Il servizio di raccolta differenziata porta-a-porta deve essere migliorato

AREZZO – La città di Arezzo necessita di un miglioramento della raccolta differenziata porta-a-porta. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che segnalano l’esigenza di riprendere il programma per implementare questo servizio sul territorio comunale, dimostrando così una fondamentale attenzione verso le tematiche ambientali. La prima necessità è di favorire lo sviluppo della raccolta differenziata, dunque la richiesta mossa all’amministrazione comunale è di sollecitare il gestore del servizio, Sei Toscana, ad operare nelle zone già coperte dal porta-a-porta attraverso la distribuzione gratuita di sacchetti specifici per il corretto smistamento dei rifiuti tra carta, plastica, lattine e umido. In contemporanea dovrebbe essere previsto un investimento in una campagna di informazione e di sensibilizzazione volta a stimolare la cittadinanza verso le più corrette pratiche e ad illustrarne i vantaggi in termini di benessere delle persone e del territorio. Tale campagna, unita alla consegna dei sacchetti, rappresenterebbe una modalità per migliorare e per aumentare la qualità della raccolta dei rifiuti, attivando così la partecipazione consapevole e responsabile di tutti al processo di recupero.
Un’ulteriore possibilità avanzata dai Popolari per Arezzo, per quanto più dispendiosa, prevede di mettere a disposizione contenitori e sacchetti abbinati a codici identificativi per ogni singola famiglia dove poter suddividere le varie tipologie di rifiuto riciclabile, con una modalità già utilizzata in altri ambiti territoriali e da altri gestori che favorisce una responsabilizzazione diretta dell’utente. I cittadini più virtuosi potrebbero successivamente essere premiati con sgravi in bolletta, visti i vantaggi in termini di costo di smaltimento dei rifiuti e di riciclo dei materiali recuperati, oltre che di tutela ambientale. «Ormai da molti anni – commenta Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – in alcune zone del Comune è rilasciato il servizio di raccolta differenziata con la modalità del porta-a-porta, che rappresenta una valida strategia per consentire un reale ed efficace recupero dei rifiuti. Purtroppo gli elevati costi di gestione e alcune ragioni politiche hanno bloccato il programma di estensione di questo progetto, ma ciò non impedisce di operare con altre strategie per favorire le più corrette pratiche legate alla raccolta differenziata e allo smaltimento dei rifiuti».

Arezzo non differenzia: occorrono nuove politiche dei rifiuti

Raccolta DifferenziataAREZZO – La raccolta differenziata del comune di Arezzo registra numeri particolarmente negativi. I più recenti studi, infatti, dimostrano come la percentuale di rifiuti recuperati sul totale dei rifiuti urbani prodotti sul territorio comunale sia molto più bassa rispetto alla media toscana e nazionale. L’ultimo dato è stato reso noto dall’Agenzia Regionale per il Recupero delle Risorse e fa riferimento al 2013, indicando il totale della differenziata ad Arezzo al 40,46%, e al 2014, in cui è stato appurato un ulteriore peggioramento al 40,13%: numeri lontanissimi da quelli previsti dal piano interprovinciale di gestione dei rifiuti che indica l’obiettivo della differenziata al 70%. L’esigenza di invertire questo trend è avanzata dai Popolari per Arezzo che propongono all’amministrazione tre soluzioni per riuscire ad implementare la raccolta differenziata e per poter così godere di strade più pulite. La prima fa riferimento ad una più uniforme ed omogenea distribuzione dei punti dedicati alla differenziazione, aumentando i cestini e i raccoglitori urbani per i vari materiali: carta, cartone, plastica e vetro. «Questo incremento – spiega Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – permetterebbe di concretizzare una raccolta urbana più efficiente e più efficace ma deve essere affiancato da una seconda azione: un investimento in una campagna di informazione e di sensibilizzazione volta a stimolare la cittadinanza verso questa corretta pratica e ad illustrarne tutti i vantaggi in termini di benessere delle persone e del territorio». La terza ed ultima proposta fa infine riferimento alla definitiva attivazione e gestione del porta-a-porta, un progetto antico ma mai realmente decollato sul territorio aretino. Questo richiederebbe, ovviamente, un investimento importante da parte del Comune nella fase di raccolta ma, nel lungo periodo, i costi sarebbero ammortizzati e recuperati dalle minori spese di smaltimento per l’incenerimento e dai maggiori ricavi per il riciclo dei materiali recuperati. «Si tratterebbe – aggiunge Massimo Soletti dei Popolari per Arezzo, – di uno spostamento di fondi dalla fase di smaltimento alla fase di raccolta, con la positiva conseguenza di migliorare la qualità della vita degli aretini e, alla lunga, di diminuire le spese a carico dei cittadini. Alla luce di tutto questo, l’aumento della raccolta differenziata e del riciclo rappresenta un’esigenza che l’amministrazione non può sottovalutare».

