Il concorso per i primari, una buona notizia per la sanità aretina

Ospedale San Donato2AREZZO – Finalmente una buona notizia sul fronte della sanità aretina. La direzione generale dell’Asl8 ha infatti reso noto che a breve avvierà i concorsi per designare i primari di ben dodici reparti dell’ospedale San Donato, andando a coprire anche settori strategici come, ad esempio, la chirurgia. Questa notizia è stata accolta con grande piacere dai Popolari per Arezzo che, attraverso il loro consigliere comunale Luigi Scatizzi, negli ultimi mesi erano stati tra i principali promotori di una svolta in grado di rilanciare e di dare nuova credibilità alla struttura aretina, sottolineando la necessità di indire un concorso per tutti gli incarichi vacanti. «L’Asl8 ha mantenuto la promessa – afferma Scatizzi. – Era stato garantito che entro la fine del mese di settembre qualcosa si sarebbe smosso e siamo felici di constatare la positiva volontà della dirigenza del San Donato di mantenere quanto promesso». Particolarmente importante sarà il concorso per il primario di chirurgia, un reparto che era l’orgoglio del San Donato e che, dopo i continui avvicendamenti degli ultimi mesi, può finalmente sperare nell’arrivo di una figura in grado di garantire prospettive e stabilità al reparto, di rilanciare e sfruttare la robotica, di formare nuovi e giovani medici che garantiscano futuro al polo ospedaliero aretino. «Ci auguriamo che il concorso si svolga nella massima trasparenza – aggiunge Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo. – Continueremo a vigilare perché la selezione premi i titoli e la competenza e permetta così di individuare quelle figure in grado di riqualificare il nostro ospedale e di riportare nei cittadini la giusta fiducia nei confronti della sanità aretina».

Sanità aretina: il Sindaco sia conseguente alle sue dichiarazioni

Centrale operativa 118Finalmente anche il sindaco Giuseppe Fanfani si è reso conto di quanto sta accadendo, cioè che pezzo dopo pezzo tra una giustificazione stentata e l’esaltazione di qualche eccellenza, sia in corso il progressivo smantellamento del sistema sanitario aretino o comunque il suo asservimento a Siena (attraverso l’ESTAV, Ente per i Servizi Tecnico-Amministrativi di Area Vasta Sud-Est).
Dopo i 10 Primariati vacanti che abbiamo denunciato tempo fa; la chirurgia da tre anni in continuo rimaneggiamento; gli annunciati e smentiti ridimensionamenti degli ospedali delle vallate aretine, eccoci arrivati al turno del 118.
Ma quello che il Sindaco del capoluogo e Presidente della Conferenza dei Sindaci deve rendersi conto è che non è oro tutto quello che luccica. L’ultima Conferenza dei Sindaci a cui ho assistito, infatti, è sembrata solo una bellissima operazione di marketing e comunicazione, in cui è stato rappresentato il solo bicchiere mezzo pieno: invece vogliamo sapere con chiarezza dove queste operazioni, diluite sapientemente nel tempo, faranno planare la nostra sanità.
Chiediamo meno propaganda e più serietà nella comunicazione, è necessario che almeno le Istituzioni sappiano cosa attende le proprie comunità.
Adesso si apprende che anche il 118 – diretto molto bene dal dottor Mandò – migrerà a Siena, città e provincia che contano molto meno degli abitanti di Arezzo.
Allora credo che una Conferenza dei Sindaci che viene convocata solo per acquisire comunicazioni di marketing aziendale serva a poco. Anzi sia umiliante e poco dignitosa.
Credo che sia indispensabile affiancare la stessa conferenza con un comitato tecnico per l’analisi dei bilanci ASL, di come si spendono i soldi.
Inoltre ribadisco la richiesta che la Commissione Sanità del Comune capoluogo diventi commissione politica, con il compito di verificare gli atti amministrativi e contabili della ASL, e possa verificare taluni aspetti della gestione.
Per esempio mi piacerebbe capire:
− l’aspettativa del dottor Sbrana, se e quanto è costata ai cittadini;
− il bilancio, non solo economico ma anche di scambio professionale, della partnership, annunziato dalla ASL al momento della partenza di Sbrana per gli Stati Uniti.
Signor Sindaco, adesso che finalmente è sceso in campo porti sino in fondo la sua azione, arricchendo le possibilità di verifica e controllo della Conferenza dei Sindaci, affiancandola con i necessari strumenti di analisi autonomi, imparziali e indipendenti da quelli di ASL e Regione.
Luigi Scatizzi
Consigliere Comunale Popolari per Arezzo

