I Popolari per Arezzo chiedono un’urgente manutenzione di fossi e torrenti

DSC_0144AREZZO – Le piogge degli ultimi giorni hanno causato numerosi disagi in tutta la provincia di Arezzo. Dagli allagamenti non si è salvata nemmeno la Valdichiana, con il rio di Cozzano che nelle ultime ore ha rotto il proprio argine ed ha inondato i campi delle campagne tra Vitiano e Frassineto. A denunciare questa situazione sono stati i Popolari per Arezzo che, da sempre attenti alle problematiche della vallata, hanno ribadito l’importanza della manutenzione dei fossi e dei torrenti del territorio aretino. «L’argine del rio di Cozzano risulta avere una falla di circa 10 metri – spiega il presidente Andrea Gallorini. – Fortunatamente il torrente ha allagato esclusivamente una zona agricola e dunque ha danneggiato solo le colture circostanti, altrimenti saremmo a registrare danni molto più gravi alle abitazioni e ai beni immobili dei residenti». I Popolari per Arezzo chiedono dunque all’amministrazione comunale di intervenire con urgenza per avviare un’opera di recupero e di assestamento dell’argine del rio di Cozzano, scongiurando il rischio di ulteriori inondazioni con le future piogge. L’azione del Comune deve però essere molto più incisiva e deve stimolare il Consorzio di Bonifica e gli altri enti preposti al controllo dei torrenti e dei fossi a programmare interventi strutturati di manutenzione in tutti i corsi d’acqua del territorio comunale. L’avanzato stato d’incuria rappresenta infatti un pericolo anche per la viabilità extraurbana perché espone le strade ad alti rischi di allagamenti che renderebbero difficoltosa la circolazione soprattutto nelle campagne. «Gli stessi torrenti e i fossi – aggiunge Gallorini, – sono in più punti abbandonati e non puliti, una condizione che non consente il corretto deflusso delle acque soprattutto nei momenti di maggior piovosità. Chiediamo dunque al Comune e agli altri enti di strutturare un programma di interventi e di controllo che possa tutelare la qualità e la cura del territorio, mantenendolo in buono stato e scongiurando possibili future problematiche che metterebbero a repentaglio la sicurezza di chi vi abita».

Un impegno concreto per attuare il Piano Interprovinciale dei rifiuti

RifiutiAREZZO – Il Piano Interprovinciale di gestione dei rifiuti è un buon punto di partenza per attuare un rinnovamento delle politiche di raccolta e di smaltimento. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che mostrano piena soddisfazione per l’approvazione da parte del consiglio provinciale del piano, attuando così un passaggio che allinea la provincia aretina agli obiettivi fissati dalla regione Toscana. Uno degli aspetti più positivi del Piano Interprovinciale è l’incremento della differenziata fino al 70% della raccolta e del riciclo al 60%, due obiettivi ambiziosi ma che i Popolari per Arezzo ritengono pienamente raggiungibili come dimostra il positivo esempio fornito nei mesi scorsi dalla raccolta domiciliare porta-a-porta in Arezzo Sud (l’asse viario Olmo-Rigutino-Vitiano). L’esperimento, interrotto con il passaggio della gestione dei rifiuti da Aisa a Sei Toscana, aveva raggiunto punte di differenziata del 68% e rimane un precedente incoraggiante che dimostra l’efficacia di certe modalità di raccolta. «Il Piano Interprovinciale appena votato – spiega Franco Romagnoli dei Popolari per Arezzo, – ha definito un contesto normativo ricco di opportunità per una corretta gestione del sistema dei rifiuti. Le tecniche di raccolta domiciliare hanno dimostrato di essere efficaci ed efficienti, dunque l’obiettivo della differenziata al 70% è tecnicamente raggiungibile come dimostrano gli esempi di Arezzo Sud e delle altre amministrazioni pubbliche della nostra provincia che si sono impegnate in questo senso». L’approvazione del piano permette inoltre di scongiurare definitivamente il raddoppio del termovalorizzatore di San Zeno. I nuovi obiettivi fissano infatti la termovalorizzazione al 20%, dunque si rende obsoleto l’aumento dell’attuale impianto e la progettazione di nuovi inceneritori perché l’incremento della differenziata garantisce minori spese di smaltimento e maggiori ricavi per il riciclo dei materiali recuperati. «Lo stop alla progettazione del raddoppio – continua Romagnoli, – è il risultato più immediato, più concreto e più misurabile del Piano Interprovinciale, con un risparmio per le famiglie e le imprese della provincia di Arezzo di 150 milioni in 20 anni». La maggior criticità è ora insita nell’effettiva attuazione degli obiettivi del piano da parte delle amministrazioni comunali. L’esperienza di Arezzo Sud dimostra la possibilità concreta di arrivare al 70% della differenziata nel giro di tre anni, ma i Comune devono dimostrare volontà e impegno nel raggiungere l’obiettivo. «I Popolari per Arezzo – promette il segretario Lorenzo Roggi, – si impegneranno in una funzione di controllo e di stimolo perché l’amministrazione comunale riprenda al più presto le attività per l’estensione del porta-a-porta all’intero territorio».

