I progetti per un Arezzo senza barriere e a misura di disabile

Popolari Elezioni 2015AREZZO – La prossima amministrazione dovrà impegnarsi a realizzare una città per tutti. L’impegno porta la firma dei Popolari per Arezzo che sostengono l’esigenza di avviare progetti concreti per rimuovere le barriere architettoniche e per garantire alle persone con disabilità la piena partecipazione a tutte le aree della vita sociale. Risorse ed energie, dunque, dovranno essere indirizzate verso il tema della disabilità promuovendo, in una prima fase, l’incontro tra le associazioni di categoria e le varie realtà del territorio, con l’obiettivo di dar vita a campagne di informazione e di sensibilizzazione per responsabilizzare la cittadinanza. Un passaggio importante dovrà poi essere la revisione da parte dell’amministrazione del Peba – Piano di Eliminazione Barriere Architettoniche, per classificare il patrimonio immobiliare e i percorsi urbani, valutandone l’accessibilità e accedendo ai possibili finanziamenti. «Per l’eliminazione di ostacoli e di barriere architettoniche – spiegano i Popolari per Arezzo, – si aprono molteplici soluzioni, più o meno efficaci. Già alcuni comuni italiani, ad esempio, sono intervenuti attraverso il regolamento edilizio prevedendo per le attività commerciali e ricettive la disponibilità di una rampa mobile pronta all’uso, ma le alternative possono essere numerose». Barriere ed ostacoli agli spostamenti dei disabili sono rappresentati, oltre che dai semplici scalini, anche dalle porte d’ingresso e dagli spazi interni ai locali. La proposta dei Popolari per Arezzo è dunque di individuare, insieme alle associazioni di categoria, un itinerario urbano di negozi rappresentativi delle diverse attività a cui erogare contributi o riconoscere sgravi fiscali in caso d’installazione di una rampa. Un lavoro mirato deve essere rivolto anche alle aree verdi e, in particolare, al parco Pertini, che potrebbe diventare un parco-giochi adatto ad ospitare anche bambini con difficoltà neuro-motorie. L’idea è di realizzare il primo “Play Village” cittadino con giochi e spazi condivisibili da tutti. Per favorire il turismo, infine, potrebbero essere utilizzate le auto elettriche del Comune, attualmente ferme in una rimessa, facilitando la visita dei luoghi cittadini a coloro impossibilitati a muoversi tra i monumenti e le piazze di Arezzo. «Le nostre sono piccole proposte per affrontare il problema – sintetizza il consigliere comunale Luigi Scatizzi. – L’obiettivo più importante è di maturare una nuova sensibilità che permetta di ideare politiche inclusive e di trasformare Arezzo in una città per tutti».

