AREZZO – Arezzo è la città delle fontane spente. I Popolari per Arezzo lamentano il fatto che la maggior parte delle fontane cittadine risultino a secco di acqua e, di conseguenza, abbiano perso la loro monumentalità e il loro fascino. L’arrivo del caldo e della stagione turistica poteva rappresentare l’occasione per recuperarne la funzionalità e per dotare la città di un maggior senso estetico, un’accortezza che è invece mancata. Camminando nel centro storico è possibile trovare spente le storiche fontane con la Chimera antistanti alla stazione, la fontana in piazza Sant’Agostino, la fontana in piazza Grande e la fontana in piazza del Popolo, ma uscendo dalle mura cittadine spicca anche la fontana di piazza Giotto ridotta ad uno stagno. Dopo un lungo periodo di stop è invece ripartita la fontana di piazza Risorgimento.
I Popolari per Arezzo ritengono che alcune di queste opere siano veri e propri monumenti progettati per arricchire e abbellire il contesto urbano che li ospita, dunque richiedono all’amministrazione un impegno per trovare soluzioni rapide ed adeguate. La necessità è di superare i guasti tecnici o strutturali alla base dello spegnimento delle fontane per recuperare il decoro cittadino, per rendere la città più gradevole agli aretini e ai turisti, e per non vanificare gli investimenti eseguiti nel corso dei decenni per la loro realizzazione. Il rischio è infatti di registrare episodi di degrado e inciviltà come le scritte che imbrattano la fontana di piazza del Popolo. «La manutenzione e la cura del patrimonio architettonico – commenta Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, – dovrebbero essere tra le priorità dell’amministrazione, dal momento che il decoro urbano è il primo biglietto da visita della città. Siamo consapevoli che nel corso degli anni sono stati individuati e resi noti i problemi che hanno causato tale situazione, ma le fontane rappresentano importanti elementi d’arredo e, a livello turistico, non giova sicuramente presentare Arezzo come la città delle fontane spente».
Archivi tag: Gallorini
Un convegno sulla comunicazione sociale sui social network
AREZZO – Le giuste strategie per la comunicazione sociale al tempo dei social network sono il tema di un convegno organizzato dai Popolari per Arezzo. L’appuntamento è in programma sabato 24 giugno, dalle 17.00, presso la sala conferenze di Casa Petrarca in via dell’Orto, e vedrà come relatori il professor Giampiero Gamaleri della Pontificia Università della Santa Croce di Roma e il giornalista Vincenzo Spagnolo di Avvenire. Il convegno, dal titolo “Parole e immagini nell’epoca dei social network”, si pone in scia al percorso fotografico di “Vite sparse” che, curato da Massimo Soletti, ha tappezzato le strade cittadine con manifesti raffiguranti situazioni di povertà, luoghi abbandonati ed emergenze abitative. Questa particolare mostra ha rappresentato il pretesto per portare alla luce alcune problematiche che interessano Arezzo e per stimolare una maggior sensibilità politica nei loro confronti, trovando ora seguito con un incontro per spiegare le modalità corrette ed etiche per trattare le tematiche sociali sui social network e sui vari canali comunicativi per evitare strumentalizzazioni o banalizzazioni che alimentano un clima di divisione e di disinteresse. Il convegno, moderato dalla giornalista Barbara Perissi, sarà aperto dai saluti del presidente dei Popolari per Arezzo Andrea Gallorini e del vicepresidente Giovanni Grasso. «Negli ultimi mesi – spiega Gallorini, – sempre più spesso ci siamo trovati a non condividere i termini e le modalità per parlare di sociale da parte di chi amministra la città. L’uso della rete sta trasformando la politica sociale in una politica social, con il forte rischio di strumentalizzazioni e di cattiva informazione, dunque il convegno nasce con l’ambizione di riflettere sull’etica da tenere nell’utilizzo dei più moderni strumenti di comunicazione».
