AREZZO – Come vengono utilizzati i fondi derivati dagli utili dell’Azienda Farmaceutica Municipalizzata? La domanda sorge da Luigi Scatizzi, capogruppo dei Popolari per Arezzo, ed è stata rivolta nel corso dell’ultimo consiglio comunale al sindaco Fanfani e all’assessore alla sanità Caremani. I patti parasociali che regolano l’operato della Farmaceutica prevedono che lo 0,5% dei ricavi delle vendite dei medicinali siano investiti per promuovere ed organizzare iniziative di educazione sanitaria, dunque l’interrogazione di Scatizzi è orientata a conoscere l’effettivo utilizzo di questi fondi. «Lo statuto dell’Afm – spiega il consigliere, – prevede che l’ente gestore, in linea con gli indirizzi programmatici fissati dal consiglio comunale, si impegni ad attuare progetti di educazione sanitaria volti alla prevenzione e alla formazione dei cittadini. Tutto questo dovrebbe avvenire con convegni o altre iniziative organizzate in farmacie e in altri luoghi del territorio comunale come scuole, quartieri o case di riposo, con il personale sanitario e tecnico, le attrezzature e gli altri materiali forniti dalla Farmaceutica e dalla Asl». Gli interventi e le altre attività finanziate devono esser rese note attraverso la pubblicazione di un report annuale, dunque dovrebbero essere a conoscenza dell’amministrazione. Alla luce di questo, i Popolari per Arezzo hanno chiesto alla giunta se effettivamente tali fondi vengono utilizzati e, in caso contrario, di farsi promotrice di una nuova azione educativa e formativa in campo sanitario. «Il Comune – aggiunge Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – ha una forte responsabilità verso i cittadini, dunque dovrebbe prendere l’iniziativa di organizzare, in collaborazione con la Asl, corsi di educazione sanitaria attingendo dai finanziamenti previsti dai patti parasociali. Questa azione potrebbe coinvolgere le scuole e i vari uffici sanitari e sociali prevedendo, ad esempio, corsi per insegnare ad utilizzare i defibrillatori agli adulti o corsi di educazione alimentare per bambini e ragazzi. I fondi per queste azioni di prevenzione sono previsti, utilizziamoli per migliorare la salute e lo stile di vita dei nostri cittadini».
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Il Comune di Arezzo colga i benefici del Decreto del Fare
AREZZO – Il recente Decreto del Fare prevede un’occasione che il Comune di Arezzo non può permettersi di perdere. Il decreto legge, emanato lo scorso 31 agosto, stabilisce infatti che ogni Comune che aderisce alla sperimentazione del nuovo sistema di contabilità pubblica riceva un adeguato premio per le spese del personale e per il patto di stabilità. A sottolineare questa possibilità sono i Popolari per Arezzo che spiegano come l’articolo 9 della suddetta legge stabilisce che le amministrazioni “virtuose” che aderiranno entro il 30 settembre alle nuove disposizioni ricevano un contributo sul bilancio programmatico per un importo totale di 500 milioni di euro da ridistribuire sull’intero territorio nazionale con un apposito decreto ministeriale. In tema di personale, invece, il Comune avrà la facoltà nel 2014 di assumere un numero di dipendenti, a tempo determinato o a tempo indeterminato, maggiore rispetto ai vincoli stabiliti dalle precedenti leggi sul patto di stabilità. «Il Comune di Arezzo – affermano Andrea Gallorini e Giovanni Grasso, presidente e vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – dovrebbe aderire subito alle disposizioni del Decreto del Fare nella speranza di riuscire ad avere più risorse e possibilità di investimento, oltre che per contribuire concretamente alle nuove sperimentazioni su una materia cruciale come la contabilità pubblica». I Popolari per Arezzo hanno spesso indicato in recenti interventi in consiglio comunale come i numeri del bilancio dovrebbero sempre essere indirizzati al bene dei cittadini e della collettività. Poter contribuire alla costruzione e al miglioramento della contabilità pubblica potrebbe dunque rappresentare l’impegno del Comune di Arezzo nel perseguire il bene comune provando a dare un volto umano ad uno strumento tecnico come il bilancio. «Chiediamo all’amministrazione – conclude il consigliere comunale Luigi Scatizzi, – di verificare se vi siano le condizioni per tale adesione e, in tal caso, di discutere in consiglio la destinazione delle nuove risorse che lo stato destinerà al nostro Comune».
L’Alta Velocità a Rigutino, un’opportunità per tutta Arezzo
I Popolari per Arezzo sostengono la proposta di introdurre l’Alta Velocità in Valdichiana. Questo investimento aprirebbe nuove possibilità turistiche ed economiche per il territorio aretino
AREZZO – La stazione dell’Alta Velocità in Val di Chiana rappresenterebbe un investimento importante per lo sviluppo turistico del territorio aretino. A sostenerlo sono i Popolari per Arezzo che, d’accordo con la proposta dell’assessore comunale Stefano Gasperini, sostengono l’ipotesi di collocare la nuova fermata dell’Alta Velocità nella zona di Rigutino, facendone uno snodo sia per la città di Arezzo che per gli altri Comuni della vallata. Questa possibilità si inserisce sul solco di un atto d’indirizzo presentato nei mesi scorsi in Consiglio Comunale dagli stessi Popolari per Arezzo che, attraverso il loro consigliere Luigi Scatizzi, avevano chiesto di riaprire la stazione di Rigutino, riportandovi il servizio ferroviario e riducendo di conseguenza il traffico lungo l’adiacente Sr71, sempre più transitata e pericolosa. «Siamo d’accordo con la proposta dell’assessore regionale Ceccarelli di portare una fermata dell’Alta Velocità nei pressi di Arezzo – afferma Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo. – Questa stazione potrebbe infatti avere importanti ricadute turistiche e, di conseguenza, economiche sul nostro territorio perché assicurerebbe alla nostra città rapidi collegamenti con il resto dell’Italia e rappresenterebbe un’ottima alternativa per raggiungere sia il capoluogo che la vicina Cortona». La speranza dei Popolari per Arezzo è che tali investimenti siano poi accompagnati da una nuova politica del trasporto ferroviario che permetta di collegare, utilizzando la linea “lenta”, la nuova fermata con la stazione di Arezzo e che preveda la riattivazione di altre stazioni intermedie per un servizio utile sia per il collegamento metropolitano che per i pendolari. «È necessario – conclude Gallorini, – che gli investimenti per l’Alta Velocità siano accompagnati da adeguate misure per un trasporto locale che, pur interessando centinaia di pendolari o di studenti è sempre più abbandonato e in stato di degrado».