Il Comune investa sull’area archeologica a Castelsecco

AREZZO – L’area archeologica di San Cornelio rappresenta un tesoro di inestimabile valore per la storia di Arezzo, dunque l’amministrazione comunale deve contribuire al suo definitivo rilancio. I Popolari per Arezzo stimolano le istituzioni a garantire sostegno concreto agli sforzi dell’associazione Castelsecco presieduta da Mario Bruni, attivando interventi volti a rendere il luogo accessibile e gestibile per tutte le iniziative e gli eventi che vi verranno organizzati. Dalla manutenzione per organizzare lo spazio a verde pubblico alla sistemazione dei vari ambienti, compresi quelli di accesso, una serie di interventi puntuali e costanti basterebbero per contribuire alla piena valorizzazione dell’area. Il potenziamento di servizi minimi come l’acqua e la luce, inoltre, consentirebbe il mantenimento e la preservazione di quanto è rimasto dalla lontana epoca etrusca, cercando di salvarlo dall’incedere della natura che si riappropria di quanto l’uomo abbandona.
I Popolari per Arezzo, ringraziando l’associazione Castelsecco per l’impegno e l’operato che hanno tolto dall’oblio questa importante eredità etrusco-romana, ribadiscono l’importanza di recuperare pienamente alla fruibilità dei cittadini questo luogo come occasione per approfondire e riappropriarsi delle proprie origini, della propria cultura e della propria socialità, coinvolgendo sempre più scuole, enti e realtà associative e culturali del territorio. «Non occorrono grandi dispendi di risorse – puntualizza Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, – ma solo e semplicemente un piano dedicato alla manutenzione per tornare a valorizzare un’area ricca di storia come Castelsecco. Lontano dal centro abitato e immerso nella natura, si tratta di un luogo di raccoglimento, meditazione e preghiera, ma anche di celebrazione, che deve tornare a vivere ospitando sempre più eventi di alto livello culturale e sociale. Come aretini, infatti, è importante riscoprire le nostre radici e la nostra storia con momenti rievocativi, di studio o di approfondimento».

Dal Pionta a via Malpighi, i dubbi sul programma delle opere pubbliche

AREZZO – L’amministrazione non ha definito con chiarezza le sorti di alcune aree della città. I Popolari per Arezzo esprimono perplessità in merito alle discussioni in consiglio comunale su bilancio, documento unico di programmazione e programma triennale delle opere pubbliche che, prevedendo l’utilizzo anche delle risorse derivanti dal bando governativo per la riqualificazione delle periferie, lasciano tanti dubbi e non spiegano chiaramente come verrà ridisegnato il futuro del territorio aretino. L’associazione lamenta come le recenti situazioni di degrado e insicurezza che regnano in numerose zone cittadine non abbiano trovato risposte adeguate, mancando un reale programma di valorizzazione e di rilancio per il Pionta o per quartieri come Saione e Pescaiola. I Popolari per Arezzo hanno rivolto un’attenzione particolare alla riqualificazione dei parchi pubblici appurando come, ad esempio, il programma triennale delle opere pubbliche 2017-2019, comparato con quello precedente, non contenga idee, progetti d’intervento e risorse per il Pionta provenienti dal bando governativo. Per questo importante parco cittadino sono stati stanziati 250.000 euro relativi al solo 2019 e riguardanti illuminazione e vialetti. «L’emergenza è attuale – commenta Massimo Soletti dei Popolari per Arezzo. – Fino al 2019 cosa sarà fatto? Sono sufficienti questi interventi ristretti per un’area come quella del Pionta che necessita di un rapido e lungimirante percorso di recupero?».
Le risorse governative hanno permesso di anticipare interventi per altre aree verdi o di prevederne di nuovi, incrementando rispetto al passato gli importi destinati alla riqualificazione del parco Arno e del parco Ducci. La messa in sicurezza e il recupero di quartieri periferici come Saione e Pescaiola attraverso l’incremento dell’illuminazione, il potenziamento della video-sorveglianza, la realizzazione di marciapiedi e la predisposizione di aree d’incontro hanno invece ricevuto la priorità “3”, cioè la priorità minima. Nel programma triennale delle opere pubbliche, infine, non è rientrata la questione dell’amianto e delle case popolari di via Malpighi, perdendo l’occasione di destinare a questi ambiti una quota dei fondi della riqualificazione urbana del governo che avrebbe permesso di dare concretezza all’intervento e di seguire il felice esempio di altri comuni che hanno destinato importanti risorse per operazioni simili a queste. «Si tratta di un’occasione persa per dare inizio ad una reale e istituzionale soluzione al problema dell’amianto nel caso specifico di via Malpighi – aggiunge Soletti, – senza dover attendere l’incerta attuazione di una petizione popolare e senza rischiare ulteriori deresponsabilizzazioni riguardo alle competenze sull’intervento».