Tutto questo sarà affrontato attraverso l’esperienza quotidiana di Gamaleri e Spagnolo che porteranno il loro contributo professionale per approfondire una tematica tanto delicata e sensibile in cui parole e immagini hanno un peso decisivo. Le immagini, infatti, sono la prima forma per attirare l’attenzione degli utenti dei social: qual è il loro miglior utilizzo? I social, inoltre, permettono ai cittadini di esprimere in prima persona la loro opinione, senza filtri né mediazioni, eludendo i più strutturati canali della comunicazione tradizionale; ognuno può svolgere un’azione politica e fare opinione, ma allo stesso tempo è forte il rischio di una deriva populista e ideologica. «I social – aggiunge Grasso, – hanno la potenzialità di permettere ad ognuno di condividere e di rendere noto il proprio pensiero, ma questa legittima azione diventa pericolosa quando si affrontano tematiche sensibili come quelle sociali. L’incontro ha l’obiettivo di formare e sensibilizzare verso quelle strategie necessarie per comunicare in rete, dunque rivolgiamo l’invito a partecipare alla cittadinanza e agli amministratori».
“Vite sparse”, Arezzo tappezzata dalle sue emergenze sociali
AREZZO – Camminando o guidando per Arezzo, in questi giorni é possibile imbattersi in immagini riferite a situazioni di povertà e a luoghi abbandonati. Ha preso il via il progetto “Vite sparse” che, frutto di un’idea del fotografo Massimo Soletti con il sostegno dei Popolari per Arezzo, si sviluppa come una mostra diffusa su tutto il territorio cittadino per documentarne le aree abbandonate e degradate che rivelano storie di emarginazione e di disagio. Lo strumento scelto per questo racconto è il cartellone pubblicitario: trenta manifesti resteranno affissi fino alla prossima settimana con l’ambizione di avviare una seria e profonda riflessione amministrativa verso le politiche abitative e sociali, capace di tenere realmente conto delle problematiche che interessano la realtà di Arezzo. Questo percorso troverà coronamento in un convegno che, promosso dagli stessi Popolari per Arezzo, sarà dedicato ai temi della corretta comunicazione sociale al tempo dei social network, portando in città sabato 24 giugno alcuni autorevoli relatori del panorama nazionale.
Le problematiche evidenziate da “Vite sparse” trovano solide radici nei dati contenuti nel decimo rapporto diocesano sulle povertà redatto dalla Caritas che spiega come, tra 2.120 utenti con cui l’ente è entrato in contatto e che sono stati classificati secondo la condizione abitativa, circa il 10% risultano senza alloggio e occupano luoghi o spazi come case abbandonate, ex capannoni, auto, tende e altro. Questi numeri, in crescita rispetto al passato, hanno motivato a documentare attraverso la fotografia le varie situazioni di difficoltà e a scegliere gli scatti più significativi da inserire nel percorso di “Vite sparse” che passa da via Michelangelo a via Vittorio Veneto, da via Spinello a via Guadagnoli, da piazza San Donato a via Giotto. «I dati – spiega Soletti, – dimostrano come un gruppo consistente di persone, formato anche da italiani e aretini, viva una situazione abitativa di precarietà, trovando riparo anche in edifici abbandonati: “Vite sparse” nasce per sensibilizzare verso queste situazioni e per stimolare una più incisiva azione sociale da parte della politica».
Questo percorso accompagnerà al convegno del 24 giugno in cui saranno trattate le più etiche e corrette modalità di comunicazione sociale sui social network. L’incontro, aperto all’intera cittadinanza, sarà alle 17.00 presso palazzo Fossombroni in piazza San Domenico e vedrà come ospiti dei Popolari per Arezzo il professor Giampiero Gamaleri della Pontificia Università della Santa Croce di Roma e il giornalista Vincenzo Spagnolo di Avvenire. «L’uso della rete – commenta Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, – sta trasformando la politica sociale in una politica social, con il sempre maggior rischio di incappare in strumentalizzazioni e in cattiva informazione. Partendo da “Vite sparse” che ha parlato di politica attraverso la fotografia, l’incontro si pone l’ambizione di riflettere sull’etica da tenere nell’utilizzo dei più moderni strumenti di comunicazione».