La chirurgia aretina versa nel caos: Scatizzi chiede chiarimenti

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AREZZO – Incertezza e confusione fanno da padrone alla chirurgia dell’ospedale provinciale di Arezzo. Ad aver presentato i tanti problemi che affliggono il reparto è Luigi Scatizzi che, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, ha avanzato un’interrogazione urgente al sindaco Giuseppe Fanfani e all’assessore alla sanità Marcello Caremani per ricevere chiarimenti sulle prospettive della chirurgia del San Donato. Il capogruppo dei Popolari per Arezzo ha ricordato come la definitiva partenza del professor Fabio Sbrana verso gli Stati Uniti abbia impoverito la chirurgia aretina, rischiando di vanificare gli investimenti del Calcit nella robotica e lasciando il reparto in uno stato confusionale. «Nei mesi scorsi – spiega Scatizzi, – l’amministrazione e l’Asl8 promisero che la permanenza del dottor Sbrana negli Stati Uniti sarebbe stata provvisoria e che il medico avrebbe continuato a prestare servizio ad Arezzo. Invece ora siamo venuti a sapere che Sbrana non tornerà e che dunque Arezzo rimarrà senza un esperto nella robotica, rischiando di non utilizzare i macchinari all’avanguardia donati dal Calcit. È giunto il momento che l’amministrazione e l’Asl8 diano risposte chiare e precise perché è in gioco la credibilità e la stabilità del dipartimento di chirurgia dell’ospedale provinciale e, soprattutto, la salute degli aretini». L’Asl8 non ha mai trovato un sostituto a Sbrana e così, dal momento della sua partenza, la chirurgia si trova senza una guida ed è sottoposta a continue scelte ambigue e attendiste che hanno gettato il reparto in uno stato di incertezza. L’ultima conseguenza di tale situazione è l’addio del dottor Graziano Ceccarelli che, arrivato da Spoleto per sfruttare gli investimenti in robotica e per formare una nuova classe di chirurghi aretini, ha lasciato il San Donato a causa delle frenetiche decisioni che nel corso dell’anno hanno continuamente modificato l’assetto organizzativo della chirurgia. «Nel reparto sembra mancare ogni ruolo di coordinamento, gestione e responsabilità – continua Scatizzi, – con la conseguenza che Ceccarelli è rientrato anzitempo presso la sede di provenienza dalla quale era stato distaccato». Alla luce di tutto questo, i Popolari per Arezzo hanno chiesto al sindaco di indire in tempi rapidissimi un concorso pubblico che, con una selezione ispirata a criteri di trasparenza e correttezza, permetta di individuare il nuovo responsabile della chirurgia di Arezzo. «Questa figura – conclude Andrea Gallorini, presidente dei Popolari, – dovrà essere in grado di garantire continuità alla chirurgia e alla robotica del San Donato, formando nuovi e giovani medici e ripristinando nel reparto un clima di cordialità e serenità. Il concorso dovrà premiare i titoli e la competenza determinando un unico responsabile della chirurgia capace di garantire prospettive e stabilità al reparto e, soprattutto, esperto di robotica e in grado di sviluppare questa grande risorsa del nostro ospedale».