Le società partecipate restano strumenti di strategia politica

Popolari per Arezzo - Scatizzi, Gallorini e Grasso (4) OKAREZZO – Le amministrazioni cambiano ma non cambiano le modalità di nomina delle società partecipate. Ad affermarlo sono i Popolari per Arezzo che esprimono delusione di fronte al nome proposto da Coingas come futuro nuovo presidente di Estra che, ancora una volta, mostra come questi enti siano strettamente legati alle dinamiche politiche e non a logiche ispirate al bene comune. La designazione rappresenta una mera manovra politica che permette all’amministrazione cittadina di accontentare Fratelli d’Italia e, in particolare, il suo capogruppo dopo le tensioni dello scorso anno con il sindaco che, legate alla mancata assegnazione di assessorati e della presidenza del consiglio comunale, avevano spinto il partito ad astenersi dall’assumersi responsabilità nella maggioranza. I Popolari per Arezzo sottolineano inoltre come lo stesso candidato alla presidenza di Estra era stato votato dai cittadini per il suo impegno in Fratelli d’Italia e per svolgere servizio in consiglio comunale, dunque con questa nomina interromperebbe anzitempo il mandato ricevuto dagli elettori. «Purtroppo prosegue la politicizzazione delle società partecipate – spiegano i Popolari per Arezzo, – che continuano a configurarsi come veri e propri “poltronifici”. Questa manovra è orientata non in un’ottica di servizio pubblico ma, al contrario, al rafforzamento della maggioranza accontentando un alleato che lo scorso anno era stato decisivo per vincere le elezioni».
A prescindere dal futuro presidente di Estra, i Popolari per Arezzo sostengono la necessità di cambiare radicalmente le modalità di nomina dei vertici delle società partecipate, privilegiando le competenze e le attitudini professionali. Per rendere questi organi realmente al servizio della città e dei cittadini deve infatti essere tagliato il filo che li lega alla politica, interrompendo i meccanismi clientelari e dimostrando un coraggio che finora è mancato. Le società partecipate sono sempre più responsabili di molti dei servizi di cui beneficiano i cittadini, ma allo stesso tempo anche della maggior parte dei costi da loro sostenuti, dunque nella scelta dei loro vertici devono essere considerate le capacità e i curriculum dei nominati che devono dimostrare di poter ricoprire questi ruoli alla luce di un disegno di sviluppo per l’ente a cui ambiscono. «Queste qualità – aggiungono i Popolari per Arezzo, – non si acquisiscono unicamente con centocinquanta preferenze alle elezioni. Il management deve essere in grado di avviare un cammino trasparente, volto all’efficienza e alla riduzione di sprechi e costi: i presidenti e i loro consigli di amministrazione ricevono lauti stipendi che arrivano direttamente dai contribuenti, dunque queste non devono più essere considerate luoghi di ricollocamento della classe politica e strumenti per favori politici».

