No al Consorzio di Bonifica: la ferma opposizione dei Popolari per Arezzo

Scatizzi3AREZZO – No alla tassa sui fossi. La ferma opposizione arriva dai Popolari per Arezzo che sottolineano l’inutilità del Consorzio di Bonifica e lo spreco di risorse associato alla sua gestione. La posizione del consigliere comunale Luigi Scatizzi è netta e si pone in un’ottica di razionalizzazione di tutti quegli enti pubblici tenuti in vita solo per assegnare poltrone ma che costituiscono un inutile aggravio di risorse per la pubblica amministrazione e per i cittadini. L’ultimo esempio di questi sprechi è testimoniato dal meccanismo elettorale messo in piedi dal Consorzio di Bonifica per la nomina degli amministratori, che ha comportato un importante dispendio economico. «I compiti del consorzio – spiega Scatizzi, – possono esser svolti da altre società o da altre strutture pubbliche già esistenti, dunque ribadiamo la nostra contrarietà a questo ente. Queste realtà costituiscono solo una spesa per il cittadino che finisce per pagare una tassa non per ottenere un reale servizio ma per tenere in vita un organismo che potrebbe benissimo esser superato». Le funzioni attualmente esercitate dal Consorzio di Bonifica potrebbero infatti essere gestite tramite convenzioni tra i vari Comuni interessati dall’operato dell’ente. La questione della tassa sui fossi può essere invece risolta prevedendo l’utilizzo di fondi comunitari gestiti a livello provinciale su accordo con la Regione Toscana e dedicando una parte dell’avanzo dell’amministrazione comunale alla cura del dissesto idrogeologico e alle opere di manutenzione. La riflessione dei Popolari per Arezzo sul Consorzio di Bonifica si estende anche alla necessità di riorganizzare l’intero sistema delle società partecipate del Comune di Arezzo, con una razionalizzazione che condurrebbe ad un importante abbattimento delle spese e dei costi sostenuti dalla città e dai cittadini. «Il Consorzio di Bonifica non è certamente l’unico ente su cui concentrarci – conclude lo stesso Scatizzi. – L’amministrazione non può ritardare una riorganizzazione delle sue società partecipate chiarendo quali sono quelle che portano reali servizi e quali, al contrario, possono essere eliminate perché rappresentano uno spreco».

Popolari per Arezzo: tassa sui fossi e società partecipate, due problemi da risolvere

Popolari per ArezzoI Popolari per Arezzo sostengono il sindaco nella sua analisi di costi e benefici della tassa sui fossi. Scatizzi chiede a Fanfani di ampliare la propria analisi anche all’intero sistema delle società partecipate
AREZZO – Appoggio al sindaco Giuseppe Fanfani nella sua posizione contro la tassa sui fossi, a patto che questo sia solo il primo passo di un processo di razionalizzazione dell’intero sistema delle società partecipate. I Popolari per Arezzo entrano nel dibattito sulla legittimità della tassa sui fossi sostenendo la volontà del sindaco di conoscere l’organizzazione e la gestione del Consorzio di Bonifica e, soprattutto, le modalità di utilizzi dei soldi richiesti ai cittadini. «La posizione di Fanfani è legittima – spiega Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo. – È doveroso che il sindaco sappia come vengono utilizzati i soldi richiesti ai cittadini e che poi decida di bloccare tutte quelle tasse che non corrispondono a un reale servizio e che servono solo per tenere in vita consorzi che, spesso, risultano fini a sé stessi. Ci auguriamo però che il nostro primo cittadino porti avanti questa battaglia con coerenza, non limitandosi al solo Consorzio di Bonifica ma estendendo la sua attenzione anche alle decine di società partecipate del Comune di Arezzo». Da oltre un anno i Popolari per Arezzo hanno infatti chiesto alla giunta di avviare un’analisi e una razionalizzazione delle partecipate comunali con l’obiettivo di eliminare gli enti inutili e di abbattere le spese e i costi sostenuti dalla città. Nonostante la richiesta del consigliere comunale Luigi Scatizzi, ancora questo processo di verifica non è stato avviato. «Un nostro studio – aggiunge Scatizzi, – ci portò ad individuare ben 67 società partecipate, molte delle quali tenute in vita solo per assegnare poltrone o per collocare la classe politica: l’amministrazione non può ritardare una riorganizzazione di questi enti chiarendo quali sono quelli che portano reali servizi alla collettività e quali, al contrario, possono essere eliminati perché rappresentano uno spreco. Non è più il tempo di sperperare risorse in enti che non portano benefici alla città e ai cittadini, dunque chiediamo al sindaco che la verifica di costi e benefici del Consorzio di Bonifica sia solo il primo passo per una rapida razionalizzazione di tutto il sistema delle società partecipate».