Il Comune tuteli la dignità e il decoro di Piazza Giotto

Piazza GiottoAREZZO – Tutelare la dignità e il decoro di piazza Giotto per continuare a svolgere un servizio ai bisognosi. I Popolari per Arezzo hanno rivolto questa richiesta all’amministrazione comunale con una recente interrogazione presentata all’assessore ai lavori pubblici Franco Dringoli in cui venivano sottolineati l’assenza di servizi igienici e i disagi vissuti dai residenti. La problematica è stata ribadita anche da un episodio di pochi giorni fa con protagonista uno degli ospiti della mensa della Caritas che, dopo il pranzo, ha utilizzato la fontana della piazza come bidet. Questo episodio rappresenta solo l’apice di un’escalation di degrado lamentata più volte dai residenti e causata principalmente dalla mancanza di un bagno pubblico gratuito. Tale assenza sta infatti spingendo numerose persone senza fissa dimora a servirsi del parco Giotto o degli altri giardini per tutte le loro necessità fisiologiche, in pieno giorno e molto spesso a pochi metri da chi frequenta la zona, tra cui bambini e ragazzi. «Piazza Giotto è da alcuni anni uno degli emblemi della solidarietà cittadina – spiega Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo. – Qui sono infatti presenti importanti servizi svolti dalla Caritas diocesana come la mensa e l’assegnazione dei vestiti, anche se tutto questo non è accompagnato da strutture e condizioni organizzative che siano di supporto per i bisognosi e che consentano agli abitanti della zona di poter utilizzare gli spazi pubblici in sicurezza e nel decoro». Per garantire l’igiene e la tutela del quartiere, i Popolari per Arezzo hanno richiesto all’amministrazione alcuni interventi, come la realizzazione di un bagno pubblico gratuito, per permettere ai potenziali utenti di avere un servizio in più senza alcuna spesa. Tutto questo, ovviamente, in accordo con la parrocchia per individuare il luogo più adatto dove realizzare un servizio tanto importante e tanto utile per impedire che sia la stessa piazza Giotto a diventare un bagno a cielo aperto.

Piazza della stazione, urge un serio progetto di valorizzazione

Colonna Piazza del PopoloAREZZO – La riqualificazione dell’area della stazione ferroviaria deve essere tra le priorità urbanistiche della città di Arezzo. Ad affermarlo sono i Popolari per Arezzo che hanno presentato un’interrogazione all’assessore ai lavori pubblici Franco Dringoli chiedendo spiegazioni circa i futuri sviluppi previsti per l’antistante piazza della Repubblica, il primo biglietto da visita per chi arriva in città con il treno. Nel 2011, infatti, l’amministrazione comunale annunciò in una conferenza stampa l’intenzione di realizzare una rotonda al posto dell’attuale impianto semaforico, arricchendo ulteriormente la zona con la collocazione al centro della futura rotatoria del monumento ai caduti del Risorgimento, cioè la colonna dorica posta nel lontano 1880 in piazza del Popolo. Questo progetto, strutturato in concomitanza alle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, mirava a valorizzare la colonna ottocentesca, collocandola in una sede più importante, maggiormente visibile, ed impreziosendo così lo stesso ingresso alla città valorizzando uno suoi dei principali monumenti. I Popolari per Arezzo, tramite il consigliere comunale Luigi Scatizzi, hanno invece evidenziato come l’amministrazione abbia completamente abbandonato questo progetto perché nel corso della recente conferenza stampa sulle novità in merito alla Ztl e al sistema integrato della mobilità e della sosta, per l’area della stazione non è stato fatto alcun accenno né alla realizzazione della rotonda, né al trasferimento del monumento. «Quali sono le reali prospettive della piazza? – chiede Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo. – Abbiamo chiesto all’amministrazione di fare chiarezza sull’area della stazione spiegando se e quando verrà realizzata la rotonda promessa nel 2011 e se verrà realmente trasferito il monumento ai caduti del Risorgimento. L’idea di offrire una nuova collocazione alla stele, che dal 1924 ha perso di fatto il suo contesto originario, ormai soffocata dall’adiacente palazzo delle poste, era una proposta molto interessante. Inoltre va considerato che la piazza della stazione è un biglietto da visita importantissimo per la città, dunque nell’ottica della valorizzazione delle piazze e dei luoghi simbolo del centro cittadino non possiamo trascurarla e rimandare in avanti la sua riqualificazione».

