Quale futuro per l’ospedale San Donato?

Ospedale San Donato2AREZZO – Quale destino per l’ospedale provinciale San Donato? A sollevare la domanda è il consigliere comunale Luigi Scatizzi che, nel corso dell’ultima seduta consiliare, ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto all’assessore alla sanità Marcello Caremani di definire la mission e le prospettive del polo ospedaliero aretino. Il capogruppo dei Popolari per Arezzo ha espresso preoccupazione per lo stato di precarietà e di incertezza vissuto ormai da diversi mesi dal San Donato: al momento alcuni reparti come ginecologia, medicina e pediatria sono senza primari, rischia di chiudere la chirurgia vascolare e sembra bloccata l’apertura della radiologia interventistica. In aggiunta a tale situazione di progressivo impoverimento, un altro aspetto che necessita di essere approfondito è la condizione del personale infermieristico. Questo è infatti sempre più demotivato perché non vengono implementati i percorsi professionali ma, anzi, aumenta la frequenza del ricorso all’utilizzo di interinali anche in questo settore, con la precarizzazione di professioni di pubblica utilità. La richiesta dei Popolari per Arezzo alla giunta comunale è dunque quella di intraprendere un serio percorso politico e amministrativo che consenta di definire le linee strategiche dell’ospedale, coinvolgendo anche il governatore regionale Enrico Rossi e l’assessore regionale alla salute Luigi Marroni per definire le future linee operative.

Un nuovo programma politico per i Popolari per Arezzo

Popolari - Inaugurazione sedeAREZZO – Un nuovo programma politico per i Popolari per Arezzo. Ad un anno esatto dalla nascita, l’associazione ha reso noto il proprio progetto per la città di Arezzo con il dichiarato obiettivo di sviluppare il contesto socio-politico del territorio indicando proposte, priorità e tempi di realizzazione. Il programma contiene una panoramica di interventi che interessano tutti gli ambiti della vita di Arezzo, trovando le proprie radici nell’ascolto dei bisogni e delle esigenze di cittadini, istituzioni e associazioni di categoria. La realizzazione del documento ha privilegiato una prospettiva lungimirante che ha tenuto conto delle generazioni future e degli sviluppi della città nei prossimi anni, e che ha avuto come bussola i valori che animano l’attività dei Popolari per Arezzo e che sono riconducibili alla dottrina sociale della chiesa e alla ricerca del bene comune. «Questo programma – spiega il consigliere comunale Luigi Scatizzi, – rappresenta il nostro impegno concreto nei confronti della città, con un’attenzione particolare alle famiglie e alle piccole e medie imprese. Il documento ha validità per l’attuale legislatura, dunque fino al 2016, ed è ricco di proposte e di soluzioni per alcune problematiche cittadine che renderemo concrete con il nostro intervento in consiglio comunale. Un intervento che, solo nell’ultimo anno, ci ha visti autori di ben 68 interrogazioni e di 5 atti di indirizzo». Il programma è stato ufficialmente presentato in occasione dell’inaugurazione della nuova sede dei Popolari per Arezzo in via Pizzuto 36, alla presenza del presidente dell’associazione Andrea Gallorini, del vicepresidente Giovanni Grasso e del segretario Lorenzo Roggi. Particolarmente ricca di proposte è la sezione relativa al sociale con un’attenzione alle esigenze abitative dei giovani, alle problematiche scolastiche e al riordino delle politiche comunali sulla famiglia per renderle più razionali ed efficienti. Il progetto sviscera poi tante altre tematiche: dalla mobilità alla sicurezza, dalle politiche giovanili allo sviluppo economico e turistico, soffermandosi sulle prospettive urbanistiche della città e sul decoro delle frazioni. «Il programma è nato dall’ascolto della città e dei cittadini – hanno concluso i Popolari per Arezzo, – che ha permesso di analizzare le problematiche e di avanzare soluzioni. Riteniamo che questa metodologia attiva e propositiva dovrebbe diventare propria anche dell’amministrazione comunale che, al contrario, si dimostra spesso incapace di rispondere alle esigenze dei cittadini. Arezzo sembra priva di un disegno per il proprio futuro e soffre la mancanza di un vero programma amministrativo, dunque questo progetto può fornirci tanti stimoli concreti, coerenti e credibili per risolvere le criticità vissute dalla città».

Lo statuto di Coingas modificato senza l’autorizzazione del Comune

Scatizzi5AREZZO – La modifica dello statuto di Coingas è avvenuta senza l’autorizzazione del consiglio comunale di Arezzo. A presentare il problema sono i Popolari per Arezzo che, in un’interrogazione rivolta al sindaco Giuseppe Fanfani e all’assessore alle partecipate Paola Magnanensi, hanno evidenziato come tale operazione di Coingas non abbia considerato l’opinione del Comune, l’organo pubblico che ha il controllo della società. La modifica in questione, decisa nell’ultima assemblea straordinaria, rende possibile l’ingresso nel capitale sociale di Estra di un socio privato, equiparando così Coingas alla pratese Consiag e alla senese Intesa (gli altri due soci a capitale pubblico di Estra). Tale revisione ha inoltre modificato lo status di Estra permettendole di sottrarsi dalla norme che regolano le società a totale capitale pubblico. «Queste decisioni – spiega il consigliere comunale Luigi Scatizzi, – sono giustificate dall’entrata nel contesto azionario di Estra di Eta3, una società che al suo interno ha anche un socio non pubblico come Edison Spa. Alla luce del peso insignificante che Edison avrà all’interno di Estra, riteniamo che il vero scopo dell’operazione sia principalmente quello di far uscire la stessa Estra dallo status di società a capitale interamente pubblico, garantendole la possibilità di svincolarsi dalle norme che regolano i rapporti tra i soci e la gestione pubblica». Questa modifica statutaria porta un cambiamento strategico nel posizionamento dell’azienda, dunque doveva essere soggetta alla preventiva autorizzazione dei consigli comunali a cui competono per legge gli indirizzi da assegnare alle aziende partecipate come Coingas. I Popolari per Arezzo hanno così chiesto all’amministrazione di interessarsi sulle reali motivazioni dell’operazione e, soprattutto, sulle cause per cui non è stata contemplata. «Il Comune deve conoscere le operazioni di ogni sua partecipata – conclude Scatizzi, – dunque deve ottenere tutte le informazioni sulla governance della società, conoscendo i nuovi patti parasociali tra i soci pubblici e le modalità per il rinnovo degli incarichi di vertice».