La nuova chiesa di Santa Croce non sia terreno di scontro ideologico

Popolari per Arezzo - Scatizzi, Gallorini e Grasso (4) OKAREZZO – La nuova chiesa di Santa Croce non può diventare terreno di scontro ideologico. I Popolari per Arezzo stanno seguendo con attenzione il susseguirsi delle prese di posizione relative all’edificazione di questo luogo di culto, esprimendo preoccupazione per la sempre maggiore strumentalizzazione del tema. Per evitare tali derive, la discussione sulla questione della chiesa deve necessariamente essere posticipata a dopo le elezioni amministrative di maggio dal momento che l’argomento non è di stringente importanza per la città di Arezzo e che la priorità dell’amministrazione deve essere rivolta a problematiche più urgenti. Al contrario, molti interlocutori politici continuano a farne un argomento ideologico di campagna elettorale, con la conseguenza di degenerare spesso in una polemica anticlericale fine a se stessa o con il solo obiettivo di attrarre nuovi consensi. «Tutto questo è inaccettabile e privo di senso politico e civico – spiega Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo. – Ribadiamo con fermezza che il progetto dovrà essere valutato dalla nuova amministrazione nella sua oggettiva validità e senza pregiudizi di ordine ideologico». I Popolari per Arezzo si rendono inoltre disponibili a verificare la validità e l’opportunità della scelta del luogo di edificazione con obiettività e con il supporto delle istituzioni preposte, ma non accettano preclusioni e veti esclusivamente di ragione strumentale. La contraddizione alla base delle polemiche sulla chiesa è legata al fatto che nel sito degli archi e in molte altre zone cittadine sono presenti numerose situazioni di degrado, abbandono urbano e opere di dubbio gusto architettonico: in tutti questi casi nessuno si è mai interessato alla valorizzazione del territorio e all’impatto ambientale. La provocazione dei Popolari per Arezzo è dunque che lo stesso impegno sia rivolto alla riqualificazione e al recupero architettonico dell’intera città, dal centro alle periferie, senza limitarsi alle sole battaglie ideologiche. «Ciò non significa che il sito degli archi debba essere scontato per la nuova Santa Croce – aggiunge Luigi Scatizzi, consigliere comunale dei Popolari per Arezzo, – ma neppure che l’impegno e la sensibilità della chiesa aretina siano strumentalizzati per ragioni ideologiche e per il solo gusto di fomentare polemiche anticlericali. Occorre rispetto per una diocesi che tanto ha dato alla nostra comunità cittadina nel corso dei secoli e che tanto sta dando, anche in termini di sostegno alle difficoltà sociali dell’attuale momento vissuto dalla città».

Arezzo torni ad essere protagonista del proprio destino

Gallorini2AREZZO – La difesa dei servizi e degli enti pubblici territoriali dovrà necessariamente rientrare tra le priorità della futura amministrazione comunale. La richiesta arriva dai Popolari per Arezzo che propongono un netto cambio di passo per rilanciare una città che negli ultimi anni è stata spettatrice passiva delle politiche regionali, subendo una progressiva perdita di autonomia e un costante impoverimento dei propri servizi a favore di altre realtà. Il caso più recente riguarda il trasferimento della Soprintendenza per i Beni Culturali da Arezzo a Siena, ma eventuali future aggregazioni potrebbero mettere a rischio le sorti anche di enti come la Camera di Commercio e la Prefettura. «La comunità aretina e le sue istituzioni – afferma Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, – devono attivarsi per difendere i servizi e le funzioni pubbliche che corrono il rischio di essere trasferite altrove, tutelando gli interessi economici e sociali del territorio aretino. La futura amministrazione comunale deve essere capace di cambiare il passo e di diventare padrona del proprio destino, governando i processi di cambiamento e non limitandosi a subirli». I Popolari per Arezzo sostengono l’importanza di procedere a un consistente abbattimento dei costi attraverso la razionalizzazione e riorganizzazione del sistema dei servizi e degli enti pubblici locali, ma questo processo non può limitarsi ad accentrare l’intero potere regionale su Firenze o Siena. L’attuale ridistribuzione ha inoltre creato una situazione paradossale perché Arezzo ha perso tanti centri direzionali ma allo stesso tempo ha visto lievitare i costi delle tasse richieste ai suoi cittadini. In questo senso, un settore che l’amministrazione dovrà difendere con forza è quello sanitario, con l’obiettivo di valorizzare l’autonomia dell’ospedale San Donato evitando ulteriori impoverimenti e salvaguardandone le eccellenze come, ad esempio, la robotica. Inoltre in questa fase diventa importante un atteggiamento propositivo, con l’obiettivo di valorizzare le tante eccellenze di Arezzo o di ideare nuovi servizi come il “Numero Unico 112” che, già attivo in alcune realtà in Italia e in Europa, possa integrare in una sola centrale le chiamate di ordine pubblico, sicurezza ed emergenza sanitaria. «Dobbiamo avere la forza di interrompere questo lento declino – aggiunge il consigliere comunale Luigi Scatizzi, – con un’azione concreta ed efficace che blocchi l’attuale iniqua ridistribuzione dei servizi essenziali subita dalla città e dal suo territorio».