Un impegno concreto per attuare il Piano Interprovinciale dei rifiuti

RifiutiAREZZO – Il Piano Interprovinciale di gestione dei rifiuti è un buon punto di partenza per attuare un rinnovamento delle politiche di raccolta e di smaltimento. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che mostrano piena soddisfazione per l’approvazione da parte del consiglio provinciale del piano, attuando così un passaggio che allinea la provincia aretina agli obiettivi fissati dalla regione Toscana. Uno degli aspetti più positivi del Piano Interprovinciale è l’incremento della differenziata fino al 70% della raccolta e del riciclo al 60%, due obiettivi ambiziosi ma che i Popolari per Arezzo ritengono pienamente raggiungibili come dimostra il positivo esempio fornito nei mesi scorsi dalla raccolta domiciliare porta-a-porta in Arezzo Sud (l’asse viario Olmo-Rigutino-Vitiano). L’esperimento, interrotto con il passaggio della gestione dei rifiuti da Aisa a Sei Toscana, aveva raggiunto punte di differenziata del 68% e rimane un precedente incoraggiante che dimostra l’efficacia di certe modalità di raccolta. «Il Piano Interprovinciale appena votato – spiega Franco Romagnoli dei Popolari per Arezzo, – ha definito un contesto normativo ricco di opportunità per una corretta gestione del sistema dei rifiuti. Le tecniche di raccolta domiciliare hanno dimostrato di essere efficaci ed efficienti, dunque l’obiettivo della differenziata al 70% è tecnicamente raggiungibile come dimostrano gli esempi di Arezzo Sud e delle altre amministrazioni pubbliche della nostra provincia che si sono impegnate in questo senso». L’approvazione del piano permette inoltre di scongiurare definitivamente il raddoppio del termovalorizzatore di San Zeno. I nuovi obiettivi fissano infatti la termovalorizzazione al 20%, dunque si rende obsoleto l’aumento dell’attuale impianto e la progettazione di nuovi inceneritori perché l’incremento della differenziata garantisce minori spese di smaltimento e maggiori ricavi per il riciclo dei materiali recuperati. «Lo stop alla progettazione del raddoppio – continua Romagnoli, – è il risultato più immediato, più concreto e più misurabile del Piano Interprovinciale, con un risparmio per le famiglie e le imprese della provincia di Arezzo di 150 milioni in 20 anni». La maggior criticità è ora insita nell’effettiva attuazione degli obiettivi del piano da parte delle amministrazioni comunali. L’esperienza di Arezzo Sud dimostra la possibilità concreta di arrivare al 70% della differenziata nel giro di tre anni, ma i Comune devono dimostrare volontà e impegno nel raggiungere l’obiettivo. «I Popolari per Arezzo – promette il segretario Lorenzo Roggi, – si impegneranno in una funzione di controllo e di stimolo perché l’amministrazione comunale riprenda al più presto le attività per l’estensione del porta-a-porta all’intero territorio».