Un clima nuovo per rilanciare Arezzo e la sua economia

Popolari Elezioni 2015AREZZO – Un forum per riunire le istituzioni politiche e tutte le associazioni di categoria aretine con l’obiettivo di trovare strategie comuni per rilanciare il tessuto sociale ed imprenditoriale. A richiederlo sono i Popolari per Arezzo che, alla luce degli ultimi dati negativi relativi al commercio estero e al settore manifatturiero, invitano l’amministrazione comunale e la politica a farsi promotrici di un clima di collaborazione tra tutti i soggetti sociali ed economici per ottenere una lettura complessiva della realtà locale e per individuarne problematiche ed opportunità. La città di Arezzo, in qualità di capoluogo di provincia, ha il dovere di assumere un ruolo di esempio e di stimolo per la crescita di tutto il territorio, dunque la politica deve avviare un lavoro che permetta di superare gli interessi di settore e che sia orientato verso uno sviluppo complessivo ed integrato. «L’attuale situazione economica della città – commenta Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, – richiede uno sforzo in più: la politica e le istituzioni devono iniziare ad unire. Le iniziative organizzate dalle singole associazioni di categoria non sono sufficienti per promuovere un reale sviluppo del territorio, dunque occorre che la politica interrompa l’attuale fase di stallo, le frizioni e i corporativismi, avviando una concertazione che permetta di individuare ciò di cui Arezzo ha maggior bisogno e di trovare strategie comuni».
Questo forum permetterebbe all’amministrazione di ottenere una visione economica completa e di progettare il futuro, calibrandolo alle reali esigenze della città e basandosi sulla presenza di uno dei poli fieristici più importanti del centro Italia. Nell’ultimo anno, infatti, Arezzo è stata soprattutto la città del food con eventi ed iniziative dedicate al settore gastronomico, mentre è stato fatto ben poco per valorizzare le reali eccellenze del territorio e per sostenerne le imprese. Un esempio emblematico di tale immobilismo riguarda l’allestimento del nuovo Museo dell’Oro, un progetto verso cui l’amministrazione ha sempre indugiato nonostante i finanziamenti della Regione Toscana e della Camera di Commercio che avrebbero permesso di realizzare un’esposizione attrattiva e all’avanguardia. «La programmazione economica e turistica – aggiunge Massimo Soletti dei Popolari per Arezzo, – non può fondarsi esclusivamente sul food, un settore che ha fatto da padrone alla maggior parte degli ultimi eventi cittadini. Arezzo ha tante eccellenze imprenditoriali che meritano di essere valorizzate e che possono fornire nuovo ossigeno all’economia del territorio, ma ha anche importanti personaggi artistici e culturali su cui creare attrazione a livello mondiale per attirare turismo internazionale. L’epoca delle divisioni deve finire: l’amministrazione deve mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità e far capire che insieme si è più forti».

La politica garantisca il futuro della Camera di Commercio di Arezzo

Popolari per Arezzo - Scatizzi, Gallorini e Grasso (4) OKAREZZO – Le istituzioni aretine devono impegnarsi nel tutelare la sede di Arezzo della Camera di Commercio. I Popolari per Arezzo chiedono al sindaco, al presidente della Provincia e a tutti gli altri soggetti economici, politici ed istituzionali del territorio di accantonare campanilismi e divisioni, trovando unità d’intenti nel sostenere con forza e impegno il presidente Andrea Sereni nel suo assiduo lavoro volto a mantenere in città l’ente camerale che è al momento sottoposto ad una delicata fase di riorganizzazione. Il Consiglio dei Ministri sta infatti attivando una riforma delle Camere di Commercio che, inserita nell’ambito della ristrutturazione della pubblica amministrazione, nel giro di pochi mesi potrebbe portare questi enti dagli attuali centocinque a non più di sessanta, con accorpamento delle sedi con meno di settantacinquemila imprese iscritte.
Questa manovra potrebbe portare ancora una volta ad un’unione tra Arezzo e Siena e, di conseguenza, una delle due sedi operative rischierebbe un ridimensionamento. A favore della permanenza della sede ad Arezzo gioca il fatto che questa vanta ben diecimila imprese più di Siena e può godere della presenza di uno dei poli fieristici più importanti del centro Italia, ma per decidere questa battaglia potrebbe essere decisivo anche il peso politico delle due città. Mai come ora, dunque, la politica deve dimostrare vicinanza a Sereni e all’ente da lui presieduto, mostrando la ferma intenzione di mantenere in città un punto di riferimento fondamentale per l’economia in tutti i suoi settori: commercio, industria, artigianato e agricoltura. «L’eventuale perdita della Camera di Commercio – commenta Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – rappresenterebbe un ulteriore impoverimento per tutto il nostro comparto economico. Dall’università alla Asl passando per la soprintendenza, Arezzo in molti campi è ormai secondaria o ha ceduto la rappresentanza a Siena; ora deve rivendicare con orgoglio i propri numeri e le proprie potenzialità per mantenere almeno la sede dell’ente camerale. L’amministrazione comunale e tutte le altre istituzioni politiche ed economiche della provincia devono avviare un clima di collaborazione con la Camera di Commercio per procedere uniti verso il raggiungimento di un obiettivo comune e per affrontare complessivamente le varie esigenze del territorio per renderlo più forte e per evitare che le sue competenze vengono sfilate e deviate ancora una volta verso Siena».

Olimpiadi 2024, Arezzo sia al centro degli sport equestri

equestrian centreAREZZO – Oltre al ciclismo, anche l’equitazione deve rientrare tra gli sport di Arezzo nel progetto delle Olimpiadi toscane del 2024. Il disegno presentato dal presidente del consiglio regionale Eugenio Giani assegna al territorio aretino le corse ciclistiche, ma secondo i Popolari per Arezzo è doveroso integrarlo anche con le discipline equestri che troverebbero spazio in una delle strutture migliori d’Italia: l’Arezzo Equestrian Centre. Questo è uno dei più grandi e importanti showground al mondo e negli ultimi anni ha ospitato i principali eventi ippici internazionali, configurandosi tra le strutture agonistiche d’eccellenza in virtù di trentadue ettari di terreno, quasi centoventimila metri quadrati di impianti sportivi, tre campi in sabbia e uno in erba. Se la proposta delle Olimpiadi avrà seguito, i Popolari per Arezzo invitano le istituzioni politiche a non dimenticare l’Equestrian Centre ma, al contrario, a farne vanto e a sostenerlo in una prospettiva di giochi diffusi su parte del territorio nazionale anche se la candidata per il 2024 dovesse rimanere Roma. «Finora si è pensato solo all’accostamento tra Arezzo e il ciclismo – commenta Massimo Soletti dei Popolari per Arezzo, – dimenticandosi che il nostro territorio può vantare l’Equestrian Centre che è sicuramente tra le migliori strutture italiane per ospitare le discipline ippiche. Qualunque sia la città candidata per le Olimpiadi 2024, dobbiamo esser pronti a sostenere questa eccellenza che aprirebbe importanti scenari di sviluppo per tutto il nostro territorio».
Posto a pochi chilometri dal centro cittadino, nel frattempo l’Equestrian Centre dovrebbe essere inserito e integrato anche in un percorso turistico che possa stimolare gli appassionati di equitazione a visitare Arezzo. Emerge infatti la necessità di creare un collegamento tra le istituzioni e queste importanti strutture sportive per collaborare a progetti comuni in grado di garantire in città l’arrivo di nuove persone e i conseguenti indotti economici e occupazionali. Rendendo così sempre più forte il connubio tra sport e turismo.