Dall’Area Lebole importanti scenari per il futuro di Arezzo

Area leboleAREZZO – Dall’Area Lebole possono aprirsi importanti scenari per il futuro di Arezzo. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che, alla vigilia del consiglio comunale convocato il 28 maggio per discutere del Piano Complesso d’Intervento, chiedono all’amministrazione di affrontare la riqualificazione dell’intera zona con un progetto completo e adeguato alle esigenze della città. Le decisioni sull’Area Lebole sono infatti quanto mai strategiche perché, se studiate con lungimiranza, potrebbero risolvere molti problemi della città permettendo di produrre ricchezza e nuovi posti di lavoro, di affrontare l’emergenza abitativa vissuta da molti aretini e di ristudiare una viabilità alternativa che colleghi la zona industriale, via Fiorentina e Pescaiola. I Popolari per Arezzo sono dunque molto critici nei confronti della scelta dell’amministrazione di suddividere l’intervento nell’area in tre lotti perché questo comporterebbe l’immediato avvio dei lavori esclusivamente per l’uso commerciale, senza alcun riferimento all’edilizia residenziale e alla riqualificazione della viabilità e della zona circostante. «L’ipotesi avanzata – spiega il consigliere comunale Luigi Scatizzi, – è di spostare in quest’area alcuni supermercati e grandi magazzini, con una decisione che asseconda gli interessi dell’imprenditoria ma non della cittadinanza. Oltre al pessimo impatto urbanistico che offriremo a chi arriva in città, farne un’area esclusivamente commerciale non porterebbe nuova ricchezza o nuovo lavoro perché si tratterebbe di un mero trasferimento di esercizi già presenti in città: occorre dunque studiare una soluzione alternativa capace di creare reddito e di avere ricadute positive sull’economia». Oltre a costruire sui terreni dell’Area Lebole, l’imprenditoria privata deve esser coinvolta dall’amministrazione anche nell’affrontare il problema dell’edilizia residenziale e nell’adeguare l’intera viabilità circostante. L’edificabilità della zona può infatti essere inserita in un piano di recupero che consente all’investitore di risparmiare il 50% degli oneri di urbanizzazione, dunque è possibile richiedere che tale risparmio sia utilizzato a favore della cittadinanza. Tali risorse potrebbero essere reinvestite dall’imprenditore per affrontare l’emergenza abitativa vissuta da molti cittadini di Arezzo. L’attuale progetto del Comune prevede un secondo lotto di intervento con 2.700 mq dedicati all’edilizia popolare ma questi lavori non inizieranno prima di molti anni, dunque i Popolari per Arezzo hanno proposto che, anziché realizzare nuovi edifici, l’amministrazione utilizzi le risorse private per comprare alcuni appartamenti in città e per assegnarli come abitazioni popolari, fornendo un importante aiuto a tante famiglie in difficoltà. Per concludere, al privato deve essere richiesto di intervenire anche sulla viabilità circostante strutturando un adeguato accesso ad Arezzo, risolvendo il problema del collegamento tra le varie aree cittadine e riuscendo così dopo tanti anni a realizzare la rotatoria tra via Fiorentina e viale Amendola. «L’Area Lebole deve essere studiata in tutta la sua complessità – conclude Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo. – Finora l’amministrazione ha fornito progetti parziali e fumosi, invece occorre affrontare l’area con serietà e lungimiranza per riqualificare l’intera zona e per portare benefici socio-economici al nostro territorio».