AREZZO – No alla tassa sui fossi. La ferma opposizione arriva dai Popolari per Arezzo che sottolineano l’inutilità del Consorzio di Bonifica e lo spreco di risorse associato alla sua gestione. La posizione del consigliere comunale Luigi Scatizzi è netta e si pone in un’ottica di razionalizzazione di tutti quegli enti pubblici tenuti in vita solo per assegnare poltrone ma che costituiscono un inutile aggravio di risorse per la pubblica amministrazione e per i cittadini. L’ultimo esempio di questi sprechi è testimoniato dal meccanismo elettorale messo in piedi dal Consorzio di Bonifica per la nomina degli amministratori, che ha comportato un importante dispendio economico. «I compiti del consorzio – spiega Scatizzi, – possono esser svolti da altre società o da altre strutture pubbliche già esistenti, dunque ribadiamo la nostra contrarietà a questo ente. Queste realtà costituiscono solo una spesa per il cittadino che finisce per pagare una tassa non per ottenere un reale servizio ma per tenere in vita un organismo che potrebbe benissimo esser superato». Le funzioni attualmente esercitate dal Consorzio di Bonifica potrebbero infatti essere gestite tramite convenzioni tra i vari Comuni interessati dall’operato dell’ente. La questione della tassa sui fossi può essere invece risolta prevedendo l’utilizzo di fondi comunitari gestiti a livello provinciale su accordo con la Regione Toscana e dedicando una parte dell’avanzo dell’amministrazione comunale alla cura del dissesto idrogeologico e alle opere di manutenzione. La riflessione dei Popolari per Arezzo sul Consorzio di Bonifica si estende anche alla necessità di riorganizzare l’intero sistema delle società partecipate del Comune di Arezzo, con una razionalizzazione che condurrebbe ad un importante abbattimento delle spese e dei costi sostenuti dalla città e dai cittadini. «Il Consorzio di Bonifica non è certamente l’unico ente su cui concentrarci – conclude lo stesso Scatizzi. – L’amministrazione non può ritardare una riorganizzazione delle sue società partecipate chiarendo quali sono quelle che portano reali servizi e quali, al contrario, possono essere eliminate perché rappresentano uno spreco».
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Degrado e scarsa manutenzione: quanti disagi in San Donato
AREZZO – Degrado e scarsa manutenzione stanno sempre più interessando il quartiere di San Donato. La denuncia, lanciata dai residenti e dai commercianti della zona, è stata raccolta dai Popolari per Arezzo che, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, hanno presentato un’interrogazione all’assessore ai lavori pubblici Franco Dringoli per illustrare i disagi di un quartiere intensamente abitato e a due passi dall’ospedale cittadino. La prima problematica riguarda la scarsa illuminazione perché, appena cala la sera, la maggior parte della zona rimane al buio e si riduce il senso di sicurezza avvertito dai residenti e dai pedoni. Questo problema riguarda sia l’illuminazione delle strade e dei marciapiedi, sia gli altri luoghi di socializzazione come il giardino, l’area attrezzata con i giochi e il parco Pionta, tutte zone molto frequentate anche da bambini e ragazzi. «Manca un’adeguata illuminazione che renda l’area meno tetra e buia – spiega il consigliere comunale Luigi Scatizzi. – Questo clima favorisce frequentazioni poco desiderate dai residenti, lo spaccio e altri episodi di microcriminalità, interessando lo spazio verde, l’area con i giochi, le strade e gli altri luoghi di socializzazione del quartiere. Abbiamo dunque chiesto all’amministrazione di rinforzare l’illuminazione e di garantire un maggior controllo per assicurare più sicurezza all’intera zona». Alcune carenze riguardano anche la viabilità perché la segnaletica è scarsa o assente sia a livello orizzontale che verticale, e gli attraversamenti pedonali sono rovinati e non visibili come in altre zone cittadine. A questo si aggiunge il problema delle piogge, con il manto stradale dissestato che non convoglia l’acqua piovana nella rete fognaria, creando frequenti allagamenti lungo la strada e in prossimità dei marciapiedi. L’ultima denuncia riguarda la generale scarsa manutenzione della zona, ben visibile nella crescita delle piante che, senza un’adeguata cura, hanno sviluppato rami imponenti: in questo senso basterebbe un sopralluogo dei tecnici del verde pubblico per risolvere il problema. «Sarebbe importante – aggiunge Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – mettere in sicurezza i marciapiedi e le strade assicurando una miglior viabilità pedonale e automobilistica, con attraversamenti sopraelevati o dossi artificiali. I residenti e i commercianti si sono attivati per raccogliere firme con la consapevolezza che, per riqualificare e rivalorizzare una zona tanto abitata e tanto importante per la città di Arezzo, basterebbe inserirla in un piano di ordinaria manutenzione con piccole e costanti attività di tutela e di controllo. È arrivato il momento che l’amministrazione si impegni a dare una risposta concreta a queste persone».
Si recuperi la dignità e la qualità del carcere di Arezzo
AREZZO – Che la visita del prefetto Angelo Sinesio al carcere di Arezzo possa sbloccare i lavori di ristrutturazione della struttura giudiziaria cittadina. Ad augurarselo sono i Popolari per Arezzo che mostrano ottimismo sull’esito dell’incontro di lunedì 18 novembre tra il commissario straordinario del governo per le strutture carcerarie, gli amministratori locali e la direzione del carcere aretino. Al momento la struttura può fare affidamento su tre sole sezioni (una riservata ai collaborati di giustizia e due ai detenuti) ma a fare notizia sono soprattutto i due piani abbandonati dopo l’avvio dei lavori del 2010. Lavori iniziati e mai finiti che hanno limitato drasticamente le zone agibili del carcere e che hanno portato al degrado di gran parte della struttura. «Dal colloquio con alcuni operatori del carcere – spiega il consigliere comunale Luigi Scatizzi, – è emersa l’importanza di terminare questi lavori. Le sezioni utilizzabili sono ben tenute e rispondono alle esigenze dei collaboratori di giustizia e dei detenuti, ma la capienza della struttura è comunque ridotta e non sfrutta tutto lo spazio disponibile. La situazione non è drammatica ma, ovviamente, è stata aggravata dall’abbandono e dal deterioramento del tempo: ci auguriamo che l’amministrazione possa trovare i fondi per completare i lavori e riportare il carcere in piena funzione». Il recupero dell’intera struttura servirebbe anche per rivalorizzare pienamente la finalità riabilitativa tipica delle carceri. Il carcere non deve infatti configurarsi esclusivamente come un luogo di reclusione ma soprattutto come un luogo di recupero e di reinserimento: in questo senso sarebbe importante destinare ulteriori fondi per promuovere la funzione sociale della detenzione. Un’attenzione particolare deve essere rivolta a chi opera nel carcere, dai medici agli psicologi, perché assicurino una presenza costante e perché abbiano le competenze e le professionalità per adempiere al loro difficile compito. «Al centro delle politiche carcerarie vi devono essere le persone – aggiunge Lorenzo Roggi, segretario dei Popolari per Arezzo. – Siamo consapevoli che il carcere di Arezzo sia un carcere di passaggio o solo per piccoli reati, ma ciò non significa che non possiamo fornirgli un volto più umano con attività e operatori che aiutino il recupero e il reinserimento dei detenuti ospitati. Siamo convinti che la visita del prefetto Sinesio possa essere utile per sensibilizzare sul tema e per migliorare ulteriormente la qualità e la dignità del nostro unico carcere cittadino».