AREZZO – Quali sono le intenzioni dell’amministrazione comunale verso la Casa delle Culture? A sollevare la domanda sono i Popolari per Arezzo che chiedono chiarimenti sul futuro di un servizio che rischia di perdere il suo prezioso ruolo di informazione e di consulenza nei confronti, principalmente, degli stranieri residenti in città. Tra poche settimane scadrà infatti l’affidamento degli immobili e della gestione dei servizi ma ancora non è stato presentato il nuovo bando per la riassegnazione, né pare chiara l’intenzione della giunta a riguardo. I Popolari per Arezzo ricordano l’importante ruolo che la Casa delle Culture svolge sul territorio, configurandosi come un luogo di integrazione e come una delle poche realtà capaci di generare esperienze positive di coesione tra la città e le sue comunità straniere.
Questo sportello unico di servizi al cittadino straniero, infatti, risponde ogni giorno alle esigenze di tanti giovani e di tante famiglie fornendo informazioni e indirizzi su permessi, ricongiungimenti familiari, ritorni volontari assistiti, doposcuola e tanti altri corsi per conoscere gli aspetti culturali e identitari del territorio, permettendo così uno snellimento e una riduzione del lavoro degli altri uffici comunali. Oltre a garantire la corretta inclusione e appartenenza agli stranieri, la Casa delle Culture merita attenzione anche per l’utilizzo che ne fanno gli stessi aretini per quanto riguarda gli ambienti destinati a lettura e documentazione, mostre e dibattiti, convegni ed altre iniziative. «Almeno per una volta l’amministrazione deve essere chiara e spiegare come intende procedere – commenta Massimo Soletti dei Popolari per Arezzo. – È nell’interesse di tutti un atto di responsabilità rivolto a quella dimensione dell’immigrazione ormai stanziale, quotidiana e lecita. Se la giunta ritiene troppo onerosa la gestione della Casa delle Culture può provvedere ad un bando più sostenibile che però mantenga le attività necessarie per una corretta integrazione, ma riteniamo che una rinuncia globale non possa essere accettabile».
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Dormitorio, la riapertura è positiva ma va ampliato il servizio
AREZZO – I Popolari per Arezzo esprimono soddisfazione per l’annunciata riapertura del dormitorio per senzatetto. Negli ultimi mesi, l’associazione ha più volte avanzato l’esigenza di consolidare il servizio e di renderlo più funzionale alle situazioni di disagio cittadine, dunque la sua attivazione con oltre un mese di anticipo rispetto allo scorso inverno rappresenta un primo importante passaggio in questa direzione. Oltre a fornire un riparo per l’arrivo del freddo, la presenza di questo spazio garantisce un punto di riferimento per le situazioni di bisogno e, di conseguenza, migliora il decoro della città e riduce la necessità degli interventi di forze dell’ordine e sanitari per le problematiche legate a sicurezza e salute dei senzatetto. La nota stonata è rappresentata dalla data di chiusura del servizio che è stata fissata al 3 aprile 2018 (quasi un mese prima rispetto al 2017), dunque i Popolari per Arezzo sostengono l’esigenza di posticipare tale termine per rendere il dormitorio maggiormente duraturo nel tempo: la stagione primaverile, infatti, risolve l’emergenza del freddo ma non risolve la necessità di accoglienza.
Un ulteriore step, infine, deve condurre verso un eventuale aumento dei letti in relazione alle reali esigenze che emergeranno nei prossimi mesi e verso una ricerca di volontari capillare tra le tante realtà cittadine attive nel sociale ma che sono attualmente rimaste escluse dalla cura del centro. Al fianco di Caritas, Fraternità Federico Bindi o Croce Rossa, infatti, vi sono tante altre onlus e associazioni che in futuro dovranno essere coinvolte per un ulteriore miglioramento del servizio. «L’amministrazione – spiegano i Popolari per Arezzo, – merita un plauso per essere riuscita ad anticipare di un mese la riapertura del dormitorio, ma ora occorre un salto di qualità. Sarebbe importante prorogare la chiusura del servizio per fornire un aiuto costante alle situazioni di disagio vissute dai senzatetto e per avviare percorsi in ambito sociale almeno per quegli ospiti che risultano residenti nel Comune di Arezzo».
Risorse per i migranti, occorrono chiarezza e un atto indirizzo
AREZZO – Un apposito atto di indirizzo per destinare con chiarezza e trasparenza i 500 euro previsti dal Governo per ogni migrante accolto. A richiederlo sono i Popolari per Arezzo che, in riferimento allo stanziamento di risorse a favore dell’accoglienza, esprimono dubbi riguardo alla loro effettiva destinazione e al loro impiego da parte delle amministrazioni locali. Il provvedimento governativo trae origine dall’enorme difficoltà nel sistema di accoglienza e dalla generale necessità da parte dei Comuni di reperire risorse, ma ad emergere sono soprattutto due criticità. La prima fa riferimento proprio alla motivazione dei fondi, dal momento che le risorse arrivano in relazione al numero dei migranti e non tengono conto di parametri quali le difficoltà socio-economiche di un territorio. «I cittadini hanno già forti dubbi legati alla trasparenza del sistema di accoglienza – commenta Massimo Soletti dei Popolari per Arezzo, – dunque questo provvedimento non migliora le cose ma, anzi, crea un pericoloso parallelismo: più migranti significa più entrate o guadagni. In cambio di accoglienza, infatti, vengono offerte facili risorse di cui i Comuni hanno bisogno senza tener conto delle loro diversificate esigenze, della loro identità e delle loro politiche; una sorta di “elemosina”, dunque, che sembra voler mettere tutti d’accordo su un tema molto delicato. Le amministrazioni, anche in tema di migranti, devono essere libere di esprimere quanto di nuovo potrebbe emergere o accadere in un territorio senza che l’opportunità e la convenienza di maggiori risorse possa prevalere sul ruolo rappresentativo verso i cittadini».
La seconda criticità riscontrata riguarda il mancato vincolo d’impiego delle risorse che, pur avendo una finalità straordinaria, risultano libere e dunque potrebbero essere potenzialmente utilizzate per qualunque attività ordinaria. Le singole amministrazione dovranno mostrare affidabilità, responsabilità, trasparenza e coerenza nell’impiegare tale stanziamento. I Popolari per Arezzo ritengono che in città questi fondi dovranno essere indirizzati verso ambiti ben precisi quali la sicurezza, le politiche d’integrazione e le politiche sociali, con una destinazione d’uso che potrebbe essere ufficializzata dal consiglio comunale attraverso un apposito atto d’indirizzo. «I Comuni – aggiunge Soletti, – meritano maggiori risorse dal Governo in via ordinaria, senza bisogno di trasformarli in nuovi destinatari di un corrispettivo per la questione dei migranti».