Una mobilità sostenibile per la città di Arezzo

MobilitàAREZZO – L’adesione di Arezzo alla Settimana Europea della Mobilità Sostenibile non deve rimanere un episodio isolato. I Popolari per Arezzo hanno accolto con piacere l’adesione dell’amministrazione cittadina all’iniziativa che, in programma dal 15 al 22 settembre, mira ad incoraggiare i cittadini all’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici, ma si augurano che questo sia solo il primo passo per pianificare una nuova strategia della mobilità cittadina. «La città – spiega il consigliere comunale Luigi Scatizzi, – ha bisogno di recuperare un tenore di vita salubre per migliorare il benessere sociale e comunitario. Ci auguriamo dunque che la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile possa rappresentare l’occasione per avviare una riflessione sulla mobilità urbana e possa essere da stimolo all’amministrazione per iniziative in grado di promuovere uno stile di vita salutare ed ecocompatibile». I Popolari per Arezzo ritengono che in questo ambito uno dei temi di prioritaria importanza riguardi il trasporto pubblico urbano, da riprogettare aumentando gli orari e le fermate degli autobus per collegare efficientemente ogni zona della città e per assecondare le effettive esigenze dei cittadini, con particolare attenzione ai lavoratori e agli studenti. Tutto questo potrebbe portare ad una diminuzione dell’utilizzo del mezzo privato con una conseguente riduzione del traffico e dell’inquinamento. In seconda battuta i Popolari per Arezzo sostengono la necessità di studiare un’adeguata distribuzione in città delle piste ciclabili, rendendole più capillari e maggiormente sicure e incentivando così l’uso della bicicletta. «Queste iniziative devono spingere ad assumere una nuova attenzione verso i temi ambientali – conclude Lorenzo Roggi, segretario dei Popolari per Arezzo. – Il Comune e le associazioni di categoria dovrebbero studiare adeguati percorsi formativi che, a partire dalla scuola primaria, educhino ai temi dell’ecologia e dell’ecosostenibilità: solo maturando una nuova sensibilità verso l’ambiente sarà possibile ottenere cambiamenti duraturi ed effettivi».

Dal 118 alla chirurgia, interventi concreti per salvare il San Donato

Ospedale San Donato2AREZZO – L’ospedale di Arezzo sta subendo da tempo un lento depotenziamento di molti dei suoi servizi. La perdita della centrale del 118 è infatti solo l’ultimo episodio di una gestione che vede il San Donato sempre più debole e sempre più sacrificato a vantaggio di Siena, con Arezzo e gli aretini che si trovano sempre più penalizzati. I Popolari per Arezzo denunciano come tale impoverimento dell’ospedale, dovuto a scelte regionali di ordine politico e non da criteri di efficienza e di utilità, sia riconducibile anche al tardivo interessamento da parte dell’amministrazione comunale che si è mossa per tutelare il San Donato solo quando le scelte erano già state prese. «Anche la battaglia per salvare il 118 sembra ormai persa – spiega il consigliere comunale Luigi Scatizzi. – Purtroppo ancora una volta la regione non ha tenuto in considerazione la qualità e l’efficienza di un servizio che, ottimamente diretto dal dottor Mandò, sarà comunque sottratto all’ospedale di Arezzo per esser trasferito verso Siena. Siamo rammaricati perché il sindaco Fanfani non è stato in grado di tutelare il San Donato e si è dimostrato combattivo solo quando le battaglie erano ormai perse: come Popolari per Arezzo abbiamo più volte denunciato le problematiche che affliggono l’ospedale, ma l’amministrazione si è limitata a risposte generiche senza mai dimostrare un impegno concreto per favorirne la soluzione». I Popolari per Arezzo si augurano ora un pronto intervento per evitare un ulteriore depotenziamento del San Donato, con misure volte a salvaguardare la qualità dei servizi essenziali. Tra le azioni più urgenti, ne sottolineano soprattutto tre: l’assegnazione dei primari in tutti i reparti vacanti, il mantenimento funzionale di tutti i reparti e, soprattutto, la riorganizzazione della chirurgia indicendo il concorso per individuare il nuovo primario. «Chiediamo con forza di prevedere alcuni investimenti per migliorare e rafforzare i servizi del polo provinciale – conclude Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo. – Lo stato di salute dell’ospedale è testimoniato dalla chirurgia, un reparto che era l’orgoglio del San Donato ma che da mesi è privo di una guida e giace nella disorganizzazione: chiediamo all’amministrazione e alla direzione dell’Asl8 di mantenere le promesse e di indire entro la fine di settembre il concorso per il nuovo primario capace di sviluppare il reparto e la robotica. In questa particolare fase dobbiamo far quadrato per salvare le eccellenze e i servizi del nostro ospedale, altrimenti sarà difficile evitare un lento e inesorabile depotenziamento a favore di Siena».

L’Alta Velocità a Rigutino, un’opportunità per tutta Arezzo

Stazione RigutinoI Popolari per Arezzo sostengono la proposta di introdurre l’Alta Velocità in Valdichiana. Questo investimento aprirebbe nuove possibilità turistiche ed economiche per il territorio aretino
AREZZO – La stazione dell’Alta Velocità in Val di Chiana rappresenterebbe un investimento importante per lo sviluppo turistico del territorio aretino. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che, d’accordo con la proposta dell’assessore comunale Stefano Gasperini, sostengono l’ipotesi di collocare la nuova fermata dell’Alta Velocità nella zona di Rigutino, facendone uno snodo sia per la città di Arezzo che per gli altri Comuni della vallata. Questa possibilità si inserisce sul solco di un atto d’indirizzo presentato nei mesi scorsi in Consiglio Comunale dagli stessi Popolari per Arezzo che, attraverso il loro consigliere Luigi Scatizzi, avevano chiesto di riaprire la stazione di Rigutino, riportandovi il servizio ferroviario e riducendo di conseguenza il traffico lungo l’adiacente Sr71, sempre più transitata e pericolosa. «Siamo d’accordo con la proposta dell’assessore regionale Ceccarelli di portare una fermata dell’Alta Velocità nei pressi di Arezzo – afferma Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo. – Questa stazione potrebbe infatti avere importanti ricadute turistiche e, di conseguenza, economiche sul nostro territorio perché assicurerebbe alla nostra città rapidi collegamenti con il resto dell’Italia e rappresenterebbe un’ottima alternativa per raggiungere sia il capoluogo che la vicina Cortona». La speranza dei Popolari per Arezzo è che tali investimenti siano poi accompagnati da una nuova politica del trasporto ferroviario che permetta di collegare, utilizzando la linea “lenta”, la nuova fermata con la stazione di Arezzo e che preveda la riattivazione di altre stazioni intermedie per un servizio utile sia per il collegamento metropolitano che per i pendolari. «È necessario – conclude Gallorini, – che gli investimenti per l’Alta Velocità siano accompagnati da adeguate misure per un trasporto locale che, pur interessando centinaia di pendolari o di studenti è sempre più abbandonato e in stato di degrado».