I Popolari per Arezzo al lavoro per un nuovo programma politico

downloadAREZZO – Partecipazione e condivisione per cambiare la città. Partendo da questa solida premessa, i Popolari per Arezzo hanno iniziato a lavorare sul loro nuovo programma politico nel corso di un’assemblea pubblica che, ospitata nei giorni scorsi presso la sede aretina della Cisl, ha visto la partecipazione di decine di tesserati o di semplici cittadini. In apertura di serata, il presidente Andrea Gallorini ha ribadito come i Popolari per Arezzo siano un’associazione libera e aperta a tutte quelle persone desiderose di partecipare attivamente alla vita politica cittadina e di essere coinvolte in un comune cammino di crescita orientato al bene comune. Proprio dai contributi e dalle idee dei presenti all’assemblea sono state individuate alcune priorità che nel corso dell’anno saranno istituzionalizzate da Luigi Scatizzi all’interno del consiglio comunale tramite interrogazioni, atti d’indirizzo e interventi. «Il nostro programma politico – afferma Gallorini, – prenderà forma dalla condivisione e dall’ascolto dei cittadini. Ci stiamo confrontando con centinaia di realtà socio-economiche e associative del territorio per capire i problemi delle famiglie e delle imprese, con un impegno volto all’individuazione delle priorità da presentare all’amministrazione comunale per migliorare la qualità della vita di Arezzo e degli aretini». Solo nel 2013 Luigi Scatizzi ha presentato in consiglio comunale 30 interrogazioni e 5 atti d’indirizzo sulle più svariate tematiche, risultando come uno dei consiglieri più attivi dell’intero comune di Arezzo. Questo impegno continuerà anche nei prossimi mesi con l’obiettivo di definire il programma scaturito dall’assemblea. Tra le priorità individuate dai Popolari per Arezzo spicca il rilancio economico e commerciale della città, pianificando un nuovo piano industriale che, facendo capo alla struttura di Arezzo Fiere e Congressi, possa portare ad un incremento dell’offerta di lavoro. Sullo stesso piano si colloca anche l’esigenza di una serie di politiche per tutelare le famiglie e per rilanciare il turismo di Arezzo sfruttando la fiera antiquaria e tutte le altre eccellenze del territorio. Per quanto riguarda la vita della città, l’impegno sarà orientato a mantenere alta la qualità della sanità aretina e dell’ospedale San Donato, razionalizzare e riorganizzare il sistema delle società partecipate e prestare una costante attenzione alle periferie. «Quest’ultimo punto ci sta particolarmente a cuore – spiega Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – perché dal momento della chiusura delle circoscrizioni le frazioni alle porte di Arezzo sono state spesso abbandonate dalla politica cittadina: vorremmo mantenere alta l’attenzione sulle periferie facendo da raccordo tra queste e l’amministrazione comunale».