Lotta all’accattonaggio, non serve repressione ma prevenzione

Popolari per Arezzo - Scatizzi, Gallorini e Grasso (4) OKAREZZO – La repressione dell’accattonaggio non può essere la soluzione dei problemi sociali di Arezzo. I Popolari per Arezzo esprimono la loro perplessità nei confronti dell’atto di indirizzo approvato dal consiglio comunale che chiede alla giunta di adottare provvedimenti amministrativi e sanzionatori nei confronti di tale fenomeno. Se realmente esiste ed è avvertita questa problematica, infatti, deve essere affrontata con più ampie e adeguate politiche sociali, non può essere liquidata con’azione sterile che fa clamore ma che alla fine non risolve la questione. Un aspetto importante, ad esempio, riguarda la definizione di accattonaggio che in un atto del genere dovrebbe essere chiarita in tutti i suoi termini, facendo distinzioni su quali siano i comportamenti da punire: al fianco degli atteggiamenti molesti, vi sono infatti tante situazioni di reale difficoltà che meritano ben altra attenzione e risposte da parte dell’amministrazione. «Questo atto d’indirizzo – spiega Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, – fa clamore per i termini in cui è stato presentato ma è inutile e non entra assolutamente nel merito della questione. Esistono leggi e regolamenti già vigenti in materia, dunque in sostanza si tratta solo di una mera azione di propaganda».
Il fenomeno dell’accattonaggio deve infatti essere studiato dalle radici, cioè dalle condizioni sociali ed economiche che portano al suo verificarsi. I Popolari per Arezzo sostengono allora l’esigenza di affiancare l’operato di organismi quali la Caritas, attivi nell’accoglienza e nel reinserimento, per sostenere chi è in difficoltà in un’ottica di carità cristiana. Diventa dunque necessario un dialogo per sviluppare un percorso condiviso con tutte quelle realtà aretine che si adoperano per assistere persone ai margini, portando sostegno a situazioni di povertà assoluta e relativa. La strada da seguire per le politiche sociali e del servizio è quella della collaborazione, facendo tesoro anche di esperienze positive già attive in città, come il dormitorio di San Domenico che da anni garantisce accoglienza, sicurezza e decoro urbano. Queste sinergie rappresentano l’unica strada per tutelare la dignità dei bisognosi e per evitare nuove forme di esclusione sociale. «Il Comune non può limitarsi esclusivamente ad un’azione di repressione – aggiunge Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – ma ha il dovere di concentrarsi sulla prevenzione e sulle politiche affinché l’accattonaggio diminuisca. Non può essere fatta una mera distinzione tra bisognosi di serie A e bisognosi di serie B: il problema è complesso e l’amministrazione deve impegnarsi a gestirlo con azioni sociali in grado di fornire risposte alle problematiche economiche di singole persone o di intere famiglie».

Arezzo non differenzia: occorrono nuove politiche dei rifiuti

Raccolta DifferenziataAREZZO – La raccolta differenziata del comune di Arezzo registra numeri particolarmente negativi. I più recenti studi, infatti, dimostrano come la percentuale di rifiuti recuperati sul totale dei rifiuti urbani prodotti sul territorio comunale sia molto più bassa rispetto alla media toscana e nazionale. L’ultimo dato è stato reso noto dall’Agenzia Regionale per il Recupero delle Risorse e fa riferimento al 2013, indicando il totale della differenziata ad Arezzo al 40,46%, e al 2014, in cui è stato appurato un ulteriore peggioramento al 40,13%: numeri lontanissimi da quelli previsti dal piano interprovinciale di gestione dei rifiuti che indica l’obiettivo della differenziata al 70%. L’esigenza di invertire questo trend è avanzata dai Popolari per Arezzo che propongono all’amministrazione tre soluzioni per riuscire ad implementare la raccolta differenziata e per poter così godere di strade più pulite. La prima fa riferimento ad una più uniforme ed omogenea distribuzione dei punti dedicati alla differenziazione, aumentando i cestini e i raccoglitori urbani per i vari materiali: carta, cartone, plastica e vetro. «Questo incremento – spiega Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – permetterebbe di concretizzare una raccolta urbana più efficiente e più efficace ma deve essere affiancato da una seconda azione: un investimento in una campagna di informazione e di sensibilizzazione volta a stimolare la cittadinanza verso questa corretta pratica e ad illustrarne tutti i vantaggi in termini di benessere delle persone e del territorio». La terza ed ultima proposta fa infine riferimento alla definitiva attivazione e gestione del porta-a-porta, un progetto antico ma mai realmente decollato sul territorio aretino. Questo richiederebbe, ovviamente, un investimento importante da parte del Comune nella fase di raccolta ma, nel lungo periodo, i costi sarebbero ammortizzati e recuperati dalle minori spese di smaltimento per l’incenerimento e dai maggiori ricavi per il riciclo dei materiali recuperati. «Si tratterebbe – aggiunge Massimo Soletti dei Popolari per Arezzo, – di uno spostamento di fondi dalla fase di smaltimento alla fase di raccolta, con la positiva conseguenza di migliorare la qualità della vita degli aretini e, alla lunga, di diminuire le spese a carico dei cittadini. Alla luce di tutto questo, l’aumento della raccolta differenziata e del riciclo rappresenta un’esigenza che l’amministrazione non può sottovalutare».

Urge un piano per la manutenzione ordinaria di Arezzo

Scuola Primaria Anna FrankAREZZO – L’amministrazione comunale deve strutturare un piano di opere di manutenzione ordinaria per mantenere il territorio dignitoso e vivibile. La richiesta nasce dai Popolari per Arezzo ed è motivata dalle lamentale di molti genitori degli alunni dell’istituto scolastico di Indicatore che hanno denunciato i gravi ritardi nella potatura delle piante adiacenti alla scuola primaria “Anna Frank” e alla scuola dell’infanzia “Primavera”. Questo lavoro di manutenzione del verde pubblico, infatti, era programmato da tempo ma è stato svolto solo martedì 15 settembre, in occasione del primo giorno di scuola, arrecando disagi alle famiglie e disturbando le prime lezioni di bambini e ragazzi. Per il futuro, dunque, l’invito dei Popolari per Arezzo è di strutturare un calendario complessivo di interventi da eseguire su tutto il territorio comunale con lungimiranza e progettualità. L’associazione politico-culturale aveva avanzato già alla precedente amministrazione l’esigenza di dotarsi di un piano di manutenzione ordinaria, riconoscendolo come uno strumento indispensabile per preservare la qualità del territorio comunale. In questo piano, infatti, dovrebbero rientrare una serie di opere che, oltre alla cura del verde, comprendano anche la viabilità (con un’attenzione alla segnaletica stradale e al ripristino dei marciapiedi) e la prevenzione dei possibili danni causati dagli agenti atmosferici (con una costante e puntuale pulizia di fossi e tombini). «Più volte abbiamo sollevato questo problema anche in passato – ricorda Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo. – L’assenza di un programma di manutenzione ordinaria, ad esempio, è la causa dei frequenti allagamenti in occasioni delle forti piogge. Auspichiamo che il caso della scuola di Indicatore resti un fatto spiacevole e che l’amministrazione riesca a prevenire futuri eventuali disagi istituendo, possibilmente, un albo di cittadinanza attiva volontaria che possa contribuire alla realizzazione in tempi rapidi di tutte le opere di manutenzione sul territorio».