AREZZO – La sanità aretina può diventare un punto di rifermento interregionale per i servizi di elisoccorso. A presentare questa prospettiva sono i Popolari per Arezzo che propongono un’innovativa possibilità per rinforzare le politiche sanitarie attraverso una collaborazione tra la Asl e i Vigili del Fuoco. L’idea è quella di affiancare al tradizionale elicottero Pegaso della regione Toscana anche il mezzo del Nucleo Elicotteri dei Vigili del Fuoco di Arezzo, attivando una sinergia volta ad unificare gli interventi dei due corpi con la conseguenza di razionalizzare le risorse, diminuire i costi e ridurre i tempi di risposta operativa. Tale scenario è già attivo in alcune regioni ed è reso percorribile da una normativa nazionale che, chiarita dalla legge 125 del 2013, ha riconosciuto ai Vigili del Fuoco le competenze per svolgere interventi tecnici di elisoccorso. «Nel corso dell’ultimo anno – puntualizza Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – alcune convenzione di questo tipo hanno permesso di integrare il servizio sanitario e il servizio di pubblico soccorso in Liguria e in Sardegna, registrando ottimi risultati in termini di risparmio e di efficienza». Un’ulteriore motivazione per attivare questa sinergia è fornita dalla posizione geografica di Arezzo, città collocata in una zona strategica che permetterebbe all’elisoccorso di estendere il proprio raggio operativo anche verso la vicina Umbria. In questa regione, infatti, vige al momento un accordo con la Regione Marche ma spesso l’intervento in elicottero è limitato a causa delle difficoltà tecniche e meteorologiche del varcare la catena appenninica che divide i due territori. «Le possibilità dell’elisoccorso – aggiunge Riccardo Batistini dei Popolari per Arezzo, – garantirebbero ricadute economiche e occupazionali sulla città. Inoltre questa proposta operativa permetterebbe alle istituzioni di migliorare i servizi ai cittadini e, soprattutto, di rendere Arezzo un importante centro di innovazione e sperimentazione».
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La Asl di Arezzo deve difendere l’autonomia direzionale
AREZZO – Un comune impegno per mantenere ad Arezzo una delle tre Asl previste dalla nuova riforma toscana. In un momento tanto delicato per la sanità, i Popolari per Arezzo lanciano l’esigenza di un coordinamento tra tutte le istituzioni per mantenere l’autonomia ospedaliera locale. Il nuovo ordinamento prevede infatti il riconoscimento di tre Aziende Ospedaliere Universitarie e di tre Aziende Sanitarie Locali divise nelle tre aree vaste della regione, dunque Arezzo rischia di essere tagliata fuori da questa riorganizzazione e di perdere la gestione direzionale del proprio territorio. Considerando che Siena è sede universitaria, la Regione deve infatti decidere se assegnare l’Asl dell’area vasta “Sud-Est Toscana” ad Arezzo o, nella peggiore delle ipotesi, a Grosseto. La politica cittadina deve dunque impegnarsi per far valere con le istituzioni regionali tutte le proprie motivazioni per salvaguardare la direzione ospedaliera presso l’ospedale San Donato. La sanità aretina, ad esempio, eccelle in numerosi settori come l’ortopedia, la cardiologia, la chirurgia robotica o la medicina nucleare, senza contare che vanta l’unica Tomoscintigrafia Cerebrale (Pet) funzionante nella Toscana meridionale. Inoltre Arezzo può fare affidamento sul contributo del Calcit e sulla generosità dei suoi cittadini che, nel corso degli anni, hanno contribuito ad innalzare la qualità della sanità donando all’ospedale macchinari all’avanguardia e favorendo così l’arrivo di numerosi specialisti. «Considerando che la nostra città ha più abitanti e più strutture rispetto a Grosseto – aggiunge il consigliere comunale Luigi Scatizzi, – dobbiamo impedire che la regione continui a impoverirci e ci privi anche dell’autonomia ospedaliera e sanitaria». Per salvare l’azienda sanitaria aretina diventa di prioritaria importanza rendere pienamente efficiente l’ospedale San Donato, provvedendo soprattutto a trovare i primari in tutti i reparti al momento scoperti. I settori di medicina nucleare, malattie infettive, neurologia e radioterapia sono infatti senza guida, dunque l’Asl8 deve attivarsi con urgenza per trovare una soluzione a questa carenza e per legittimare le proprie ambizioni di autonomia. «L’assenza di primari – aggiunge Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – è un problema che esiste ormai da anni e che ancora grava su quattro reparti. Per acquisire credibilità e autorevolezza di fronte alla Regione, dobbiamo colmare rapidamente questo vuoto assicurando così al San Donato una struttura efficiente e funzionante in ogni settore».
Un tavolo tecnico per salvare il servizio sanitario aretino
AREZZO – Un tavolo tecnico per evitare che i tagli alle aziende ospedaliere toscane conducano ad un ulteriore impoverimento della sanità aretina. A richiederlo sono i Popolari per Arezzo che, di fronte alla prospettiva di ridurre da sedici a tre le Asl regionali, chiedono a tutte le istituzioni coinvolte di attivare un confronto con la regione Toscana per indirizzare questa riforma non verso tagli lineari alle singole realtà locali, ma verso un’effettiva razionalizzazione delle risorse attraverso l’eliminazione degli sprechi. «Condividiamo l’obiettivo di diminuire le spese – spiega Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – ma dobbiamo evitare che a subire i tagli siano realtà come Arezzo che andrebbero a pagare la mancanza di un polo universitario. La razionalizzazione delle risorse deve puntare ad una maggior efficienza della sanità, senza limitarsi a meri tagli a discapito dell’assistenza ospedaliera e territoriale che scaricherebbero sulle famiglie l’onere di migrare verso altre realtà per ricevere le cure di cui hanno bisogno». Il tavolo tecnico richiesto dai Popolari per Arezzo deve dunque mettere in evidenza le voci in cui poter razionalizzare le spese, concentrandosi sugli sprechi nei singoli servizi e nelle gestioni amministrative soprattutto dei piccoli ospedali. In seconda battuta deve valorizzare l’autonomia dell’ospedale San Donato come punto di riferimento a livello provinciale, mettendone in luce le eccellenze e i punti di forza. In particolare, Arezzo potrebbe puntare a diventare il cuore della chirurgia robotica dell’area sud-est della Toscana, investendo in corsi di formazione di alto livello e acquisendo anche gli strumenti inutilizzati presenti a Siena. L’impegno del Calcit e dell’intera comunità cittadina hanno permesso al San Donato di poter fare affidamento su specialisti e strutture di robotica di assoluto livello, dunque è di prioritaria importanza la tutela e lo sviluppo di questo patrimonio. Inoltre Arezzo potrebbe diventare la città dove sperimentare il “Numero Unico 112”, un servizio già attivo in alcune realtà in Italia e in Europa che integra le chiamate di ordine pubblico, sicurezza ed emergenza sanitaria. Questo servizio permetterebbe un’immediata localizzazione della richiesta d’aiuto, consentendo a tutte le forze collegate di aumentare la propria efficacia di intervento con minori costi e con un minor tempo di risposta operativa. «Potremmo diventare la realtà dove tentare sinergie tra forze dell’ordine, vigili del fuoco e Asl – aggiunge Riccardo Batistini dei Popolari per Arezzo. – Questa rappresenta solo una delle tante soluzioni possibili da proporre in occasione del tavolo tecnico per raggiungere una concreta razionalizzazione delle spese».