AREZZO – Il sito internet del Comune di Arezzo può essere uno stimolo per lo sviluppo del settore turistico e per la promozione del territorio. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che si sono rivolti con un’interrogazione all’assessore alle attività produttive Paola Magnanensi chiedendole di rinnovare il portale dell’istituzione con un’apertura turistica volta a far conoscere la città e le sue eccellenze. Al momento, infatti, in fondo all’home page vi sono tante icone sui vari servizi, sulle iniziative e sulle strutture facenti capo al Comune di Arezzo, con un ricco e variegato elenco da cui però sono escluse le proposte per chi visita la città. L’aggiornamento dei Popolari per Arezzo prevede invece di inserire quattro nuove icone rivolte esclusivamente ai turisti come cartoline di presentazione della città: una per la fiera antiquaria, una per la Giostra del Saracino, una per l’oreficeria e una per l’enogastronomia. «Il viaggiatore che accede al sito del Comune – spiega Giovanni Grasso, vice presidente dei Popolari per Arezzo, – non vi trova nulla che lo porti alla scoperta della città, dunque abbiamo chiesto di integrare il portale con l’introduzione dei richiami alle principali iniziative del nostro territorio. Siamo consapevoli che si tratti di un sito istituzionale e non di promozione turistica ma, per il momento, può essere una valida soluzione per un’ulteriore promozione delle eccellenze di Arezzo». Nell’idea dei Popolari per Arezzo, questo aggiornamento del sito deve necessariamente essere seguito dalla creazione di un portale ad hoc dedicato ai turisti con i percorsi e le possibilità per chi arriva in città. Nel frattempo, un modo immediato ed economico per far conoscere la realtà storico-culturale aretina potrebbe però essere proprio l’inserimento di nuove icone nel sito già esistente.
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Sulla Sr71 il Comune deve passare dalle parole ai fatti
AREZZO – Prosegue l’impegno dei Popolari per Arezzo per mettere in sicurezza la Strada Regionale 71 tra Olmo e Vitiano. La via è sottoposta quotidianamente ad un intenso traffico non solo locale ma anche di media e lunga percorrenza, con un flusso di 36.000 veicoli al giorno (tra cui camion e mezzi di grandi dimensioni) che attraversano tante frazioni della Valdichiana e che causano numerosi incidenti coinvolgendo spesso anche semplici pedoni. Non a caso si tratta del tracciato a maggior rischio di tutto il Comune di Arezzo e di una delle dieci strade più pericolose della Toscana. Questa situazione ha spinto Luigi Scatizzi, capogruppo dei Popolari per Arezzo, a presentare una nuova interrogazione all’assessore ai lavori pubblici Franco Dringoli richiedendo un’urgente azione per aumentare la sicurezza nelle frazioni interessate e per individuare deterrenti e strumenti volti a ridurre la velocità dei veicoli nel passaggio dai centri abitati. «Da tempo chiediamo all’amministrazione di intervenire – ha spiegato Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, – ma ancora non è stato fatto nulla e di conseguenza non è diminuita l’escalation di incidenti, di investimenti di pedoni e di uscite di mezzi dalla carreggiata». Per i Popolari per Arezzo i primi interventi dovrebbero essere rivolti alla manutenzione delle strade, per verificare il funzionamento e l’efficienza delle opere già presenti lungo la Sr71. Ad esempio, a Policiano i due lampioni vicini all’attraversamento pedonale erano guasti e sono stati riparati solo dopo l’ultimo incidente mortale, mentre a Vitiano le strisce pedonali sono poco visibili e non segnalate perché il cartello è divelto ormai da molti mesi. Tutte queste problematiche potrebbero essere arginate con un piano di monitoraggio di tutti gli attraversamenti pedonali della Sr71, garantendo un’illuminazione ben funzionante e mantenendo a norma la segnaletica orizzontale e verticale. «Abbiamo proposto – conclude Gallorini, – di applicare lungo la Sr71 sistemi di rallentamento visivi, come i dissuasori ottici, o ad effetto acustico, come le strisce sonore. Il sindaco e la giunta in un’assemblea pubblica a Policiano hanno espresso la volontà di interessarsi a questa problematica, dunque devono ora rendere concrete le loro promesse assicurando la sicurezza stradale con una serie di opere di urbanizzazione che interessino la copertura dei marciapiedi, la segnalazione degli attraversamenti pedonali e un potenziamento dell’illuminazione nei tratti più pericolosi».
La quotazione in borsa di Estra è priva di fondamento pubblico
AREZZO – Estra non può quotarsi in borsa senza l’autorizzazione del consiglio comunale. A denunciare l’illegittimità di questa procedura sono i Popolari per Arezzo che stigmatizzano il comportamento della società partecipata. Nei giorni scorsi è stata infatti resa nota la convocazione dell’assemblea dei soci di Coingas per il 7 marzo, per discutere la presentazione della procedura che porterà alla quotazione in borsa di Estra. I Popolari per Arezzo denunciano come questa decisione sia priva di ogni fondamento perché non tiene in alcun conto l’opinione dell’unico organo rappresentativo della volontà della comunità civica: il consiglio comunale. L’operazione di quotazione deve infatti essere discussa e approvata in sede consiliare per fornire all’assemblea dei soci tutti gli indirizzi necessari e opportuni. «I Popolari per Arezzo – tuona il capogruppo Luigi Scatizzi, – non vogliono fare una battaglia ideologica ma politica. Per una questione di democrazia e di rappresentanza dei cittadini, il consiglio ha il diritto e il dovere di discutere delle scelte strategiche di tutte le sue partecipate: la decisione di Coingas è irrispettosa delle prerogative del nostro sindaco, marginalizzandone l’attività e escludendo la parte pubblica». Il tema di fondo è la sostanziale questione di come il Comune debba o possa trattenere la propria partecipazione all’interno del capitale di Coingas. Quotarsi in borsa e ricorrere al mercato finanziario privato deve avere solide motivazioni economiche, finanziarie e patrimoniali, nonché organizzative, dunque una decisione di tale portata deve necessariamente essere elaborata con indirizzi specifici dal socio comunale. La legge prevede infatti che il consiglio conferisca legittimazione all’azione straordinaria della società dal momento che l’intero patrimonio del gas gestito da Coingas è di proprietà pubblica e che il Comune è socio di maggioranza relativa. «La decisione – continua Andrea Gallorini, presidente dell’associazione Popolari per Arezzo, – di ricorrere al mercato finanziario privato e di privatizzare definitivamente Coingas senza l’intervento dell’istituzione pubblica delegittima politicamente l’operazione, precedendo tra l’altro il riassetto complessivo delle partecipate messo in cantiere dall’amministrazione comunale». I Popolari per Arezzo chiedono dunque di avviare una significativa discussione in consiglio e un parallelo percorso pubblico con la comunità civile perché i cittadini si esprimano direttamente su tale questione. Sarebbe dunque opportuno convocare con urgenza un nuovo consiglio comunale, prima del 7 marzo, per discutere esclusivamente di questa situazione. «Lo statuto di Coingas – concludono Scatizzi e Gallorini, – prevede l’unanimità del consenso dei soci. La decisione di quotare la società nel mercato finanziario privato richiede una modifica statutaria in cui il Comune ha un ruolo imprescindibile: questa volontà deve considerare i pareri del proprio consiglio in una seduta convocata con la massima urgenza».