AREZZO – Per risarcire i risparmiatori di Banca Etruria è necessaria una reale volontà politica e un’unione di tutte le forze politiche. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che incoraggiano lo sforzo di quei parlamentari aretini che, con i loro emendamenti al decreto “Salva Banche”, hanno dimostrato l’intenzione di voler trovare una soluzione equa e paritaria per coloro che hanno sottoscritto obbligazioni subordinate e che sono stati danneggiati dalla crisi dei diversi istituti. La recente vicenda del salvataggio del Monte dei Paschi di Siena o gli interventi di sostegno a banche di altri stati, infatti, stonano con il trattamento riservato a Banca Etruria ma, allo stesso tempo, sono l’esempio che una ferma volontà politica permette di superare le burocrazie ed i vincoli imposti dalle istituzioni europee.
I Popolari per Arezzo richiedono dunque alle forze politiche di recuperare il loro ruolo al servizio del bene pubblico, per studiare soluzioni concrete volte a risarcire i risparmiatori e a creare reali condizioni di equità. Il principale appello è rivolto ai parlamentari e al governo che, in virtù della loro rappresentanza degli interessi dei territori e dei cittadini, devono superare le divisioni politiche e mostrare coesione nel sostenere con forza quei provvedimenti volti a ristabilire la giustizia e a tutelare i diritti dei risparmiatori. «Tutto questo – commentano i Popolari per Arezzo, – è necessario in tempi rapidi per evitare che, avvicinandoci alle elezioni, questa materia diventi terreno di mera battaglia politica. Il risarcimento diventa una manovra necessaria anche per ricreare la fiducia dei cittadini verso gli istituti di credito, dal momento che i risparmiatori sono la linfa vitale di ogni banca. Una profonda riflessione deve essere mossa anche verso le modalità future di gestione bancaria che deve essere improntata su una maggior trasparenza e su un più rigido controllo, evitando quelle speculazioni e quelle manovre disastrose che hanno dimostrato di portare solo verso una profonda crisi».
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Nel 2017 sia garantita giustizia agli obbligazionisti di Banca Etruria
AREZZO – I risparmiatori di Banca Etruria vedano riconosciute le stesse tutele applicate a quelli del Monte dei Paschi. I Popolari per Arezzo si uniscono alla richiesta di giustizia lanciata dal vescovo di Arezzo e, collocandosi in scia alla sua omelia del Natale, invitano ad attivare politiche governative volte a salvare i risparmi anche degli obbligazionisti subordinati aretini. Il salvataggio del Monte dei Paschi attraverso l’intervento statale rappresenta un passaggio doveroso e necessario che, in seguito alla fallita ricapitalizzazione dell’istituto senese, permette di proteggere i capitali di tanti piccoli risparmiatori e il futuro di una banca tanto importante per l’economia toscana e italiana, ma questo trattamento cozza con quanto fatto in precedenza per gli altri istituti in difficoltà.
I Popolari per Arezzo ribadiscono infatti il diverso trattamento riservato alle due città e chiedono un’urgente e tempestiva soluzione anche per le situazioni legate a Banca Etruria. Dopo oltre un anno, restano ancora da chiarire le fasi che hanno portato al fallimento, così come non è stata fatta luce sulle motivazioni politiche della vicenda e sull’operato della Banca d’Italia che prima ha omesso nel proprio ruolo di controllo e poi è intervenuta con misure drastiche. A differenza del Monte dei Paschi, la situazione di Banca Etruria ha trovato l’epilogo in modo improvviso, senza vie alternative, senza ricapitalizzazioni e, ancor più grave, senza il coinvolgimento dell’assemblea dei soci. Oltre a questo, i Popolari per Arezzo ricordano altri punti della vicenda che necessitano di chiarezza come, ad esempio, i motivi dell’eccessiva svalutazione delle sofferenze che ha eliminato una possibilità di recupero dei risparmi azzerati. Tale svalutazione arrivata all’83% appare esagerata, ingiustificata e fuori dalle logiche dal mercato, dal momento che una corretta rideterminazione del credito in sofferenza avrebbe permesso di trovare le risorse per restituire quanto meno gli investimenti delle obbligazioni subordinate. «Il vescovo ha usato parole forti ma giuste – commentano i Popolari per Arezzo, – dal momento che il governo deve rivolgere le proprie attenzioni verso i risparmiatori di tutti gli istituti perché godano delle medesime tutele. Ci auguriamo che queste vicende negative possano condurre verso una gestione maggiormente trasparente e virtuosa del sistema finanziario, prevenendo tempestivamente eventuali situazioni di default e stabilendo un costruttivo rapporto tra istituti di credito, politica e risparmiatori».
Scandalo dei rifiuti, un pretesto per riprendere controllo dei servizi
AREZZO – La vicenda giudiziaria legata ad Ato Toscana Sud del ciclo dei rifiuti, con l’arresto del direttore per corruzione e turbativa d’asta, deve generare nella politica una più amplia riflessione sull’utilità e sulla gestione dei servizi ai cittadini. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che evidenziano come negli ultimi anni si sia registrato un processo contraddittorio che, da un lato, ha portato all’eliminazione e al ridimensionamento di enti elettivi e prossimi ai territori come Circoscrizioni e Provincie, mentre dall’altro alla nascita di nuove entità come gli stessi Ambiti Territoriali Ottimali che sono molteplici, composti in modo differente e lontani dai cittadini.
In questo senso, i Popolari per Arezzo evidenziano come le amministrazioni comunali non riescano a controllare efficacemente i servizi offerti, e a verificarne spesso la trasparenza, gli affari e gli interessi economici. La politica deve dunque attivarsi per porre un limite agli aumenti ingiustificati delle tariffe che non possono crescere oltre il livello dell’incremento dell’inflazione: i costi dei servizi essenziali e dei beni di prima necessità devono essere posti sotto controllo e devono essere bloccati i loro rialzi esagerati. In questo senso, i Popolari per Arezzo ricordano come la tassa sui rifiuti nel 2014 subì un forte balzello, ma numerosi rincari si sono recentemente verificati anche per altri servizi ai cittadini come quelli di fornitura idrica. «Gli Ato devono essere capaci di tutelare e di garantire i diritti dei cittadini – commentano i Popolari per Arezzo. – Le famiglie devono essere informate e chiamate a partecipare alle scelte, soprattutto a quelle che implicano una tassazione: va rivalorizzato il sacro principio della democrazia “no taxation without representation”. Ci sentiamo in dovere di chiedere regole e vincoli severi per questi “carrozzoni” sorti ufficialmente per fini lodevoli come l’ottimizzazione e la razionalizzazione dei costi, ma che hanno bisogno di meccanismi maggiormente trasparenti e di maggiori ritorni in termini di qualità e di efficienza».