AREZZO – Una serata dedicata all’informazione e al confronto sulla riforma costituzionale varata dal governo. Ad organizzarla sono i Popolari per Arezzo che rinnovano il loro impegno nel promuovere la formazione politica e il dibattito con un appuntamento in cui verranno analizzati tutti i pro e i contro riguardo al referendum costituzionale in cui i cittadini saranno chiamati a votare il prossimo ottobre. L’incontro è in programma venerdì 24 giugno, alle 21.15, presso la sede dei Popolari per Arezzo in via Pizzuto 36, ed stato pensato come un momento aperto ad ogni pensiero e ad ogni rappresentanza politica. Per raggiungere questo obiettivo, infatti, l’associazione potrà fare affidamento su due relatori che, forti di una fase di studio e di approfondimento, sosteranno e chiariranno le due diverse posizioni a favore del “Si” e del “No”. La serata, introdotta e moderata dal presidente dei Popolari per Arezzo Andrea Gallorini, partirà con le diverse argomentazioni presentate da Ciro Amato e da Alberto Evangelisti, ma lascerà poi la parola a tutti i presenti per rispondere alle loro domande e per instaurare una proficua fase di confronto. Dalla riforma del Senato che pone fine al bicameralismo perfetto all’elezione del presidente della Repubblica, arrivando fino alla distribuzione di competenze tra stato e regioni: nel corso della serata saranno trattati tutti i punti più importanti della riforma che sarà sottoposta a referendum popolare. «Questo appuntamento – spiegano i Popolari, – rappresenta un momento importante per discutere con i cittadini dei contenuti della riforma costituzionale. Come Popolari per Arezzo vogliamo attivarci per una corretta informazione e per stimolare un dibattito aperto all’intera cittadinanza, dando vita ad un confronto schietto e sincero. Dal momento che questo referendum non necessita del quorum, infatti, è fondamentale che ognuno sia consapevole di quanto previsto dalla riforma e sia protagonista reale del futuro assetto istituzionale del Paese».
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Trentacinque autori raccontano la via cattolica per rilanciare l’Italia
AREZZO – Dal Codice di Camaldoli alla dottrina sociale della chiesa, ecco il progetto per una via alternativa per un rilancio del Paese in chiave cattolica. A parlarne saranno Francesco Gagliardi e Nicola Graziani che venerdì 20 maggio, alle 18.00, arriveranno ad Arezzo presso la Sala Grande di Giustizia del Vescovado per presentare il loro libro “Una buona stagione per l’Italia. Idee e proposte per la ricostruzione integrale del Paese e dell’Europa”, un appuntamento organizzato dalla Diocesi in collaborazione con altre associazioni come Acli, Mcl, Cisl, Centro Studi “Amintore Fanfani” e Centro Pastorale del Laicato.
L’opera ha raccolto il pensiero di trentacinque studiosi, economisti, sociologi e politici che hanno dato vita ad un percorso di riflessione volto ad evidenziare il ruolo dei cattolici nell’attuale scenario italiano e le politiche necessarie per superare alcuni dei problemi che interessano l’Italia: dal lavoro al debito pubblico, dalla lotta alla corruzione all’evasione fiscale. Questi temi di attualità sono stati interpretati e analizzati alla luce dei valori popolari e democratici, con l’obiettivo di ripristinare un clima di fiducia nei confronti delle istituzioni e di invitare i cattolici ad un nuovo impegno in politica. I protagonisti dell’appuntamento saranno gli autori Gagliardi, giornalista e studioso di media, e Graziani, inviato dell’Agenzia Italia e decano dei quirinalisti, due docenti della Pontificia Università della Santa Croce i cui interventi saranno moderati dal professor Paolo Nepi. La presentazione di “Una buona stagione per l’Italia” sarà anticipata dal saluto di monsignor Riccardo Fontana, vescovo di Arezzo, e dall’introduzione di Andrea Gallorini e di Giovanni Grasso del Centro Studi “Amintore Fanfani”. «Questo libro – spiegano Gallorini e Grasso, – è una sorta di vademecum per i cattolici in politica, portando esempi e testimonianze su come affrontare tale impegno ispirandosi alla dottrina sociale della chiesa. Invitiamo l’intera cittadinanza a partecipare a questo importante momento di confronto e di formazione».
I Popolari per Arezzo in assemblea per il referendum sulle trivelle
AREZZO – Un’assemblea pubblica per capire il referendum del 17 aprile e per recarsi alle urne con consapevolezza. A promuoverlo sono i Popolari per Arezzo che mercoledì 13 aprile, alle 21.15, presso la sede in via Pizzuto 36, ospiteranno una serata di confronto e di dibattito in cui il loro responsabile alle politiche ambientali, Ciro Amato, spiegherà le motivazioni alla base del voto sulle trivelle e risponderà alle domande dei presenti. L’associazione politico-culturale aretina ha organizzato questo appuntamento con l’obiettivo di invitare la cittadinanza a non sottovalutare il referendum dal momento che, pur non essendo una tematica che riguarda da vicino Arezzo, rappresenta un’occasione per decidere il futuro sviluppo economico del Paese, prendendo posizione tra il privilegiare le fonti fossili o le energie pulite. Il voto rappresenta dunque una scelta tra un vecchio modello di sviluppo e un nuovo che avanza. «L’astensione dal referendum è un errore politico – spiega Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, raccogliendo le parole di ieri del presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi. – L’occasione è preziosa per assumere in modo diretto alcune scelte di politica economica nazionale, mentre l’astensione ha il sapore della non-partecipazione al voto che rappresenta il contrario di ciò di cui oggi il Paese ha bisogno. L’Italia necessita di un surplus di partecipazione civica, soprattutto quando ci sono in gioco i diritti delle future generazioni».
L’incontro con Ciro Amato verterà sull’importanza di mutare la sensibilità verso le questioni ecologiche perché il referendum configura una scelta innovativa e di progresso che rappresenta un’esplicita richiesta di cambiare gli orientamenti della politica economica attualmente praticata dal governo e i suoi rapporti con i grandi interessi di settore. Il referendum prevede infatti di abrogare la norma che dà la possibilità alle grandi compagnie petrolifere di continuare a sfruttare un giacimento fino al suo esaurimento; votare a favore, infatti, comporterà l’impossibilità di costruire nuovi pozzi entro le dodici miglia dalla costa. Le attuali concessioni di estrazione avranno la loro scadenza naturale, attualmente fissata ad oltre il 2022, quindi i lavoratori saranno impiegati nelle stesse attività ancora per molto tempo e non verrà prodotto nessun vero danno all’attuale economia. «Votare è importante – aggiunge Amato. – Tutti siamo chiamati a decidere se vogliamo un futuro più sano e pulito per le future generazioni».