Società partecipate, il Comune dimostri coraggio

popolari2AREZZO – Nei prossimi mesi sono numerose le società partecipate di Arezzo di cui scadranno gli organi amministrativi, dunque per la nuova giunta del sindaco Ghinelli si prospetta un bel banco di prova per mostrare una reale volontà di cambiamento. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che, da anni, avanzano l’esigenza di avviare una complessa riorganizzazione delle sessantasette società in cui il Comune di Arezzo ha partecipazioni, un numero elevato che implica notevoli costi per il loro mantenimento e per i loro consigli di amministrazione. In attesa di riprendere il processo di razionalizzazione avviato dal consiglio comunale precedente per eliminare gli enti inutili e per abbattere le spese a carico della comunità, intanto un primo passaggio per la nuova amministrazione sarà rappresentato dal cambiamento dei loro vertici. Per rendere questi organi realmente al servizio della città deve infatti essere rotto il filo che li lega alla politica, dimostrando un coraggio che è mancato alle precedenti legislature. Le società partecipate, finora, non hanno premiato le competenze e le doti personali, ma sono state spesso il luogo per assegnare poltrone e favori alla classe politica. «Molte partecipate – spiega Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, – sono state configurate come veri e propri “poltronifici”, concessi a persone di fiducia dei partiti o alla classe politica in prepensionamento o in rottamazione. Con queste metodologie di scelta sono stati tenuti in vita meccanismi clientelari che ora la nuova giunta dovrà essere coraggiosa nello scardinare: attendiamo con fiducia l’atto d’indirizzo che definirà i principi da seguire nei prossimi anni». Da Aisa a Nuove Acque, le società partecipate sono responsabili di molti dei servizi di cui godono i cittadini, ma allo stesso tempo anche della maggior parte delle tasse che questi pagano. Alla luce di tale importante ruolo, il loro vertice non può più essere una scelta meramente politica, ma deve considerare le capacità e le attitudini professionali dei nominati perché siano in grado di avviare un cammino trasparente volto all’efficienza e alla riduzione di inutili sprechi e costi. In tale periodo di difficoltà economica e sociale vissuta dalla città, infatti, queste dovrebbero essere le linee guida con cui la giunta deve impostare la scelta dei nuovi consigli di amministrazione. «Occorrono scelte di qualità – aggiunge Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo. – I presidenti e i loro consigli di amministrazione ricevono lauti stipendi che arrivano direttamente dalle tasche dei contribuenti, dunque il ricollocamento della classe politica deve lasciare spazio all’avanzata di personalità in grado di proporre in modo serio e responsabile i loro servizi alla città».

Popolari per Arezzo: tassa sui fossi e società partecipate, due problemi da risolvere

Popolari per ArezzoI Popolari per Arezzo sostengono il sindaco nella sua analisi di costi e benefici della tassa sui fossi. Scatizzi chiede a Fanfani di ampliare la propria analisi anche all’intero sistema delle società partecipate
AREZZO – Appoggio al sindaco Giuseppe Fanfani nella sua posizione contro la tassa sui fossi, a patto che questo sia solo il primo passo di un processo di razionalizzazione dell’intero sistema delle società partecipate. I Popolari per Arezzo entrano nel dibattito sulla legittimità della tassa sui fossi sostenendo la volontà del sindaco di conoscere l’organizzazione e la gestione del Consorzio di Bonifica e, soprattutto, le modalità di utilizzi dei soldi richiesti ai cittadini. «La posizione di Fanfani è legittima – spiega Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo. – È doveroso che il sindaco sappia come vengono utilizzati i soldi richiesti ai cittadini e che poi decida di bloccare tutte quelle tasse che non corrispondono a un reale servizio e che servono solo per tenere in vita consorzi che, spesso, risultano fini a sé stessi. Ci auguriamo però che il nostro primo cittadino porti avanti questa battaglia con coerenza, non limitandosi al solo Consorzio di Bonifica ma estendendo la sua attenzione anche alle decine di società partecipate del Comune di Arezzo». Da oltre un anno i Popolari per Arezzo hanno infatti chiesto alla giunta di avviare un’analisi e una razionalizzazione delle partecipate comunali con l’obiettivo di eliminare gli enti inutili e di abbattere le spese e i costi sostenuti dalla città. Nonostante la richiesta del consigliere comunale Luigi Scatizzi, ancora questo processo di verifica non è stato avviato. «Un nostro studio – aggiunge Scatizzi, – ci portò ad individuare ben 67 società partecipate, molte delle quali tenute in vita solo per assegnare poltrone o per collocare la classe politica: l’amministrazione non può ritardare una riorganizzazione di questi enti chiarendo quali sono quelli che portano reali servizi alla collettività e quali, al contrario, possono essere eliminati perché rappresentano uno spreco. Non è più il tempo di sperperare risorse in enti che non portano benefici alla città e ai cittadini, dunque chiediamo al sindaco che la verifica di costi e benefici del Consorzio di Bonifica sia solo il primo passo per una rapida razionalizzazione di tutto il sistema delle società partecipate».