AREZZO – Ogni volta che piove, Arezzo deve fare i conti con il serio rischio degli allagamenti. Il problema è stato portato in consiglio comunale da Luigi Scatizzi che, consapevole dei disagi che la città si trova puntualmente a vivere in caso di forti piogge, si è rivolto con un’interrogazione all’assessore ai lavori pubblici Franco Dringoli. Il capogruppo dei Popolari per Arezzo ha evidenziato alla giunta i disagi riscontrati in alcune zone particolarmente soggette ad allagamenti: tra queste c’è anche l’entrata dell’ospedale provinciale “San Donato” che, ad ogni acquazzone, è ostruita da molti centimetri d’acqua che impediscono o rendono molto complicato l’accesso alla struttura. «Nel corso degli ultimi mesi – spiega Scatizzi, – è bastato un temporale di poche ore per produrre allagamenti importanti in diverse parti della città e per bloccare intere strade, creando disagi e pericoli per i cittadini. Questa situazione è particolarmente preoccupante in presenza di alcune zone della città come, ad esempio, l’ingresso dell’ospedale, davanti a cui si forma puntualmente una vasta pozza che rende difficoltoso l’utilizzo della struttura sanitaria». Secondo i Popolari per Arezzo questo ripetersi degli allagamenti evidenzia l’esistenza di un problema strutturale per il deflusso dell’acqua piovana. Un problema che la giunta deve affrontare con decisione e senza ulteriori perdite di tempo. «Non è tollerabile che gli aretini vivano ogni acquazzone come un incubo – conclude Lorenzo Roggi, segretario dei Popolari per Arezzo. – Con la nostra interrogazione abbiamo chiesto al Comune di svolgere una verifica tecnica sulla tenuta del sistema di smaltimento delle acque e sullo stato di manutenzione dei tombini cittadini. In base all’esito dell’accertamento, ci auspichiamo che partano immediatamente i lavori necessari per la corretta manutenzione dei tombini e per l’adeguamento dell’impianto di deflusso delle piogge».
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Gli abitanti di Frassineto attendono risposte dal Comune
AREZZO – L’area sportiva di Frassineto langue in uno stato d’abbandono. Fino a qualche anno fa la piccola frazione, situata nel cuore della Valdichiana, godeva di una delle strutture più attrezzate della zona con due campi da calcio, uno da pallavolo, spogliatoi, cucina e stand per cene e sagre. Con il tempo l’impianto, utilizzato in passato anche dalla Sansovino e dagli Arieti Rugby, non rispondevano più ai criteri normativi richiesti, dunque l’amministrazione comunale nel 2011 si impegnò con la locale polisportiva a costruire una nuova struttura e a sostenere le spese in cambio dell’acquisizione della proprietà. Tale progetto fu inserito nel programma triennale delle opere pubbliche 2011-2013 ma, dopo oltre due anni, le vecchie strutture sono state demolite ma i nuovi lavori non sono ancora cominciati, con l’intera area che oggi versa in uno stato d’abbandono creando un forte disagio all’intera comunità di Frassineto. Questo problema è emerso nel corso dell’ultimo consiglio comunale in un’interrogazione presentata da Luigi Scatizzi, capogruppo dei Popolari per Arezzo, al sindaco Giuseppe Fanfani e all’assessore ai lavori pubblici Franco Dringoli per avere chiarimenti sui tempi e sulle modalità di avanzamento dei lavori. A muovere la richiesta di Scatizzi sono stati gli stessi residenti di Frassineto che hanno organizzato per lunedì 21 ottobre un incontro pubblico per discutere del recupero dell’area sportiva, ormai diventata inutilizzabile, e del progetto di realizzazione di un nuovo centro sportivo-aggregativo. «Gli abitanti di Frassineto devono avere risposte certe – spiega Andrea Gallorini, presidente dei Popolari per Arezzo. – In vista dell’incontro del 21 ottobre sarebbe doveroso che l’amministrazione fornisse spiegazioni sui motivi dell’abbandono dell’area sportiva e sulle date di avvio dei lavori, prima fissati per il 2011, poi per il 2012 e adesso rimandati al 2014. Ancora una volta assistiamo a un grave disinteresse nei confronti delle frazioni del Comune di Arezzo, sempre più trascurate e lasciate in condizioni di degrado: il nuovo centro polifunzionale di Frassineto è solo un esempio di lavori e di opere mai terminate ma rimandate di anno in anno».
Popolari per Arezzo, un percorso condiviso già dalla prima assemblea
AREZZO – I Popolari per Arezzo sono diventati realtà con la partecipazione e il sostegno di numerosi cittadini. In occasione della prima assemblea dell’associazione, la sede dell’ex circoscrizione di piazza Giotto ha visto l’intervento di tanti esponenti della politica aretina che hanno manifestato il loro appoggio al nuovo progetto dei Popolari nato dalla passione di un gruppo di giovani e dall’impegno in consiglio comunale di Luigi Scatizzi. Particolarmente significativa è stata la presenza di componenti dell’Udc, del Fli e dell’Api, le tre forze che nel 2011 si unirono per formare il Nuovo Polo per Arezzo e che negli ultimi mesi hanno condiviso il passaggio ai nuovi Popolari per Arezzo. «I Popolari sono un’associazione basata sui valori e sulle idee – ha ribadito lo stesso Scatizzi. – Il cambio del nome è stato concordato di comune accordo tra Udc, Fli e Api nelle numerose riunioni organizzate nel corso dei mesi per discutere sui temi, sugli argomenti e sulle problematiche da presentare nei vari consigli comunali. In questi anni la nostra attività politica è stata dunque aperta e partecipata, con tante persone che hanno portato il loro contributo permettendoci di presentare all’amministrazione ben 80 interrogazioni e 12 atti d’indirizzo. Queste stesse persone hanno ora approvato e condiviso il passaggio ai Popolari per Arezzo vedendone un positivo segnale di rinnovamento e fornendoci ulteriori stimoli a portare avanti la nostra azione di servizio alla città e al bene comune». I lavoro dell’assemblea dei Popolari per Arezzo sono stati aperti dal presidente Andrea Gallorini che, insieme al vicepresidente Giovanni Grasso e al segretario Lorenzo Roggi, hanno presentato alla cittadinanza i valori della nuova associazione. Partecipazione, condivisione e impegno sono i tre fondamenti su cui si baserà l’attività dei Popolari, con la promessa di un processo democratico che coinvolga numerosi cittadini per renderli parte attiva della vita politica della città e per affrontare insieme le varie problematiche di Arezzo e degli aretini. «La scelta di convocare la prima assemblea nella sede di una circoscrizione non è casuale – afferma Gallorini, – perché storicamente la circoscrizione è sempre stato l’organo più vicino ai cittadini, l’organo a cui i cittadini si rivolgevano e l’organo deputato a risolvere i problemi nati dal basso. Questo spirito vuole animare anche la nostra associazione, un’associazione libera, democratica e autonoma che non fa capo a partiti ma che risponde alla sola volontà di chiunque vorrà portare il proprio contributo alla vita politica della città».