Scatizzi ha chiesto a Fanfani la sorte dei 400.000 euro stanziati dalla Toscana per le auto elettriche I Popolari per Arezzo sconsigliano l’utilizzo per il “car sharing”: meglio volgerle in ambito turistico
AREZZO – La regione Toscana ha stanziato 400.000 euro al Comune di Arezzo per l’acquisto di auto elettriche. I dettagli di tutta questa operazione sono stati domandati al sindaco Giuseppe Fanfani nel corso dell’ultimo consiglio comunale attraverso un’interrogazione presentata dal capogruppo dei Popolari per Arezzo Luigi Scatizzi. Il consigliere ha chiesto al primo cittadino di spiegare come intende investire tale fondi e, soprattutto, come il Comune vorrà utilizzare le auto elettriche in questione. «Queste vetture – ha affermato Scatizzi, – sembra che siano destinate ad un servizio di “car sharing” nell’ambito del territorio cittadino e comunale, per permettere ai cittadini di noleggiare i mezzi e di ridurre così l’utilizzo dell’auto privata. Un servizio del genere è già stato testato in città con un analogo progetto di “bike sharing” che prevedeva numerose postazioni dove noleggiare biciclette, con risultati non brillanti e con uno scarso utilizzo da parte dei cittadini di questi mezzi di trasporto. Mi chiedo allora se sia il caso di reinvestire risorse in un progetto che non ha avuto successo o se non sia meglio individuare per queste auto una destinazione maggiormente funzionale». La proposta dei Popolari per Arezzo è di volgere questi mezzi verso un utilizzo turistico. Le auto elettriche potrebbero infatti esser dedicate alla visita della città storica, consentendo ai turisti di prenotare un tour con una guida che li porti alla scoperta dei siti monumentali e museali del territorio, utilizzando il tragitto come una visita a cielo aperto delle bellezze aretine. «Pubblicizzando adeguatamente il servizio e inserendolo nei pacchetti delle agenzie turistiche – conclude Lorenzo Roggi dei Popolari per Arezzo, – potremmo aggiungere un altro tassello ad un più vasto e organico progetto di sviluppo del turismo sul territorio. Condividiamo la bontà dell’investimento perché porterebbe ad Arezzo mezzi ad alta efficienza, ecologici, silenziosi, con assenza di emissioni dirette e con bassi costi di manutenzione, ma occorre inserirli correttamente nell’ottica della nostra città».
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Sanità aretina: il Sindaco sia conseguente alle sue dichiarazioni
Finalmente anche il sindaco Giuseppe Fanfani si è reso conto di quanto sta accadendo, cioè che pezzo dopo pezzo tra una giustificazione stentata e l’esaltazione di qualche eccellenza, sia in corso il progressivo smantellamento del sistema sanitario aretino o comunque il suo asservimento a Siena (attraverso l’ESTAV, Ente per i Servizi Tecnico-Amministrativi di Area Vasta Sud-Est).
Dopo i 10 Primariati vacanti che abbiamo denunciato tempo fa; la chirurgia da tre anni in continuo rimaneggiamento; gli annunciati e smentiti ridimensionamenti degli ospedali delle vallate aretine, eccoci arrivati al turno del 118.
Ma quello che il Sindaco del capoluogo e Presidente della Conferenza dei Sindaci deve rendersi conto è che non è oro tutto quello che luccica. L’ultima Conferenza dei Sindaci a cui ho assistito, infatti, è sembrata solo una bellissima operazione di marketing e comunicazione, in cui è stato rappresentato il solo bicchiere mezzo pieno: invece vogliamo sapere con chiarezza dove queste operazioni, diluite sapientemente nel tempo, faranno planare la nostra sanità.
Chiediamo meno propaganda e più serietà nella comunicazione, è necessario che almeno le Istituzioni sappiano cosa attende le proprie comunità.
Adesso si apprende che anche il 118 – diretto molto bene dal dottor Mandò – migrerà a Siena, città e provincia che contano molto meno degli abitanti di Arezzo.
Allora credo che una Conferenza dei Sindaci che viene convocata solo per acquisire comunicazioni di marketing aziendale serva a poco. Anzi sia umiliante e poco dignitosa.
