La riduzione delle Asl non è la soluzione contro gli sprechi

Grasso3AREZZO – Il taglio delle Asl non può essere la soluzione per combattere gli sprechi nella sanità. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che, dopo l’annuncio del governatore regionale Enrico Rossi di voler ridurre da sedici a tre le aziende ospedaliere toscane, esprimono le loro perplessità su questa manovra che concentrerebbe la sanità tra Firenze, Pisa e Siena. Ormai da diversi anni si parla dell’accorpamento delle Asl ma questa improvvisa scure sulla sanità locale giunge totalmente inaspettata perché, nel frattempo, non è mai stata effettuata una verifica delle esigenze dei singoli territori e non è mai stato creato un tavolo tecnico in grado di preparare in modo serio e condiviso questa riforma. Per ridurre i costi, infatti, è necessario effettuare una riorganizzazione razionale dell’intero sistema, partendo in primis dall’eliminazione degli sprechi nelle gestione amministrative che si verificano soprattutto nelle Aziende Universitarie e nelle realtà provinciali fra piccoli ospedali. «La razionalizzazione delle risorse – spiega Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – deve avvenire dopo un’accurata verifica delle singole aziende e dei singoli territori. Siamo d’accordo sulla necessità di riduzione delle spese, ma ci sono tante possibilità per raggiungere questo obiettivo. Una prima manovra, ad esempio, potrebbe riguardare la gestione informatizzata omogenea all’interno di ogni Area Vasta: non è più pensabile che ancora oggi le immagini radiologiche vengano inviate al centro di riferimento di Siena con i mezzi delle associazioni, quando potremmo inviarle tramite internet ottenendo consulenze specialistiche in tempo reale». La realtà aretina ultimamente ha già perso alcuni settori ma non può subire ulteriori impoverimenti, dunque occorre che la politica e l’Asl8 verifichino attentamente quali sono i punti di forza del San Donato da difendere e quali, al contrario, sono i punti deboli da rinforzare. In questo senso, un primo dato da valutare può essere la fuga dei cittadini aretini verso i servizi di altre realtà ospedaliere. «Occorre investire – aggiunge Riccardo Batistini dei Popolari per Arezzo, – su un maggiore coordinamento tra tutte le realtà ospedaliere. L’ospedale San Donato deve ritornare ad essere il polo di riferimento dell’intera provincia e deve cercare una maggiore integrazione con le altre strutture delle vallate: solo così potrà ridefinire chiaramente la propria mission, valorizzare le proprie eccellenze e, soprattutto, evitare nuovi arbitrari impoverimenti da parte di terzi».

L’aumento dei costi dei rifiuti è un fallimento di Sei Toscana

RifiutiAREZZO – Se il costo dei rifiuti ad Arezzo non diminuirà, allora il passaggio a Sei Toscana sarà stato un fallimento. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che, dopo l’approvazione dell’aumento delle aliquote della Tari, chiedono una maggiore efficienza per razionalizzare la gestione dei rifiuti e per riuscire così a procedere verso un futuro ribasso dei prezzi. Questo doveva essere infatti lo scopo che ha portato alla creazione di Sei Toscana e che, per il momento, è ben lontano dall’essere raggiunto, con la conseguenza che questa grande azienda potrebbe rappresentare un errore di valutazione che graverà esclusivamente sulle tasche dei cittadini. In primis sugli aretini che nella Tari si troveranno un +9% ben maggiore dell’aumento intorno al 3% deciso per le amministrazioni di Siena e Grosseto, due città con costi pro-capite di smaltimento dei rifiuti molto superiori a quelli di Arezzo. Tale brusco aumento appare dunque difficilmente spiegabile e giustificabile. «Il Piano Economico Finanziario redatto da Sei Toscana – spiega Franco Romagnoli dei Popolari per Arezzo, – non lascia comprendere le ragioni degli aumenti, anche perché il Comune di Arezzo in precedenza aveva votato contro il rialzo del costo del servizio. In sede di Commissione Bilancio è stato affermato che la gestione di Aisa era efficiente ed è stato precisato che Sei Toscana si occupa esclusivamente di raccolta e di spazzamento, dunque è difficile individuare i motivi del rincaro che vede i cittadini pagare costi maggiori senza ricevere servizi migliori. Si rende dunque necessario che l’amministrazione comunale chiarisca il ruolo economico di Aisa e capisca come sono cambiati i costi del servizio rispetto al 2013». Al Comune di Arezzo è dunque richiesto di effettuare una verifica delle tariffe applicate da Sei Toscana, pretendendo maggior trasparenza e collaborazione per conoscere i suoi reali flussi economici e le sue effettive spese. Questa analisi rappresenta l’unico presupposto per capire se la nascita di questa nuova azienda pubblica porta realmente efficienza nella gestione dei rifiuti o se non ha fatto altro che generare nuovi costi. In questo senso è importante ridefinire anche il mandato del rappresentante del Comune all’interno di Sei Toscana perché questa figura diventi effettivamente garante degli interessi degli aretini e della stessa amministrazione cittadina. «I cittadini devono sapere quello che pagano – aggiunge Lorenzo Roggi, segretario dei Popolari per Arezzo, – conoscendo la suddivisione dei costi complessivi del servizio tra le tre provincie di Arezzo, Grosseto e Siena, e tra i singoli Comuni: questo dimostrerebbe come le tariffe siano realmente a copertura dei soli costi di servizio e che nessuno, tantomeno le amministrazioni, pensi di fare soldi lucrando sui rifiuti».

La politica superi le barriere fra i Comuni della Valdichiana

popolari5AREZZO – Un impegno della politica per superare le barriere tra i Comuni della Valdichiana. A richiederlo sono i Popolari per Arezzo che, alla luce delle difficoltà economiche e organizzative vissute da molte amministrazioni, rivolgono ai vari sindaci l’invito a superare l’immobilismo e i campanilismi tra i loro paesi per cercare comuni strategie di collaborazione. L’assenza di sinergie ha spesso portato a sprechi e non ha garantito ai cittadini servizi di qualità, dunque si rende necessario l’avvio di una nuova fase che, in linea con le attuali normative nazionali, veda i Comuni dello stesso ambito territoriale unire risorse umane, economiche e logistiche per sviluppare una serie di interventi coordinati e mirati su tematiche specifiche. «Non è più pensabile – spiega Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, – che Comuni limitrofi continuino a gestire autonomamente tutti i servizi al cittadino, mantenendo attivi costi ormai insostenibili: la politica deve andare oltre ai campanilismi dimostrando lungimiranza e intenzione di studiare nuove strategie per superare l’attuale immobilismo». Un primo punto d’incontro, ad esempio, potrebbe crearsi nella gestione dei servizi legati alla sicurezza. Come è già successo in Casentino, anche in Valdichiana è possibile progettare la creazione di un corpo unico di Polizia Municipale attivando un coordinamento fra i diversi Comuni e una razionalizzazione della copertura da parte delle pattuglie sull’intero territorio e nell’intero arco della giornata. Questa soluzione risolverebbe un problema evidenziato da alcuni cittadini dei Comuni di Monte San Savino e Civitella come la mancanza in alcune fasce orarie, soprattutto notturne, del corpo di polizia pronto ad intervenire in banali incidenti stradali o per presidiare manifestazioni e feste paesane. «La politica – aggiunge Gallorini, – deve tornare ad essere protagonista di una programmazione che consenta da un lato la razionalizzazione dei servizi e dall’altro una maggior efficienza, rispondendo con urgenza ai bisogni di imprese, lavoratori e famiglie».