Nuove forme di partecipazione per Arezzo e le sue frazioni

GalloriniAREZZO – Il Comune di Arezzo necessita di nuovi strumenti per ascoltare e coinvolgere i suoi abitanti, sempre più estraniati dalle dinamiche amministrative della città. I Popolari per Arezzo chiedono all’amministrazione di trovare strategie per dar vita ad una cultura partecipativa e per stimolare l’impegno civico dei cittadini, permettendo loro di tornare ad essere una parte attiva del processo amministrativo. Nei quartieri cittadini e nelle frazioni del vasto territorio comunale è infatti avvertita l’esigenza di poter partecipare alla programmazione dei lavori pubblici o, almeno, di poter esprimere un giudizio sulle priorità e sugli indirizzi generali delle politiche attuate dalla giunta. Oltre al coinvolgimento dei cittadini che potrebbero portare il loro contributo per evidenziare e risolvere numerose problematiche, i Popolari per Arezzo evidenziano come siano presenti numerose associazioni che sarebbe opportuno considerare per lo sviluppo sociale e culturale della comunità aretina. Per oltre quarant’anni questo compito di partecipazione e decentramento amministrativo è stato svolto dalle circoscrizioni, l’ente più prossimo al territorio e alle sue realtà, ma la loro abolizione nel 2011 ha aperto la necessità di trovare nuove forme e nuovi strumenti in grado di avviare un valido processo partecipativo. «Favorire e promuovere la partecipazione dei cittadini – commenta Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, – deve essere il primario compito di ogni amministrazione, dunque chiediamo al Comune di attivarsi per elaborare un progetto che possa coniugare cultura partecipativa e impegno civico. In un periodo caratterizzato da sempre minor disponibilità economica, tra l’altro, l’amministrazione comunale ha il dovere di avviare un processo partecipativo che possa informare e consultare la cittadinanza».
Dare vita ad un nuovo strumento partecipativo non significa demandare la responsabilità di governo ottenuta con le elezioni e, di conseguenza, non spoglia l’amministrazione e i suoi organi delle proprie legittime prerogative. Al contrario, i Popolari per Arezzo sostengono che una maggior partecipazione rappresenterebbe un ulteriore e prezioso strumento per poter rispondere in maniere efficace, condivisa e consapevole alle nuove esigenze dei cittadini di Arezzo e ai problemi dei territori. Tutto questo, tra l’altro, adempie a quanto indicato dall’articolo 10 dello statuto del Comune di Arezzo che richiama il dovere a favorire e a promuovere l’effettiva partecipazione dei cittadini. «Lo statuto – aggiunge Gallorini, – promuove la partecipazione alla determinazione degli indirizzi generali, alla definizione dei programmi, all’attuazione ed alla verifica delle attività inerenti lo sviluppo economico, civile, sociale e culturale della comunità. L’amministrazione ha il compito di attuare tale articolo instaurando idonee forme di consultazione e di coinvolgimento della cittadinanza e di coloro che potrebbero contribuire al miglioramento e al rilancio di Arezzo e delle frazioni».