Sicurezza, una priorità in vista delle elezioni amministrative

popolariAREZZO – Uno dei temi più urgenti in vista delle prossime elezioni amministrative è sicuramente la sicurezza. Atti di vandalismo, furti in abitazioni e scippi si sono susseguiti negli ultimi mesi con sempre maggior frequenza in numerose zone di Arezzo, con un aumento degli episodi di criminalità e microcriminalità che ha intaccato il senso di sicurezza dei cittadini. I candidati alla prossima tornata elettorale dovranno dunque fornire risposte certe e concrete per affrontare questa problematica e per fare di Arezzo una città capace di garantire la tutela della serenità e un’adeguata qualità della vita. Sulle tematiche della sicurezza si sono interrogati anche i Popolari per Arezzo che, all’interno del loro programma politico, hanno elaborato alcune proposte nate dall’ascolto dei cittadini e dal successivo confronto tra le varie componenti dell’associazione. «La tutela della sicurezza – spiega il consigliere comunale Luigi Scatizzi, – deve rientrare tra le priorità della futura amministrazione e deve prevedere un’adeguata quota del bilancio». La prima azione dovrebbe riguardare la predisposizione di un piano regolatore dei punti di videosorveglianza, in grado di mappare l’intera città grazie ad un accordo con la prefettura e con soggetti privati (banche o aziende) già dotati di telecamere. Una forte azione di prevenzione può infatti essere svolta strutturando un adeguato sistema di sorveglianza collegato direttamente con la centrale operativa dei vigili urbani e in grado di coprire i principali luoghi della città. «Ad Arezzo sono già presenti numerose telecamere – aggiunge Lorenzo Roggi, segretario dei Popolari per Arezzo, – dunque basterebbe metterle in funzione e coordinarne l’utilizzo. Inoltre, dove è possibile, dovrebbe essere potenziato il circuito dei sistemi di sorveglianza comunali, ampliandolo in più zone della città e creando un deterrente per impedire episodi di microcriminalità». Un’ulteriore tutela dei cittadini potrebbe prevedere l’utilizzo dei vigili urbani anche nella funzione di vigili di quartiere, programmando con le altre forze dell’ordine e con la vigilanza privata la sorveglianza di quei punti della città e del territorio comunale ritenuti più critici e pericolosi. Un contributo importante a questa azione di sicurezza non può infine prescindere da un maggior decoro di molti luoghi pubblici, piazze o parchi, con il potenziamento dell’illuminazione, con una maggior cura della vegetazione e con controlli più serrati, specie dopo il tramonto, sul rispetto della norma che regolamenta la vendita degli alcolici. «Il contributo di tutti – conclude Roggi, – è fondamentale per rispettare i regolamenti e per mantenere il decoro della città: una maggior sicurezza passa dall’impegno dell’intera cittadinanza».