Misure di sicurezza sulla strada alternativa Arezzo-Castiglion Fibocchi

AREZZO – C’è l’urgenza di garantire maggior sicurezza sulla strada alternativa che, con la chiusura di Ponte Buriano, collega Arezzo e Castiglion Fibocchi. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che, raccogliendo le lamentale di alcuni cittadini che quotidianamente si spostano lungo questo percorso, chiedono alle amministrazioni competenti di intervenire per tutelare gli automobilisti e i pedoni. La strada passa da frazioni come Campoluci nel Comune di Arezzo e Castelluccio nel Comune di Capolona, prima di entrare nei quattro chilometri che attraversano la campagna con una carreggiata stretta e curvosa, con scarsa segnaletica orizzontale e verticale, e con alcune difficoltà visive importanti. In alcuni punti risulta addirittura difficoltoso il semplice scambio tra un autobus di linea e un auto. «L’avvio dei lavori a Ponte Buriano – commenta Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – avrebbe dovuto essere anticipato da una più attenta predisposizione del tragitto con accortezze necessarie per accogliere i grandi flussi di traffico spostati dalla Setteponti e per limitare la velocità delle auto, ma questo non è stato fatto e dunque ora è necessario tamponare tale situazione per aumentare il livello di sicurezza».
La prima elementare richiesta fa riferimento all’apposizione di segnaletica per indicare e per far rispettare i limiti di velocità, oltre all’installazione di dissuasori in prossimità di semafori e di sensi unici alternati. In seconda battuta, i Popolari per Arezzo avanzano l’esigenza di un maggior presidio nei punti più critici, attraverso un pattugliamento nelle ore di maggior traffico come deterrente per scongiurare i pericoli dell’alta velocità dove la carreggiata è più stretta e attraversa centri abitati. «C’è il divieto a percorrere la strada per i mezzi superiori a 7,5 tonnellate – aggiunge Grasso, – ma alcuni automobilisti hanno lamentato lo scarso rispetto di questa regola: questo motiverebbe ancor di più la presenza di forze dell’ordine in tale periodo di traffico straordinario».

Illuminazione e decoro urbano, alcune opere per migliorare Arezzo

Viale AmendolaAREZZO – Una serie di interventi per migliorare la viabilità, la vivibilità e il decoro urbano. A richiederli sono stati i Popolari per Arezzo che hanno presentato all’assessore ai lavori pubblici Franco Dringoli alcune interrogazioni su varie problematiche che interessano numerose zone cittadine. La prima riguarda la totale assenza di illuminazione tra il cimitero di Santa Firmina e la vicina località di Monastero, lungo un tratto di strada di 300 metri di dimensioni ridotte e privo, tra l’altro, di marciapiede. Questa zona, attraversata principalmente da anziani, rappresenta per i pedoni un potenziale pericolo considerando anche la velocità di percorrenza delle automobili, dunque il consigliere comunale Luigi Scatizzi ha proposto alla giunta di procedere all’installazione di alcuni punti luce garantendo così una maggior visibilità e sicurezza alla viabilità e scongiurando eventuali incidenti. «Siamo soddisfatti – aggiunge Giovanni Grasso, segretario dei Popolari per Arezzo, – perché l’assessore ha colto la nostra proposta, presentando la problematica all’ufficio competente e impegnandosi nel procedere alla messa in sicurezza della zona». Per quanto riguarda il decoro urbano, i Popolari per Arezzo hanno chiesto all’amministrazione di interessarsi dell’immobile situato lungo viale Amendola, di fronte al Centro Commerciale Setteponti, destinato alla vendita di oggetti di edilizia per il decoro di giardini, strade e abitazioni. Lo stabile che ospita tale esercizio si presenta infatti in condizioni fatiscenti, in forte degrado e con pericolose lamiere in ferro, fornendo un brutto spettacolo per chi transita dalla strada. «Abbiamo invitato l’amministrazione a intervenire – spiega Scatizzi, – per rappresentare alla proprietà l’esigenza di rendere più dignitosa la propria struttura a vantaggio del decoro della città e della loro stessa attività commerciale». Infine i Popolari per Arezzo hanno posto l’attenzione sulla possibilità del Comune di acquisire il posteggio di via XXV Aprile davanti agli uffici e agli esercizi commerciali del “Baco d’oro”. Gli accordi intercorsi al momento dell’edificazione prevedevano infatti un ritorno della proprietà del piazzale all’istituzione comunale, dunque Scatizzi ha chiesto a che punto siano le procedure per la riacquisizione, quali siano i tempi per concludere la procedura e, soprattutto, se la futura gestione sarà affidata all’Atam.

Il Comune mantenga le promesse sulla viabilità cittadina

ViabilitàAREZZO – Una delle problematiche irrisolte della viabilità aretina riguarda la chiusura di via della Magnanina e di via Salvadori verso la Strada Statale 73. La questione è stata sollevata dai Popolari per Arezzo con un’interrogazione in cui il consigliere comunale Luigi Scatizzi ha esposto all’assessore ai lavori pubblici Franco Dringoli i tanti disagi vissuti dagli abitanti di questa zona. La chiusura delle due strade, avvenuta nel 2009 per via della Magnanina e nel lontano 1985 per via Salvadori, trovava le sue motivazioni nell’aumento della sicurezza stradale e dell’incolumità dei cittadini, ma l’amministrazione accompagnò tale decisione alla promessa di attuare una viabilità collaterale di servizio ai residenti. Questo impegno, presentato anche all’Anas (l’ente che ha competenza sulla Sr73 con cui si intersecavano le due vie), finora è stato completamente disatteso perché gli unici interventi attuati sulla viabilità dell’area hanno riguardato l’apposizione di nuovi limiti di velocità e l’allargamento della carreggiata di via Salvadori. «Non è stata realizzata alcuna opera riguardo alla viabilità sostitutiva promessa – spiega Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo, – e questo ha determinato una separazione fisica e sociale di queste vie e dei loro abitanti dal resto della città. Come conseguenza gli automobilisti si trovano a dover percorrere distanze molto più ampie e possono accedere alla Sr73 solo da un pericoloso accesso posizionato in forte pendenza, mentre molto più grave è la situazione per i pedoni che spesso sono costretti a tentare un difficile attraversamento della statale». L’unica alternativa, infatti, per attraversare la Sr73 e per superare le barriere create dall’amministrazione è il sottopasso di via Della Robbia che costringe ad una lunga deviazione dalle vie in questione e che comunque per i pedoni presenta un’elevata pericolosità perché è situato su una curva ed è privo di marciapiede. Dopo aver valutato le effettive problematiche della zona, i Popolari per Arezzo hanno dunque chiesto all’amministrazione di progettare con urgenza la viabilità sostitutiva promessa, garantendo quanto meno una soluzione per il collegamento ciclo-pedonale tra via della Magnanina e via Salvadori. «L’amministrazione deve fornire tempi certi per superare questa fase di stallo – conclude Gallorini, – rispettando così gli impegni verbali assunti con l’Anas e con gli stessi residenti».