amministrazione potrebbe favorire le attività di aggregazione creando una consulta degli eventi che coinvolga mondo associativo, parrocchie, istituzioni economiche e imprenditoriali, permettendo così di tenere viva e vitale la città. Per quanto riguarda il presidio del territorio, infine, dovrebbe essere riportata nel centro cittadino almeno una sede della Polizia Municipale, possibilmente in una zona come Saione dove è maggiormente percepito il senso di insicurezza, ma allo stesso tempo è possibile rilanciare anche la figura del vigile di quartiere attraverso l’impiego di volontari attivi sui territori come sentinelle di supporto alle tradizionali forze dell’ordine. «Riteniamo importante l’istituzione di uno specifico assessore per le politiche della sicurezza – aggiunge Alberto Evangelisti, – che coordini trasversalmente i vari interventi e investimenti pianificati dal resto della giunta: la città si rende più sicura attraverso tanti piccoli accorgimenti e tante piccole migliorie quotidiane».
Rotatoria ed ex campo scuola, una doppia criticità per via Fiorentina
AREZZO – Via Fiorentina è una via di importanza strategica per la città di Arezzo, ma è anche una via che presenta tanti problemi ancora irrisolti. Dalla realizzazione della rotatoria sulla tangenziale alla riqualificazione dell’area dell’ex campo scuola, i Popolari per Arezzo invitano l’amministrazione comunale a fornire progetti e tempi certi relativamente alla riqualificazione di questo importante snodo della viabilità, del turismo e dell’economia cittadina. La priorità riguarda la concretizzazione della rotatoria, un’infrastruttura da realizzare con la massima urgenza per provare a dare nuova linfa alle attività commerciali di via Fiorentina, per snellire il traffico in determinate ore della giornata e per rendere più efficienti i collegamenti tra Arezzo e le vallate. L’attuale semaforo, infatti, rende artificioso e complesso il raggiungimento di alcune zone da parte degli automobilisti. Interventi più ampli per la viabilità riguardano la predisposizione di zone di sosta e posteggi per rendere più agevole la fruizione delle tante attività commerciali lungo la via, ed un parallelo piano di interventi per rendere la strada più sicura e vivibile anche per i pedoni attraverso un generale ripristino dei marciapiedi, dell’illuminazione e della segnaletica stradale. «Un’area tanto densamente abitata e con strutture come Arezzo Fiere e Congressi e il palasport “Mario D’Agata” – spiegano i Popolari per Arezzo, – deve essere trattata con la massima priorità perché conta il passaggio quotidiano di migliaia di persone e rappresenta un importante biglietto da visita per l’intera città, anche da un punto di vista turistico. La rotatoria è un’opera pubblica attesa da anni e da pianificare con urgenza, affiancandola ad un’integrale progetto di riqualificazione che riesca a dare nuovo ossigeno alle attività commerciali e a rendere più sicuro il transito dei pedoni».
La seconda questione riguarda l’ex campo scuola, un’area in totale abbandono con strutture in avanzato grado di degrado, erba alta, attrezzi abbandonati e cancelli rugginosi. Anche in questo caso, è nota da tempo la destinazione futura al servizio di Arezzo Fiere e Congressi, ma rimane incertezza sui tempi di realizzazione. «La zona è già gravata da tante strutture industriali abbandonate – aggiungono i Popolari per Arezzo, – a cui recentemente si è aggiunto l’ex campo scuola: l’amministrazione deve combattere il degrado di via Fiorentina e impedire che questa zona diventi il cimitero dell’urbanistica di Arezzo».