I Popolari per Arezzo sostengono il sindaco nella sua analisi di costi e benefici della tassa sui fossi. Scatizzi chiede a Fanfani di ampliare la propria analisi anche all’intero sistema delle società partecipate
AREZZO – Appoggio al sindaco Giuseppe Fanfani nella sua posizione contro la tassa sui fossi, a patto che questo sia solo il primo passo di un processo di razionalizzazione dell’intero sistema delle società partecipate. I Popolari per Arezzo entrano nel dibattito sulla legittimità della tassa sui fossi sostenendo la volontà del sindaco di conoscere l’organizzazione e la gestione del Consorzio di Bonifica e, soprattutto, le modalità di utilizzi dei soldi richiesti ai cittadini. «La posizione di Fanfani è legittima – spiega Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo. – È doveroso che il sindaco sappia come vengono utilizzati i soldi richiesti ai cittadini e che poi decida di bloccare tutte quelle tasse che non corrispondono a un reale servizio e che servono solo per tenere in vita consorzi che, spesso, risultano fini a sé stessi. Ci auguriamo però che il nostro primo cittadino porti avanti questa battaglia con coerenza, non limitandosi al solo Consorzio di Bonifica ma estendendo la sua attenzione anche alle decine di società partecipate del Comune di Arezzo». Da oltre un anno i Popolari per Arezzo hanno infatti chiesto alla giunta di avviare un’analisi e una razionalizzazione delle partecipate comunali con l’obiettivo di eliminare gli enti inutili e di abbattere le spese e i costi sostenuti dalla città. Nonostante la richiesta del consigliere comunale Luigi Scatizzi, ancora questo processo di verifica non è stato avviato. «Un nostro studio – aggiunge Scatizzi, – ci portò ad individuare ben 67 società partecipate, molte delle quali tenute in vita solo per assegnare poltrone o per collocare la classe politica: l’amministrazione non può ritardare una riorganizzazione di questi enti chiarendo quali sono quelli che portano reali servizi alla collettività e quali, al contrario, possono essere eliminati perché rappresentano uno spreco. Non è più il tempo di sperperare risorse in enti che non portano benefici alla città e ai cittadini, dunque chiediamo al sindaco che la verifica di costi e benefici del Consorzio di Bonifica sia solo il primo passo per una rapida razionalizzazione di tutto il sistema delle società partecipate».
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Una svolta verde per il Comune di Arezzo
I futuri bilanci del Comune di Arezzo dovrebbero essere indirizzati verso una vera e propria svolta verde. Verde non per scarsità di risorse, ma perché impostata con un forte taglio ambientale ed ecologico. La proposta arriva dal consigliere comunale Luigi Scatizzi che, in occasione della presentazione del bilancio di previsione del 2014, ha avanzato un atto d’indirizzo con alcune idee per valorizzare i temi dello sviluppo ecocompatibile per la città di Arezzo. «Ambiente e sviluppo devono esser considerati in stretta relazione – spiega il capogruppo dei Popolari per Arezzo. – Nel mio atto di indirizzo ho chiesto che vengano unificati gli interventi di spesa per i due settori che, pur appartenenti a funzioni di bilancio diverse, politicamente costituiscono un unicum ormai inscindibile. L’amministrazione deve mostrare la volontà di imboccare la via di un bilancio che calcoli il valore delle scelte ecologiche e che programmi uno sviluppo sostenibile partecipato e razionale». Questa svolta verde dovrà basarsi sulla predisposizione di politiche di rispetto e di salvaguardia ambientale con scelte innovative per lo smaltimento dei rifiuti, lo sviluppo del riciclaggio e lo sfruttamento della risorsa delle biomasse. Alla base di tutto dovrebbe esservi la predisposizione di un piano energetico locale che preveda lo sviluppo di energie alternative, con la creazione di un ecosportello del territorio in cui indirizzare e sviluppare tutte le attività di formazione e di informazione ambientale. Il perno della proposta dei Popolari per Arezzo fa riferimento all’edilizia verde, con la previsione di affidare gli appalti pubblici solo a chi utilizza mezzi e strumenti ecocompatibili. «Come previsto dalla disciplina comunitaria – conclude Giovanni Grasso, vicepresidente dei Popolari per Arezzo, – gli interventi dei lavori pubblici dovrebbero privilegiare le costruzioni in bioedilizia e l’utilizzo di materiale ecocompatibile. Un’amministrazione etica e orientata verso il futuro deve certificare le proprie azioni anche da un punto di vista ecologico».
Il Comune utilizzi le auto elettriche per sviluppare il turismo
Scatizzi ha chiesto a Fanfani la sorte dei 400.000 euro stanziati dalla Toscana per le auto elettriche I Popolari per Arezzo sconsigliano l’utilizzo per il “car sharing”: meglio volgerle in ambito turistico
AREZZO – La regione Toscana ha stanziato 400.000 euro al Comune di Arezzo per l’acquisto di auto elettriche. I dettagli di tutta questa operazione sono stati domandati al sindaco Giuseppe Fanfani nel corso dell’ultimo consiglio comunale attraverso un’interrogazione presentata dal capogruppo dei Popolari per Arezzo Luigi Scatizzi. Il consigliere ha chiesto al primo cittadino di spiegare come intende investire tale fondi e, soprattutto, come il Comune vorrà utilizzare le auto elettriche in questione. «Queste vetture – ha affermato Scatizzi, – sembra che siano destinate ad un servizio di “car sharing” nell’ambito del territorio cittadino e comunale, per permettere ai cittadini di noleggiare i mezzi e di ridurre così l’utilizzo dell’auto privata. Un servizio del genere è già stato testato in città con un analogo progetto di “bike sharing” che prevedeva numerose postazioni dove noleggiare biciclette, con risultati non brillanti e con uno scarso utilizzo da parte dei cittadini di questi mezzi di trasporto. Mi chiedo allora se sia il caso di reinvestire risorse in un progetto che non ha avuto successo o se non sia meglio individuare per queste auto una destinazione maggiormente funzionale». La proposta dei Popolari per Arezzo è di volgere questi mezzi verso un utilizzo turistico. Le auto elettriche potrebbero infatti esser dedicate alla visita della città storica, consentendo ai turisti di prenotare un tour con una guida che li porti alla scoperta dei siti monumentali e museali del territorio, utilizzando il tragitto come una visita a cielo aperto delle bellezze aretine. «Pubblicizzando adeguatamente il servizio e inserendolo nei pacchetti delle agenzie turistiche – conclude Lorenzo Roggi dei Popolari per Arezzo, – potremmo aggiungere un altro tassello ad un più vasto e organico progetto di sviluppo del turismo sul territorio. Condividiamo la bontà dell’investimento perché porterebbe ad Arezzo mezzi ad alta efficienza, ecologici, silenziosi, con assenza di emissioni dirette e con bassi costi di manutenzione, ma occorre inserirli correttamente nell’ottica della nostra città».