Credo che sia indispensabile affiancare la stessa conferenza con un comitato tecnico per l’analisi dei bilanci ASL, di come si spendono i soldi.
Inoltre ribadisco la richiesta che la Commissione Sanità del Comune capoluogo diventi commissione politica, con il compito di verificare gli atti amministrativi e contabili della ASL, e possa verificare taluni aspetti della gestione.
Per esempio mi piacerebbe capire:
− l’aspettativa del dottor Sbrana, se e quanto è costata ai cittadini;
− il bilancio, non solo economico ma anche di scambio professionale, della partnership, annunziato dalla ASL al momento della partenza di Sbrana per gli Stati Uniti.
Signor Sindaco, adesso che finalmente è sceso in campo porti sino in fondo la sua azione, arricchendo le possibilità di verifica e controllo della Conferenza dei Sindaci, affiancandola con i necessari strumenti di analisi autonomi, imparziali e indipendenti da quelli di ASL e Regione.
Luigi Scatizzi
Consigliere Comunale Popolari per Arezzo
Una rinnovata attenzione alle famiglie e al bene comune
Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità un atto di indirizzo a tutela delle famiglie I Popolari per Arezzo hanno chiesto di rimodulare le tasse in relazione al reddito dei nuclei familiare
AREZZO – All’ultimo Consiglio comunale destra e sinistra hanno trovato un punto d’incontro in un atto d’indirizzo sulla famiglia, presentato dal gruppo dei Popolari per Arezzo ed elaborato dall’omonima Associazione. Il capogruppo dei Popolari per Arezzo Luigi Scatizzi ha infatti visto approvare all’unanimità la proposta di richiedere ai parlamentari aretini di farsi promotori, presso le loro Camere di appartenenza, di un’iniziativa legislativa volta alla tutela dei nuclei familiari, con una rimodulazione della tassazione Irpef proporzionale all’effettivo reddito delle famiglie.
In tale periodo di difficoltà economica, spiega Andrea Gallorini, presidente dell’Associazione “Popolari per Arezzo”, è necessario introdurre un nuovo metodo di politica fiscale che preveda aliquote Irpef differenziate in relazione alle fasce di reddito e al numero di familiari a carico del contribuente.
«Sono felice che l’intero Consiglio abbia accolto questa proposta – afferma Gallorini. – La famiglia è la cellula fondamentale della società, dunque tale rimodulazione fiscale rappresenta un passo fondamentale per tutelarla e per garantirle appoggio istituzionale. In quest’ottica occorre attuare nuove politiche per la famiglia in grado di sostenere le giovani coppie, agevolarne la costituzione e rinnovare l’attenzione alle situazioni di maggior criticità».
Nel corso del Consiglio è stato approvato, con l’appoggio del Pd e del suo capogruppo Matteo Bracciali, anche un secondo atto d’indirizzo, sempre di iniziativa dei Popolari per Arezzo, sul tema del bilancio. La delibera in parola impegna il Sindaco e la Giunta a prevedere per il triennio 2013-2015 un bilancio di previsione meno tecnico ma maggiormente orientato verso il bene comune, con una forte attenzione al sociale e ai reali bisogni dei cittadini.
Uno dei perni della proposta, sottolinea Andrea Gallorini, fa riferimento alla necessità di avere un bilancio chiaro e trasparente, che lasci capire quali e quante risorse il Comune intende destinare al sociale, e verso quali ambiti d’intervento ha intenzione di agire.
Un’attenzione particolare è rivolta all’imposizione fiscale, con l’Amministrazione che si è impegnata a mantenere inviolate le attuali tariffe senza ulteriori incrementi portati da nuovi tipi di tassazione. «Quest’ultimo punto – conclude Gallorini – rappresenta un’importante tutela per i cittadini perché impedisce all’Amministrazione di introdurre nuove tasse senza che prima non sia stata ridotta l’imposizione fiscale attualmente vigente. Approvando questo atto d’indirizzo, il Comune si è assunto una forte responsabilità nei confronti della città e dei cittadini, impegnandosi a rimodulare il bilancio e orientandolo verso il perseguimento del bene comune».