Arezzo è la città delle fontane spente

AREZZO – Arezzo è la città delle fontane spente. I Popolari per Arezzo lamentano il fatto che la maggior parte delle fontane cittadine risultino a secco di acqua e, di conseguenza, abbiano perso la loro monumentalità e il loro fascino. L’arrivo del caldo e della stagione turistica poteva rappresentare l’occasione per recuperarne la funzionalità e per dotare la città di un maggior senso estetico, un’accortezza che è invece mancata. Camminando nel centro storico è possibile trovare spente le storiche fontane con la Chimera antistanti alla stazione, la fontana in piazza Sant’Agostino, la fontana in piazza Grande e la fontana in piazza del Popolo, ma uscendo dalle mura cittadine spicca anche la fontana di piazza Giotto ridotta ad uno stagno. Dopo un lungo periodo di stop è invece ripartita la fontana di piazza Risorgimento.
I Popolari per Arezzo ritengono che alcune di queste opere siano veri e propri monumenti progettati per arricchire e abbellire il contesto urbano che li ospita, dunque richiedono all’amministrazione un impegno per trovare soluzioni rapide ed adeguate. La necessità è di superare i guasti tecnici o strutturali alla base dello spegnimento delle fontane per recuperare il decoro cittadino, per rendere la città più gradevole agli aretini e ai turisti, e per non vanificare gli investimenti eseguiti nel corso dei decenni per la loro realizzazione. Il rischio è infatti di registrare episodi di degrado e inciviltà come le scritte che imbrattano la fontana di piazza del Popolo. «La manutenzione e la cura del patrimonio architettonico – commenta Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, – dovrebbero essere tra le priorità dell’amministrazione, dal momento che il decoro urbano è il primo biglietto da visita della città. Siamo consapevoli che nel corso degli anni sono stati individuati e resi noti i problemi che hanno causato tale situazione, ma le fontane rappresentano importanti elementi d’arredo e, a livello turistico, non giova sicuramente presentare Arezzo come la città delle fontane spente».

Sicurezza e decoro nel taccuino dei Popolari per Arezzo

Popolari Elezioni 2015AREZZO – I Popolari per Arezzo si confrontano con i cittadini sui temi della sicurezza e del decoro. L’occasione è fornita da due gazebo che questo fine settimana saranno allestiti nel cuore della città, con la possibilità di incontrare i candidati della lista sia la mattina di sabato 9 maggio al mercato in piazza Giotto che il pomeriggio di domenica 10 maggio in piazza San Jacopo. L’obiettivo è di portare avanti un impegno che negli ultimi mesi ha visto i Popolari per Arezzo presenti sull’intero territorio comunale per ascoltare le esigenze e i bisogni delle famiglie, contribuendo così alla realizzazione del programma presentato dalla coalizione di centro-sinistra che sostiene Matteo Bracciali come futuro sindaco di Arezzo. In occasione di questo weekend, l’attenzione sarà focalizzata sulle azioni da perseguire per assicurare la sicurezza e la serenità ai cittadini. In questo ambito, oltre ad interventi mirati come un piano regolatore dei punti di videosorveglianza e un rinforzamento del servizio dei vigili di quartiere, vi rientra anche la necessità di rinnovare l’attenzione verso la vivibilità di luoghi pubblici, piazze e parchi. Il potenziamento dell’illuminazione, la cura della vegetazione, il ripristino dei marciapiedi e tante altre opere di manutenzione ordinaria e straordinaria dovranno richiedere alla futura amministrazione un importante capitolo del bilancio, per arrivare così ad una piena rivalorizzazione della città e delle frazioni. Questa tematica è particolarmente cara soprattutto ad Andrea Gallorini, capolista dei Popolari per Arezzo e presidente dell’omonima associazione politico-culturale, che da anni si batte insieme al consigliere comunale Luigi Scatizzi per il decoro dell’intero comune, dalla città ai paesi. «Il territorio aretino – spiega Gallorini, – vanta un importante patrimonio economico, architettonico e naturalistico che fa perno anche sulle singole frazioni: la politica deve ascoltare le esigenze di questi cittadini e impegnarsi per valorizzare tali ricchezze».

Un albo di “Cittadinanza Attiva” per il decoro di Arezzo

Grasso3AREZZO – Un regolamento del Servizio Civico Volontario per migliorare la città di Arezzo. A richiederlo sono i Popolari per Arezzo che, in linea con quanto previsto dal decreto legge del 2014 denominato “Sblocca Italia”, propongono il riconoscimento dell’impegno di quei cittadini che, volontariamente, decidono di attivarsi per la tutela e la valorizzazione del territorio. Il compenso per queste opere di manutenzione dei beni comuni è la possibilità di non pagare le tasse comunali o di pagarle in forma ridotta. Questo regolamento, già attivo in comuni di grandi dimensioni come Napoli ma anche in comuni ridotti come Massarosa, si basa sull’attivazione di un albo di “Cittadinanza Attiva” e su corsi di formazione volti ad inserire i cittadini interessati in alcuni gruppi di lavoro. Le mansioni che possono essere assegnate spaziano dalla pulizia e dal decoro delle aree verdi, delle strade comunali, delle piazze e dei marciapiedi, fino a lavori di manutenzione ordinaria per gli edifici comunali come scuole e impianti sportivi. «Il decreto “Sblocca Italia” – spiega Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – ha previsto che ogni singolo cittadino o associazione di volontariato possa mettere a disposizione il proprio tempo per piccoli lavori di interesse pubblico. Questo Servizio Civico Volontario rappresenta una preziosa opportunità per la città e per il suo territorio e viene retribuito in forma indiretta attraverso la riduzione delle tasse comunali». Nella proposta dei Popolari per Arezzo, il regolamento e gli interventi per la cura del decoro urbano non dovrebbero limitarsi esclusivamente ai singoli cittadini, ma potrebbero ampliarsi anche a forme associative e collettive. Un esempio è fornito dalla manutenzione urbana che può essere svolta dai condomini, o dall’unione di alcuni commercianti per rivalorizzare una determinata zona. I volontari che sceglieranno di impegnarsi in attività di cura e di rigenerazione della città, inoltre, riceveranno in cambio anche una sorta di certificazione delle competenze acquisite che possa fare curriculum ed essere così utilizzata per la ricerca di un futuro impiego. «Questo regolamento – aggiunge il consigliere comunale Luigi Scatizzi, – contiene un enorme potenziale civile ed etico, che può favorire il sentimento di comunità, l’attenzione verso i beni comuni ed la diminuzione della pressione fiscale sulle famiglie. Il comune dovrà decidere i destinatari, i tempi e le modalità delle agevolazioni, garantendo ai volontari un riconoscimento da cui possa nascere una vera e propria “epidemia contagiosa” per contribuire al decoro urbano».