Casa delle Culture, l’amministrazione deve chiarirne il futuro

AREZZO – Quali sono le intenzioni dell’amministrazione comunale verso la Casa delle Culture? A sollevare la domanda sono i Popolari per Arezzo che chiedono chiarimenti sul futuro di un servizio che rischia di perdere il suo prezioso ruolo di informazione e di consulenza nei confronti, principalmente, degli stranieri residenti in città. Tra poche settimane scadrà infatti l’affidamento degli immobili e della gestione dei servizi ma ancora non è stato presentato il nuovo bando per la riassegnazione, né pare chiara l’intenzione della giunta a riguardo. I Popolari per Arezzo ricordano l’importante ruolo che la Casa delle Culture svolge sul territorio, configurandosi come un luogo di integrazione e come una delle poche realtà capaci di generare esperienze positive di coesione tra la città e le sue comunità straniere.
Questo sportello unico di servizi al cittadino straniero, infatti, risponde ogni giorno alle esigenze di tanti giovani e di tante famiglie fornendo informazioni e indirizzi su permessi, ricongiungimenti familiari, ritorni volontari assistiti, doposcuola e tanti altri corsi per conoscere gli aspetti culturali e identitari del territorio, permettendo così uno snellimento e una riduzione del lavoro degli altri uffici comunali. Oltre a garantire la corretta inclusione e appartenenza agli stranieri, la Casa delle Culture merita attenzione anche per l’utilizzo che ne fanno gli stessi aretini per quanto riguarda gli ambienti destinati a lettura e documentazione, mostre e dibattiti, convegni ed altre iniziative. «Almeno per una volta l’amministrazione deve essere chiara e spiegare come intende procedere – commenta Massimo Soletti dei Popolari per Arezzo. – È nell’interesse di tutti un atto di responsabilità rivolto a quella dimensione dell’immigrazione ormai stanziale, quotidiana e lecita. Se la giunta ritiene troppo onerosa la gestione della Casa delle Culture può provvedere ad un bando più sostenibile che però mantenga le attività necessarie per una corretta integrazione, ma riteniamo che una rinuncia globale non possa essere accettabile».

Sosta e mobilità: ad Arezzo mancano progettualità e idee

AREZZO – Rendere a pagamento il parcheggio di via Caduti sul Lavoro è stata una scelta sbagliata che ha scontentato tutti e che ha denotato approssimazione sul tema della sosta e della mobilità aretina. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che ricordano come, ormai dal 2015, la città attenda il varo definitivo del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile che permetterebbe di fare chiarezza anche su questo ambito e di lavorare con progettualità e senza improvvisazioni. In via Caduti sul Lavoro erano stati sicuramente richiesti interventi e controlli per contrastare il parcheggio selvaggio soprattutto in concomitanza di eventi fieristici e di iniziative gastronomiche, ma l’associazione denuncia come la risposta dell’amministrazione si sia limitata a porre le “strisce blu” a discapito dei residenti e dei commercianti della zona. Per quanto riguarda le esigenze dei pendolari, invece, non è stata mostrata la sensibilità di provare a trovare un’alternativa immediata o di prospettiva: i tanti che usufruivano del parcheggio per poi servirsi dei mezzi pubblici, dunque, saranno ora costretti ad andare in aree di sosta a pagamento o a girare per le strade cittadine alla ricerca di posti gratuiti a discapito, ovviamente, della salubrità dell’aria e del traffico. «È evidente che tale scelta sia l’ultimo disperato tentativo per rianimare il parcheggio multipiano Mecenate che non ha mai brillato per utilità e, di conseguenza, per ricavi – commenta Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo. – Fin da prima della sua realizzazione, la nostra associazione ha sottolineato l’inutilità di tale struttura, dal momento che sarebbe stato sufficiente mettere a norma il parcheggio a raso già esistente e, con un minimo investimento, lasciarlo gratuito a pendolari e cittadini. Non fu così e adesso abbiamo una struttura che è costata, e che tuttora costa perché finanziata con un leasing, oltre quattro milioni di euro».
La proposta dei Popolari per Arezzo riguarda la conversione ad uso commerciale del piano terra del multipiano Mecenate in modo da renderlo remunerativo attraverso gli affitti, prevedendo i restanti due piani di parcheggio liberi o a tariffazione simbolica. Nel frattempo, l’amministrazione dovrebbe impegnarsi ad individuare e a rendere disponibile un’area di sosta libera e gratuita per i pendolari nei pressi della stazione, attuando ad esempio una riqualificazione del dismesso scalo merci. «Ci auguriamo – aggiunge Gallorini, – che l’attuale o le future amministrazioni abbiano il buonsenso di individuare in tale area una porzione da destinare ai pendolari. L’auspicio è, comunque, che l’amministrazione trovi nuove soluzioni e non si limiti a comprare altri secchielli di vernice blu per far pareggiare i conti».

Proroga del servizio idrico: un errore di metodo e di merito

AREZZO – I Popolari per Arezzo commentano negativamente la proroga concessa a Nuove Acque per la gestione del servizio idrico. Tale giudizio è relativo sia al metodo utilizzato dalla conferenza dei sindaci dell’ATO4 per assumere la decisione, che al merito della questione che contraddice alcune premesse della vigilia e ogni promessa orientata alla ripubblicizzazione del servizio. Per quanto riguarda il metodo, i Popolari per Arezzo lamentano l’assenza di una reale discussione sul tema attraverso il coinvolgimento dei consigli comunali e l’ascolto dei territori. In questo senso, l’associazione avrebbe ritenuto opportuno rinviare la discussione di uno o due mesi per affrontare con maggior serenità e condivisione tale argomento tanto importante per la collettività essendo l’acqua un bene essenziale, prevedendo così un dibattito più strutturato in grado di coinvolgere enti, associazioni, comitati e cittadini.
Nel merito della decisione, invece, i Popolari per Arezzo esprimono contrarietà alla proroga ad un gestore che finora non si è mostrato all’altezza dell’importante compito che gli è stato affidato e che, al contrario, è responsabile dei continui rincari delle tariffe. Questa soluzione tradisce nuovamente la richiesta referendaria della ripubblicizzazione e, anche in prospettiva, va contro al sentimento comune della comunità aretina e delle categorie economiche che avevano espresso parere contrario. «Costatiamo con preoccupazione come tale proroga alla gestione del servizio – chiosano i Popolari per Arezzo, – scadrà in precisa concomitanza con quella di altre aziende che si occupano dell’acqua, come Publiacqua. Il nostro timone è che tutto ciò possa portare verso una manovra propedeutica alla creazione dell’ennesimo “carrozzone” di area vasta che avrà la responsabilità della gestione idrica, spalmando le perdite pregresse come è già stato fatto in passato per altri servizi pubblici».