Un albo di “Cittadinanza Attiva” per il decoro di Arezzo

Grasso3AREZZO – Un regolamento del Servizio Civico Volontario per migliorare la città di Arezzo. A richiederlo sono i Popolari per Arezzo che, in linea con quanto previsto dal decreto legge del 2014 denominato “Sblocca Italia”, propongono il riconoscimento dell’impegno di quei cittadini che, volontariamente, decidono di attivarsi per la tutela e la valorizzazione del territorio. Il compenso per queste opere di manutenzione dei beni comuni è la possibilità di non pagare le tasse comunali o di pagarle in forma ridotta. Questo regolamento, già attivo in comuni di grandi dimensioni come Napoli ma anche in comuni ridotti come Massarosa, si basa sull’attivazione di un albo di “Cittadinanza Attiva” e su corsi di formazione volti ad inserire i cittadini interessati in alcuni gruppi di lavoro. Le mansioni che possono essere assegnate spaziano dalla pulizia e dal decoro delle aree verdi, delle strade comunali, delle piazze e dei marciapiedi, fino a lavori di manutenzione ordinaria per gli edifici comunali come scuole e impianti sportivi. «Il decreto “Sblocca Italia” – spiega Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – ha previsto che ogni singolo cittadino o associazione di volontariato possa mettere a disposizione il proprio tempo per piccoli lavori di interesse pubblico. Questo Servizio Civico Volontario rappresenta una preziosa opportunità per la città e per il suo territorio e viene retribuito in forma indiretta attraverso la riduzione delle tasse comunali». Nella proposta dei Popolari per Arezzo, il regolamento e gli interventi per la cura del decoro urbano non dovrebbero limitarsi esclusivamente ai singoli cittadini, ma potrebbero ampliarsi anche a forme associative e collettive. Un esempio è fornito dalla manutenzione urbana che può essere svolta dai condomini, o dall’unione di alcuni commercianti per rivalorizzare una determinata zona. I volontari che sceglieranno di impegnarsi in attività di cura e di rigenerazione della città, inoltre, riceveranno in cambio anche una sorta di certificazione delle competenze acquisite che possa fare curriculum ed essere così utilizzata per la ricerca di un futuro impiego. «Questo regolamento – aggiunge il consigliere comunale Luigi Scatizzi, – contiene un enorme potenziale civile ed etico, che può favorire il sentimento di comunità, l’attenzione verso i beni comuni ed la diminuzione della pressione fiscale sulle famiglie. Il comune dovrà decidere i destinatari, i tempi e le modalità delle agevolazioni, garantendo ai volontari un riconoscimento da cui possa nascere una vera e propria “epidemia contagiosa” per contribuire al decoro urbano».

Nuove strategie per potenziare i collegamenti ferroviari aretini

Stazione ArezzoAREZZO – L’ammodernamento della stazione di Arezzo, nuovi servizi per i pendolari e il collegamento con la direttissima. Sono questi i tre principali nodi che la nuova amministrazione aretina dovrà risolvere con urgenza per potenziare i collegamenti ferroviari locali, con l’obiettivo di connettere la città al resto d’Italia e di avviare così un nuovo sviluppo produttivo e turistico del territorio. In questo senso, i Popolari per Arezzo indicano nella realizzazione di una fermata lungo la direttissima una priorità per le future politiche cittadine della mobilità. L’ubicazione ideale di questa infrastruttura dovrebbe favorire l’interscambio fra la linea lenta e la linea ad alta velocità, quindi deve essere collocata dove il tracciato delle due linee è talmente ravvicinato da garantire un loro collegamento con rapidità e, soprattutto, con poca spesa. Con tali parametri, la soluzione ideale sembra essere in Valdichiana e, più precisamente, tra Rigutino e Policiano: in questa area la distanza tra le due linee è di poche decine di metri, dunque per realizzare la fermata basterebbe un investimento minimo. «Visti i collegamenti ferroviari dell’attuale linea ad alta velocità – spiega Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, – la stazione della direttissima a Rigutino potrebbe servire un bacino di utenza di centinaia di migliaia di persone provenienti da Arezzo, dall’Umbria, da Siena e dall’intera Valdichiana». In attesa del nuovo snodo sulla direttissima, i Popolari per Arezzo avanzano anche l’esigenza di avviare lavori di ammodernamento e di manutenzione della stazione di Arezzo, chiedendo all’amministrazione comunale di attivarsi presso le Ferrovie dello Stato per attuare un serio intervento di riqualificazione estetica e funzionale della struttura. «La stazione ha bisogno di cura – aggiunge Gallorini, – perché è il primo biglietto da visita per chi viene a visitare la città o per chi semplicemente transita lungo la linea ferroviaria». Al momento del rinnovo del contratto di servizio con Trenitalia, infine, è necessario che l’amministrazione richieda con determinazione il rafforzamento quantitativo e qualitativo del servizio di collegamento tra Arezzo, la sua provincia e le città limitrofe. In quest’ottica può anche essere studiata la riapertura di alcune stazioni minori soprattutto dove transitano importanti bacini di utenti. «In un momento in cui i costi del trasporto privato diventano sempre più proibitivi per le famiglie – aggiunge il consigliere comunale Luigi Scatizzi, – è fondamentale rilanciare un servizio pubblico ferroviario caratterizzato da efficienza, efficacia, costi ragionevoli e capacità di assecondare le esigenze dei cittadini e dei pendolari».